PERMUTA TRA IL COMUNE DI BORRELLO E IL SIGNOR CARMINE PALMIERI
(Angelo Ferrari)
1° Settembre 1857
Trascrizione del decreto
COLLEZIONI DELLE LEGGI
E DE’ DECRETI REALI
DEL REGNO DELLE DUE SICILIE
Anno 1857
N.° 188
FERDINANDO II
PER GRAZIA DI DIO RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME EC. DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO EC. EC. GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA EC. EC. EC.
(120)
(N.° 4395) DECRETO autorizzante il comune di Borrello in Abruzzo Citeriore a cedere al Signor Carmine Palmieri un pezzo di suolo pubblico della estensione di palmi quadrati centocinque, ad oggetto di coprire un angolo rientrante ed allineare la facciata della casa di sua abitazione sita nella strada detta di Mezzo; ricevendone in permuta un altro pezzo di suolo di privata proprietà di esso Palmieri, della estensione di palmi quadrati centosettantotto, risultante dall’abbattimento di una gradinata esterna di un’altra casa anche di sua proprietà posta nella strada suddetta, a’ sensi della deliberazione decurionale de’ 29 di marzo di quest’anno, e dell’avviso del Consiglio d’Intendenza de’ 23 di luglio ultimo.
(Napoli, 1 Settembre 1857)
Certificato conforme
Il Ministro Segretario di Stato
Presidente del Consiglio de’ Ministri
FERDINANDO TROJA
La permuta tra il Comune di Borrello e il sig. Carmine Palmieri, originario
della frazione di Baronessa e proprietario della casa ubicata presso il largo
dove in passato era situato l’orologio che oggi si trova al municipio, offre lo
spunto per alcune considerazioni sulla situazione amministrativa del nostro
paese alla fine del regno borbonico ed è significativo che una minima variazione
edilizia oltre a coinvolgere il Decurionato (Consiglio Comunale) arrivi al
Consiglio di Intendenza (Provincia), fino alla promulgazione del Decreto (N.°
4395) del Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno. La permuta in oggetto
infatti riguardava 105 palmi quadrati di terreno contro 178 ed essendo il palmo
pari a circa 26,45 cm. si trattava di 7,34 mq. ceduti dal comune e di 12,45 mq.
ceduti in cambio dal Palmieri.
Nell’800 il comune costituiva l’elemento base della struttura amministrativa del Regno di Napoli ed era amministrato dal Decurionato. Il Consiglio Decurionale era eletto dai capifamiglia e a Borrello, essendo la popolazione residente inferiore alle 3.000 unità, era costituito da 10 membri. I Decurioni dovevano essere iscritti nel registro delle imposte dirette con una rendita pari ad almeno 24 ducati all’anno, dovevano aver compiuto 21 anni e non dovevano avere debiti o pendenze in corso nei confronti del comune.
Il ruolo dei
Decurioni era molto importante in quanto il Consiglio Decurionale eleggeva il
Sindaco che si occupava della amministrazione vera e propria del comune,
eleggeva un Eletto che svolgeva le funzioni di sostituto e assistente del
sindaco e un secondo Eletto che comandava la polizia rurale e la polizia
municipale su tutto il territorio del comune. Tra i 10 decurioni del comune di
Borrello, secondo le leggi del 1806 che divideva il Regno di Napoli in
Distretti, Circondari e Comuni, almeno tre dovevano sapere leggere e scrivere,
il che, insieme al limite del reddito (24 ducati), riduceva all’osso le liste
degli eleggibili e impediva un reale ricambio amministrativo. Questa difficoltà
fu in parte superata con una nuova legge del 1808 che estendeva l’eleggibilità a
Decurione anche ai mastri d’arte e ai commercianti.
L’Intendenza di Abruzzo Citra fu istituita l’8 agosto del 1806 con sede a Chieti nel palazzo dell’ex convento dei Domenicani, oggi sede della prefettura. Il Consiglio di Intendenza era presieduto dall’Intendente e si occupava della amministrazione civile, della amministrazione finanziaria e del comando della polizia. In particolare l’Intendente, che dal 1860 si chiamò Governatore, era alle dirette dipendenze del Ministro dell’Interno e aveva poteri sui Comuni, comandava la Guardia Provinciale e in casi eccezionali anche l’esercito regio, il servizio di leva e il servizio sanitario.
Sappiamo che la richiesta del Sig. Carmine Palmieri fu approvata dal Comune di Borrello il 29 marzo 1857, dal Consiglio di Intendenza di Chieti il 23 luglio 1857 e dal Consiglio dei Ministri del Regno di Napoli il 1 settembre 1857 con Decreto N.° 4395, anche se non conosciamo il tempo trascorso dalla istanza del Palmieri al Comune fino all’approvazione decurionale, si tratta di tempi velocissimi tutt’ora invidiabili, il tutto in circa cinque mesi.
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