Borrello nella cartografia storica

(A cura di Angelo Ferrari)

 

 

Il paese di Borrello viene indicato sistematicamente nella cartografia a partire dal secolo XVI e, osservando le modalità con le quali il piccolo abitato abruzzese è stato indicato e rappresentato nel corso del tempo, se ne deducono alcune interessanti considerazioni.

Verso la fine del 1500 Gerardo Mercatore (1512-1594) nella carta di Abruzzo e Terra di Lavoro pone Borrello in una posizione imprecisa, indicandolo come Bucello e il simbolo posto accanto al nome riporta chiaramente la presenza di almeno tre chiese di un certo rilievo. L'uso del termine Bucello per idicare il paese di Borrello ha generato un accostamento dei due toponimi nella specifica letteratura degli anni successivi. Nell'ultimo decennio del '600, infatti, quando Johann Jacob Hofmann (1635-1706) compilava il Lexicon Universale, pubblicato nel 1698, nella sezione "Nominum, quibus regiones, urbes, montes, flumina, &c" riportava alla pagina 22NO la seguente dicitura: Civita Burella, urbs Aprutii, Bucellum. In seguito Mercatore adottò nelle successive carte dell'Abruzzo e Terra di Lavoro la voce Civita Burella.

 

Tra le prime rappresentazioni del '600 vi è quella di Antonio Magini (1555-1617), che riportava Civita Burella e utilizzava una simbologia di un centro di rilievo indicante un abitato con una chiesa principale e altre chiese secondarie, oltre una cinta muraria; questa, nei simboli cartografici, era riferita più all'importanza della città piuttosto che ad una fortificazione vera e propria. La carta del Magini Abruzzo Citra e Ultra era compresa nell'Atlante Geografico d'Italia che venne stampato nel 1620 dopo tre anni dalla morte dell'autore, quindi è presumibile che il Magini per la sua carta utilizzò informazioni raccolte tra la fine del 1500 e il primo decennio del secolo successivo.

Similmente negli stessi anni un altro cartografo, l'olandese Jodocus Hondius (1563-1612), usava il termine Civita Burello in una carta di Aprutium Citra et Ultra, stampata nel 1627, e utilizzava una simbologia di una certa importanza, riferita alla presenza di un castello baronale e una chiesa notevoli.

Nel 1650 l'olandese Joan Blaeu (1596-1673) stampava una carta di Abruzzo Citra et Ultra citando Civita Burella e lo stesso nome veniva utilizzato nella sezione Italia del suo Atlas Maior, pubblicato nel 1665, dove l'aspetto più interessante riguardava la simbologia usata per indicare Borrello, con alcune chiese in evidenza e con un agglomerato urbano superiore a tutti i centri della zona. Ovviamente anche se ciò non corrispondeva necessariamente alla realtà, indicava l'importanza che veniva attribuita a Borrello derivante dalla fase della raccolta dei dati cartografici.

Giovanbattista Pacichelli (1634-1695) inseriva una tavola che illustra "Civita Burella" nell'atlante "Il Regno di Napoli diviso in dodici Provincie", edito nel 1703; si trattava di una illustrazione di pura fantasia, con chiese, duomo e altri edifici inesistenti dai nomi puramente inventati, probabilmente per compiacere il possessore di turno. L'unico elemento che poteva avere attinenza con la realtà geografica erano le montagne che circondano il paese.

Il nome di Civita Burella lo si trova indicato con simboli non particolarmente evidenti anche nella carta del Regno di Napoli dello svizzero Matthaus Merian (1593-1650), nella cartografia relativa all'Abruzzo Citra et Ultra dell'olandese Johannes Janssonius (1588-1664) e nel Regnum Neapolis del cartografo De Witt (1630-1689) pure olandese.

Nel 1782 l'italiano Antonio Zatta (1757-1797) stampava a Venezia la carta del Regno di Napoli diviso nelle sue Provincie, citando Civita Borella. Contemporaneamente all'uso di una simbologia stilizzata, venivano evidenziate le caratteristiche montuose della zona.

Alcuni anni dopo, nel 1787, l'ingegnere francese della marina M. Bonne (1729-1795) stampava una curiosa carta della Partie Septentrionale du Royaume de Naples; l'aspetto particolare che salta subito evidente è che nell'area abruzzese del Sangro e cioè da Alfedena al mare Adriatico, esiste solo Civita Borella. Confrontando questa carta della fine del '700 con una qualsiasi delle precedenti, a scala simile, viene da chiedersi la motivazione di tante inspiegabili omissioni. Forse la spiegazione più plausibile consiste nel fatto che l'autore abbia abbia raccolto le sue informazioni da una fonte indiretta che le aveva già impostate con quel tipo di selezione. Un esempio indicativo è quello dell'Archontologia Cosmica di Giovanni Ludovico Gotofredi, pubblicata a Francoforte nel 1628,  dove nella sezione che riguarda la Potentia Hispanica a proposito dell'Abruzzo Ultra vengono indicate quali città più importanti Aquilam, Adriam (Atri), Pinnam (Penne), Tarinam (Teramo); mentre per l'Abruzzo Citra sono indicate le città di Beneuentum, Lancianum, Chetum (Chieti), Burellam (Borrello) e Sulmonem.

Una citazione degna di nota, in particolare per il suo carattere storico è quella contenuta nei libri del Real Patrimonio del Regno di Napoli del 1799 relativamente alle rendite parassitarie conseguenti agli investimenti dei banchieri genovesi nel regno dell'Italia meridionale. Vi si legge infatti che Lionetta Centurione riscuoteva i fiscali sopra Civita Borrello ottenendone 6 ducati e similmente l'ospedale degli Incurabili di Genova riscuoteva i fiscali a Rosielo per 25 ducati e ancora i fratelli Pallavicino dall'adoa di Montelapiana ricavavano 104 ducati di rendita e numerosi altri ancora.

 Per quanto si riferisce all'800 ci sono diverse citazioni in opere geografiche italiane, europee e americane e di seguito ne vengono citate alcune tra le più significative. Nel 1816 in Inghilterra nella seconda edizione dell' Universal Dictionary of the Arts, Sciences, Literature, &c, viene citata in modo indiretto Civita Borella: alla voce Penac viene specificato che si ratta di "... a town of Naples, in Abruzzo Citra; 9 miles ESE of Civita Borella ...". Il Dizionario Geografico pubblicato nel 1823 da Jedidian e Richard Morse a proposito di Borrello indicava "Civita Borella, t. Naples, 50 m. N. Capua". Il Dictionnaire Géographique Universel, pubblicato in Francia nel 1826, riportava "Civita-Borella, petite ville du royaume de Naples, prov. de L'Abruzze Citérieure, distr. et à 8 l. de Lanciano, cant. de Villa Santa Maria, sur une colline, près du Sangro". Successivamente nel 1827 William Darby aggiornava a Philadelphia il Dizionario Geografico che citava "Burella or Civita Burella, a town of Naples, in Abruzzo Citeriore, 20 ms. S. of Lanciano" e l'anno successivo, nel 1828, F. Ansart curava una Historiae Naturalis, un trattato naturalistico in forma enciclopedica scritto da Plinio il Veccchio e pubblicato da suo nipote Plinio il Giovane, e nel libro III,  dove si narra dei diversi popoli dell'Italia, inseriva la nota n. 8 che cita tra l'altro "...Carentinorum Supernatum oppidum loco dicto Civita Burella ...".

 

 

 

MAGINI - Carta stampata nel 1620

 

Giovanni Antonio Magini, cartografo italiano (1555-1617), realizzò l'Atlante geografico d'Italia, stampato dopo la sua morte nel 1620, conteneva le mappe di tutte le regioni italiane. Nella carta dell'Abruzzo Citra indica Borrello con il nome di "Civita Burella" e con una simbologia di una certa importanza, simile a quella usata per Agnone o Casoli.

 

 

 

 

     

 

 

 

 

HONDIUS - Carta stampata nel 1627

Jodocus Hondius, cartografo olandese (1563-1612), sostenitore del lavoro di Mercatore. Nella cartografia relativa all'Aprutium Citra et Ultra indica l'abitato di Borrello con il nome di "Civita Burello", la simbologia si riferisce ad un paese di una certa importanza.

   

 

 

 

 

 

MERCATORE - Carta stampata nel 1629

Gerardo Mercatore, cartografo olandese di origine tedesca (1512-1594), noto per aver realizzato la proiezione che porta il suo nome. Indica  Borrello con il nome "Bucello", errata è la collocazione geografica. Da notare il simbolo di borrello che risulta importante e starebbe ad indicare la presenza di tre chiese (S. Egidio, S. Antonio e S. Lucia).

 

 

 

 

 

 

HOFMANN - Lexicon Universale 1698

 

 

 

 

       

 

 

 

MERCATORE - Carta stampata nel 1630

Gerardo Mercatore, cartografo olandese di origine tedesca (1512-1594). Anche in questa seconda carta il cartografo indica  Borrello con il nome "Bucello", in ogni caso la simbologia sta ad indicare sempre un centro di rilievo.

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCATORE - Carta stampata nel 1631

Gerardo Mercatore, cartografo olandese di origine tedesca (1512-1594). In questa terza carta, Abruzzo et Terra di Lavoro, Borrello non viene più indicato come "Bucello", ma è stato corretto in "Civita Burella"..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BLAEU - Carta stampata nel 1650

Joan Blaeu , geografo olandese, (1596-1673), cartografo ufficiale della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Nella sua carta dell'Abruzzo Citra et Ultra inserisce il nome di  "Civita Burella". Tra i cartografi del 1600 è colui che da maggior importanza, attraverso la simbologia usata, al paese di Borrello.

 

 

 

 

 

 

BLAEU - Carta stampata nel 1665

Joan Blaeu , geografo olandese, (1596-1673), cartografo ufficiale della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Nella sua carta dell'Abruzzo Citra et Ultra inserisce il nome di  "Civita Burella". L'aspetto più interessante è la simbologia utilizzata, nella sezione Italia del suo Atlas Maior, per indicare l'abitato di Borrello, con le tre chiese, al quale evidentemente il Blaeu attribuiva una certa importanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

MERIAN - Carta stampata nel 1660

Matthaus Merian, incisore svizzero (1593-1650), specializzato nella riproduzione di carte topografiche. Nella sua incisione del Regno di Napoli, che riporta ai lati gli stemmi delle singole Provincie (in alto a sinistra l'aquila dell'Abruzzo Ultra e in alto a destra il cinghiale dell'Abruzzo Citra) usa il nome di"C. Burella", senza una specifica simbologia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

JANSSONIUS - Carta stampata nel 1666

Johannes Janssonius, cartografo olandese (1588-1664). Come la maggior parte dei cartografi del suo secolo cita "Civita Burella".

 

 

 

 

 

 

 

DE WITT - Carta stampata nel 1680

Frederik De Witt, cartografo olandese (1630-1689).  La sua citazion e relativa a Borrello è "Civita Burella".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PACICHELLI - Incisione del 1703

Giovanbattista Pacichelli, cartografo italiano (1634-1695).   La tavola illustra una "Civita Burella" inventata e per nulla attinente alla realtà se non per i monti del circondario di Borrello

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ZATTA - Carta stampata nel 1782

Antonio Zatta, cartografo italianno (1757-1797), attivo presso la Repubblica della Serenissima, nella carta del regno di Napoli diviso nelle sue provincie usa il termine  "Civita Borella".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BONNE - Carta stampata nel 1787

M. Bonne, Cartografo francese (1729-1795), ingegnere idrografico della marina. Nella carta della parte settentrionale del Regno di Napoli riporta "Civita Borella".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GOTOFREDI - Archontologia Cosmica 1628

  

 

 

 

CALCOGRAFIA stampata nel 1790

 

L'Abruzzo Ulteriore e Citeriore e la Contea di Molise stampata a Roma nel 1790 presso la Calcografia Camerale che cita "Civita Borella".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio del comune di Borrello oggi, con le indicazioni derivate dalla Carta d'Italia dell'Istituto Geografico Militare 1:25.000.

I fogli di riferimento sono:

 

La media valle del Sangro fotografata dal satellite

 

 Elaborazione da  una fotografia aerea del centro abitato di Borrello

 

______________________________________________________

 I testi e le immagini sono utilizzabili citando l'autore e il sito web: Angelo Ferrari - www.borrelloweb.it