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Passeggiata al Bosco di Montalto

13 marzo 2013Bosco_Itinerario (29)

Bosco_Itinerario (31)

 

Il percorso circoscrive il colle di Montalto, addentrandosi tra le querce e gli abeti bianchi del bosco di Montalto e del bosco Vallazzuna, per poi uscire sul piano che si allunga tra il Vallone delle Querce e il Piano del Verde, dove la vista spazia dal Monte Campo, ai Monti Pizi, alla Maiella. L’itinerario si presenta assai facile, alla portata di tutti e volendo lo si può compiere anche in automobile, ma a piedi si apprezzano maggiormente l’aria fresca, i profumi dei fiori, i colori e i rumori del bosco. Il tempo di percorrenza è di circa 2:30h/3:00h, sono consigliati: un cappello per ripararsi dal sole, una borraccia e il necessario per una colazione al sacco. L’area del Montalto e più in generale di tutto il pianoro sito sul lato est, è caratterizzata , geologicamente, da strati arenari, alternati a strati argillosi e, nel caso del Vallone delle Querce, è presente una stretta fascia di riempimento detritico che accompagna il vallone lungo tutto il suo tratto superiore: tutte caratteristiche che influenzano direttamente la vegetazione della zona. Nei secoli scorsi il Montalto era censito come Difesa in abbinamento all’area adiacente denominata Frascita (oggi Frusceto) che ai giorni nostri si chiamerebbe riserva naturale. La costituzione di questa Difesa aveva una duplice funzione che riservava la parte meno boscosa al pascolo di tutti quegli animali che a Borrello venivano impiegati nei lavori agricoli, buoi, cavalli, muli, asini, i quali in inverno non venivano condotti a svernare in luoghi meno freddi; l’area boscosa invece veniva salvaguardata e solo in casi di inverni eccezionalmente rigidi veniva concessa l’autorizzazione a legnare sul Montalto.

Uscendo dal paese di Borrello lungo la provinciale che conduce a Rosello, superate le ultime case, si devia a destra su una piccola strada interpoderale asfaltata che segue tutto l’itinerario. Il bivio è caratterizzato dalla presenza di un antico fontanile realizzato nel 1919 con pietre scalpellinate, il quale è costituito da un abbeveratoio per il bestiame e da un lavatoio per i panni. Questo manufatto nel corso degli anni si è sempre trovato alla periferia del paese, prima in piazza Dante sullo slargo davanti alla casa Di Benedetto, successivamente, quando il centro abitato si è ingrandito, è stato spostato presso la cassa D’Auro durante i primi anni 60 e infine è stato ulteriormente smontato per essere collocato nella posizione attuale. Superato a destra il campo sportivo presso il cartello della cooperativa Leoreadi, non distante dai capannoni della conigliera, la strada devia a destra passando davanti alla Casa del Pastore, una recente costruzione adibita a usi diversi, dietro la quale si trova la Fonte del Sorbo con un abbeveratoio e due bocche di acqua fresca, dove è possibile riempire le borracce; poco distante un secondo abbeveratoio necessita sicuramente di qualche intervento di manutenzione.

Oltre la curva della strada, in leggera salita, ci si addentra in una fitta cerreta che discende dalle pendici nord del Montalto. Poco oltre, sempre sulla sinistra, si stacca dalla strada interpoderale un ampio sentiero indicato con un segnale bianco/rosso e delimitato da solide macere, nome con cui localmente vengono chiamati i muri a secco che solitamente delimitano campi e mulattiere di una certa rilevanza. Questo interessante percorso, sale al Montalto costeggiandolo sul lato est e, anche se nell’occasione viene tralasciato, si consiglia di percorrerlo per alcune centinaia di metri e addentrarsi nella cerreta a sinistra, qui con un po’ di fortuna si può individuare il vecchio secolare tholos a base quadrata, realizzato nel 1908, ottimamente mantenuto fino ai giorni nostri. Tornando indietro e riprendendo la strada interpoderale asfaltata si prosegue dritto in salita, affiancati su entrambi i lati da una fitta cerreta che in autunno offre una spettacolare colorazione dove prevale il giallo/arancio. Con la successiva curva a sinistra si esce all’aperto e si inizia a percorrere il lungo lato ovest alla base del Montalto, mentre sulla destra lo sguardo viene attratto dalla particolarissima inquadratura dell’abitato di Pescopennataro, in equilibrio apparentemente precario su uno sperone roccioso che si innalza tra ripidi pendii verdi e boscosi.

Un centinaio di metri oltre l’interpoderale si accosta alla linea che segna il confine tra il comune di Borrello in Abruzzo e il comune di Sant’Angelo del Pesco nel Molise e entra nel vivo del bosco di Montalto: ci si trova circondati da poderosi abeti bianchi, querce, cerri, carpini neri, maggiociondoli e numerose altre specie di alberi. Sui lati della strada, nella carta indicata come percorso A, si può ammirare un susseguirsi di alberi diversi, che in primavera e in estate espongono infinite tonalità di verde, ma è in autunno che questo tratto di bosco sfoggia interessanti alternanze di colori che vanno dal giallo, all’arancio, al marrone, al rosso, al verde e al verde cupo. Lungo questo segmento di strada in leggera salita se si volge indietro lo sguardo, lungo la scia che la strada si è aperto tra gli alberi, si incrocia all’orizzonte l’austera mole della Maiella, in corrispondenza del solco del Vallone di Taranta al centro del quale spicca l’Altare dello Stincone; con un binocolo e se il cielo è terso si riesce a scorgere il rosso rifugio Pelino sul monte Amaro.

Il Bosco di Montalto costituisce un habitat naturale veramente singolare, sia per quanto riguarda la flora, sia per ciò che si riferisce alla fauna. Lungo tutti i sentieri, in particolare nel periodo tra aprile e giugno, abbondano numerosissime specie di fiori come la silene bianca, la malva selvatica, la vecia dolce. Nel sottobosco sono presenti numerose varietà di edera, fragole selvatiche e lamponi e vari tipi di funghi. Sugli spazi aperti e nelle ampie radure adiacenti al Montalto crescono l’origano, il crespino dei campi, la piantaggine lancinola, diverse margherite e numerosi cardi di ogni tipo e colore e in alcuni periodi particolari nella stessa area sono presenti stupende orchidee dai colori che vanno dal bianco, al giallo, al viola.

All’interno del bosco trovano rifugio numerosi animali che spaziano anche nel vicino Bosco di Vallazzuna e col sopraggiungere dei primi freddi è possibile scorgere qualche famigliola di lupi che dal Vallazzuna si spostano verso il Piano del Verde dove, superata la strada provinciale, solitamente all’alba, proseguono verso la vallata di Pilo dal clima invernale meno rigido. Il Montalto è il regno dei cinghiali i quali ogni anno vengono decimati dai cacciatori che puntualmente giungono nella zona all’apertura della caccia. Nel bosco, con un po’ di fortuna e un pizzico di pazienza, si possono scorgere anche caprioli, scoiattoli, faine, puzzole, come pure il tasso, l’istrice e il gatto selvatico.

Dopo aver costeggiato tutto il lato ovest del Montalto l’itinerario piega decisamente a sinistra coincidendo in questo punto con il confine tra il territorio di Borrello e quello molisano di Pescopennataro. Questo tratto di bosco è sicuramente tra i più interessanti dal punto di vista forestale, soprattutto per la presenza di numerosi e superbi abeti bianchi, ma si rimane sorpresi nel constatare la spregiudicatezza di un disastroso intervento ad opera dell’uomo. Il comune di Pescopennataro ha autorizzato in quest’area il taglio di numerosi grandi abeti bianchi e per portare a termine questo lavoro con mezzi meccanici è stato stravolto il terreno del sottobosco, cancellati sentieri che venivano utilizzati per la raccolta dei funghi, causato il formarsi di pantani e acquitrini e rovinato la stessa strada interpoderale del comune di Borrello, per non parlare dei danni arrecati all’habitat di molti animali del bosco. Mai avremmo immaginato, neppure lontanamente, che a distanza di quattro o cinque anni dallo scempio di questa zona del bosco di Vallazzuna, la stessa sorte sarebbe toccata al bosco di Montalto nel Comune di Borrello. L’unica differenza sta nel fatto che il Montalto è molto più piccolo del Vallazzuna e al contrario il taglio programmato per il Montalto è molto più invasivo esteso e devastante.

Non resta che proseguire, in discesa, lungo una strada quasi dritta superando lo stretto lato sud del Montalto e poco oltre, di nuovo in salita, il bosco si fa meno fitto e accanto agli abeti compaiono numerosi i cerri. Si supera il Vallone delle Querce che in questa zona scorre appunto tra grandi querce, mettendo a nudo clasti più o meno grandi, levigati dallo scorrere delle acque. Se si ha la curiosità di discendere per qualche decina di metri il vallone verso Nord, si potranno notare numerosi interventi dell’uomo con macere di sostegno degli argini realizzati nei tempi passati che ancora oggi, ricoperti di muschi, assolvono la loro funzione. Ancora qualche centinaio di metri e ci si immette nel percorso B: verso sinistra si torna direttamente in paese, mentre svoltando a destra si raggiunge uno spiazzo per il posteggio delle auto sul limitare del Bosco di Vallazzuna e da qui piegando a sinistra ci si dirige verso la contrada denominata La Nocella. Ormai fuori dal bosco presso le contrade denominate Capezze e Colle Napoletano lo sguardo spazia tutto intorno verso i paesi di Monteferrante, Roio del Sangro, Rosello, Pescopennataro, Gamberale, Pizzoferrato, Civitaluparella e verso Borrello.

Di particolare interesse per la storia della civiltà contadina risulta la zona posta sul lato destro del breve tratto che unisce il percorso B al percorso C, per la presenza, a una decina di metri dalla strada, dei resti di numerose capanne di pietra, a volte di forma circolare o quadrangolare oppure irregolare quando queste sfruttavano la conformazione del terreno appoggiandosi alle rocce affioranti. Questi manufatti rurali testimoniano l’utilizzo agricolo del territorio e l’operosità dei contadini in queste lontane contrade nelle epoche passate. Una nota degna di essere citata riguarda una di queste costruzioni conosciuta come il Casino di Pampino, un Tholos dalle mura circolari veramente possenti e la copertura di lisce, localmente chiamate chjenghe, anticamente sostenuta da travi e ora caduta. Questa costruzione avendo pressoché intatta la parte basale cilindrica potrebbe essere opportunamente ristrutturata come modello di un fabbricato rurale antico e anche come ricordo storico in quanto nel novembre 1943, quando il fronte della linea Gustav si attestava sul fiume Sangro, alcune delle tante famiglie di Borrello che si dettero alla macchia trovarono rifugio proprio nel Casino di Pampino.

Proseguendo lungo la strada, con lo sguardo rivolto in direzione di Rosello del quale si scorge la parte alta con la chiesa delle Carmelitane recentemente restaurata, l’itinerario, indicato con la lettera C, svolta a sinistra ad angolo retto e punta diritto verso il paese con alcuni ripidi saliscendi. Il percorso attraversa un pianoro dove si possono incontrare piccoli greggi di pecore e di capre, sorvegliati da attenti cani da pastore, che pascolano presso le arnie di variopinti alveari ai quali è bene non avvicinarsi eccessivamente. Sulla destra del sentiero, non distante dagli alveari, si scorge una macera grigia che tra i suoi blocchi custodisce gli interessanti resti di un tholos che mantiene la sua forma circolare pur restando inglobato nella macera, differenziandosi per questa sua caratteristica sia dal tholos del Montalto, di forma quadrata, sia dal Casino di Panfilo costruito in forma circolare su un terreno aperto.

Nell’ultimo tratto dell’itinerario C la strada scende rapidamente verso Borrello e, superato sulla destra un abbeveratoio di recente costruzione, si immette sull’interpoderale B poco prima di raggiungere le prime case dell’abitato presso il ristorante delle Cascate del Rio Verde.

 

Querceta lungo il Vallone delle Querce

Querceta lungo il Vallone delle Querce

Il bosco di Montalto al mattino

Il bosco di Montalto al mattino

Il bosco di Montalto in autunno

Il bosco di Montalto in autunno

 

Un sentiero del Montalto in Inverno (Foto Amelio Ferrari)

Un sentiero del Montalto in Inverno (Foto Amelio Ferrari)

Un sentiero del Montalto in autunno

Un sentiero del Montalto in autunno

Il bosco di Montalto presso la contrada Il Prato

Il bosco di Montalto presso la contrada Il Prato

Panorama dal Montalto verso la montagna di Roio

Panorama dal Montalto verso la montagna di Roio

Colori nel bosco di Montalto

Colori nel bosco di Montalto

L'abitato di Borrello visto dal Montalto

L’abitato di Borrello visto dal Montalto

Tholos costruito nel 1908

Tholos costruito nel 1908

Resti del Casino di pampino

Resti del Casino di pampino

Abbeveratoio e lavatoio costruito nel 1919

Abbeveratoio e lavatoio costruito nel 1919

Attività apiaria sul Montalto

Attività apiaria sul Montalto

Fiori e colori del Montalto

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Montalto: un bosco che muore

12 marzo 2012

A rischio una vasta area archeologica

Il bosco di Montalto costituisce un patrimonio naturalistico e ora, dopo la recente scoperta di antichissime testimonianze antropiche, anche paesaggistico e storico-culturale, che la comunità di Borrello ha gelosamente conservato negli anni. Unica eccezione di rilievo fu la concessione del taglio da parte del Comune in occasione della ricostruzione delle case distrutte nel novembre 1943 nel corso della seconda guerra mondiale, quando, sotto la pressione dell’inverno alle porte era necessario ricostruire case e tetti per la popolazione che rientrava dalla macchia.

Il bosco, che copre rigoglioso da ogni lato le pendici del Montalto, si trova in un’area di grande significato ambientale. É infatti situato tra il SIC, Sito di Importanza Comunitaria, del bosco di Vallazzuna nel Comune di Pescopennataro, il SIC delle Cascate del Verde nel Comune di Borrello e dell’Abetina di Rosello e il SIC del bosco degli Abeti Soprani appartenente ai Comuni di Pescopennataro e di Capracotta. Ne consegue che per ogni intervento di taglio nell’area è necessaria la valutazione di incidenza ambientale. Inoltre, essendo il Montalto interamente incluso nella Carta del Rischio Idrogeologico pubblicata dalla Regione Abruzzo nel 2012, le operazioni di taglio necessitano anche della valutazione dell’impatto ambientale. Queste disposizioni, oltre che alle aree incluse nei SIC, si applicano anche alle aree circostanti in quanto interventi non adeguatamente ponderati possono comportare gravi conseguenze agli stessi SIC, in considerazione delle relazioni esistenti tra i vari siti naturalistici, compromettendo conseguentemente la funzionalità complessiva di aree più vaste. A ciò bisogna aggiungere che il SIC delle Cascate del Verde e Abetina di Rosello diventerà una ZCS, cioè una delle Zone Speciali di Conservazione ritenute fondamentali per la tutela del patrimonio naturale del continente europeo, secondo la direttiva CEE denominata Habitat. In questa direttiva l’abete bianco viene definito una specie a rischio di estinzione. Il bosco di Montalto è l’unico luogo del Comune di Borrello dove la presenza dell’abete bianco  non è sporadica, ma forma una vera e propria abetina, estesa lungo circa due chilometri sul lato ovest del Montalto e profonda alcune centinaia di metri. L’abetina del Montalto è stata investita in pieno dal progetto del taglio commerciale del bosco di Montalto.

Oggi questo bosco rischia seriamente di scomparire per sempre a causa di alcune decisioni, eccessivamente precipitose della Giunta Amministrativa del Comune di Borrello. Questa invece di tutelare e valorizzare un bene naturalistico, ha decretato di fatto la fine della sua esistenza, approvando un taglio culturale commerciale, cioè al solo scopo di ricavarne denaro, di una vastità mai riscontrata sul territorio comunale. Purtroppo ciò che rimarrà della varia e significativa vegetazione arborea del bosco: cerri, aceri, abeti, faggi e carpini, sarà irrimediabilmente compromesso dalle piste di esbosco, che verranno aperte dai mezzi meccanici, per il trasferimento del legname. Pure compromesse ne risulteranno la flora e la ricca fauna, sia mammiferi che uccelli.  Il bosco di Montalto offre infatti rifugio a moltissimi animali come: il cinghiale, il capriolo, il tasso, il gatto selvatico, la faina, la volpe, lo scoiattolo, il riccio, ecc. e numerose specie di rettili e di volatili. Compromessa risulterà anche la ricrescita del bosco in quanto nelle radure lasciate che si formeranno conseguentemente all’esbosco, senza la protezione delle fronde, il sottobosco scomparirà per essere sostituito dall’invasione degli arbusteti con la successiva trasformazione irreversibile del bosco di Montalto.

Sarebbe opportuno che l’Amministrazione comunale prendesse in seria considerazione l’ipotesi di un concreto progetto di valorizzazione dell’intera area del bosco e del suo circondario, ma forse è pretendere troppo. Negli ultimi decenni l’Amministrazione comunale di Borrello non è stata in grado di valorizzare adeguatamente le risorse naturali e il patrimonio paesaggistico presenti sul territorio comunale; non è stata in grado, in tempi propizi, di individuare e perseguire quelle opportunità economiche che avrebbero potuto contribuire non poco alla qualità della vita dei cittadini; è stata totalmente incapace di valorizzare turisticamente progetti naturalistici e culturali come la gestione delle Cascate del Verde o i recenti ritrovamenti sannitici del Montalto. Una Amministrazione che non è stata in grado di evitare negli anni che le migliori risorse umane del paese, le più capaci e intraprendenti, emigrassero in Italia e all’estero, portando il loro contributo in altre regioni a vantaggio di altre comunità. Infine l’Amministrazione attuale (2013) è stata capace di svendere il centenario bosco di Montalto, approvando un taglio culturale e commerciale di oltre 3.000 alberi di alto fusto e di circa 9.000 alberi minori, progettando e decretando la distruzione di un gioiello della natura che tanti comuni invidiano e che difficilmente potrà essere ricostituito. Tutto ciò solo per questioni amministrative e per delle migliorie al tessuto urbano il cui elenco e la cui utilità sono praticamente sconosciuti, ma forse è proprio questo che merita una comunità spesso indifferente nei confronti di tematiche che richiederebbero appena un minimo di impegno, una comunità sonnolenta e, in alcuni periodi dell’anno, quasi comatosa.

Ad essere precisi bisogna anche citare che la precedente Giunta Amministrativa (2004-2009), dopo aver approvato e realizzato diverse opere per rendere fruibile l’area della Riserva Naturale delle Cascate del Verde, aveva anche avviato un progetto di protezione e valorizzazione del bosco di Montalto. Nell’ambito di questa iniziativa erano state individuate e studiate tre aree di saggio che prevedevano la pulitura del sottobosco dagli arbusteti in maniera tale da avviare ed eventualmente rafforzare la presenza di un bosco ad alto fusto. Tale progetto avrebbe reso il bosco di Montalto fruibile a tutti e sarebbe risultato a costo zero per il Comune in quanto i lavori sarebbero stati sostenuti dal ricavato della vendita del legname di pulitura, ma l’arrivo della nuova Giunta non consentì di portare a termine l’operazione.

Uno studio, indicato nel grafico, realizzato una decina di anni fa sulla tendenza della popolazione di Borrello evidenziava un decremento costante, recentemente in forte accelerazione, il quale prevedeva intorno al 2045 la cifra di zero abitanti, ma dopo le considerazioni sulle variazioni demografiche degli ultimi anni è da prevedere che lo zero sarà raggiunto con 5 o 6 anni di anticipo e cioè intorno al 2039. Nel grafico relativo alle variazioni demografiche di Borrello è stata inserita una linea tratteggiata di colore bianco che, si auspica, rappresenti un cambiamento, una svolta, un’idea, un guizzo che potrebbe consentire una inversione della tendenza allo spopolamento, una rinascita della vita economica e sociale. In realtà il guizzo c’è stato ma si è trattato del guizzo del gambero, infatti privarsi delle uniche risorse, quelle naturalistiche, in grado di rinnovare la vita e la presenza di giovani nel paese, significa  accelerare l’invecchiamento sociale e morale di una intera comunità e evidenzia l’incapacità gestionale di una Amministrazione che persegue in modo miope iniziative dall’esito disastroso.

Per quanto riguarda il valore archeologico dei resti arcaici scoperti sul Montalto e divulgati da Amelio Ferrari, Angelo Ferrari, Guglielmo Palmieri, Marino Di Nillo, sono stati oggetto di attente considerazioni da parte di studiosi, di esperti del settore, di istituzioni e sostenitori vari. Il Prof. Ezio Burri, del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università degli Studi dell’Aquila, si è recato per tre volte, nel periodo tra il 2011 e il 2012, sull’area delle rovine del Montalto individuando resti di mura e tombe di diversa epoca. Il Prof. Adriano La Regina, una delle massime autorità per quanto riguarda i popoli preromani dell’Abruzzo e del Molise, dopo aver esaminato la documentazione relativa al Montalto ha ritenuto il sito archeologico estremamente interessante. L’Arch. Amalia Faustoferri, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, dopo un accurato sopralluogo nel mese di marzo 2012, ha definito anch’essa il sito molto importante, individuando resti di costruzioni sparse su tre terrazzamenti consecutivi. Il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Dr. Andrea Pessina, in una lettera del 29 marzo 2012, indica l’area in questione soggetta ad una vera e propria pianificazione urbanistica molto antica.

Inoltre gli autori dei ritrovamenti si sono impegnati in una costante opera di divulgazione della scoperta anche in ambienti culturali per sensibilizzare il mondo scientifico e della ricerca a fornire il loro apporto per uno studio approfondito, in accordo con le direttive della competente Soprintendenza di Chieti. Una relazione dettagliata sugli studi riguardanti i ritrovamenti del Montalto è stata presentata al “4° Congresso Internazionale per la Salvaguardia dei Beni Culturali del Bacino del Mediterraneo” tenutosi a Istanbul nel dicembre 2011. Un articolo riguardante i manufatti antropici del Montalto sarà pubblicato nel mese di maggio 2013 dalla rivista internazionale “Journal of Cultural Heritage” edita a Parigi dall’editore Elsevier. Infine un ulteriore articolo è in avanzata fase di preparazione in accordo con la Soprintendenza Archeologica di Chieti.

Nel corso di una rapida esplorazione delle pendici del Montalto, oltre a rilevare il triste spettacolo dei grandi alberi martellati, cioè pronti per essere abbattuti, ci si e resi conto che i resti di costruzioni antiche e antichissime sono sparsi un po’ ovunque e pertanto il taglio del bosco, purtroppo già approvato, comprometterebbe gli studi futuri dell’area, come già avvenuto per il muro megalitico  oggi distrutto, del Vallone Meltinello, tra il Colle Procoio e il Colle Napoletano, o per i terrazzamenti raccordati del Colle della Circera, quasi irriconoscibili.

Purtroppo sembra che a nulla siano valse alcune meritevoli iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica locale verso questa delicata problematica: centinaia di firme sono state raccolte tra i cittadini di Borrello e, via internet, dall’Abruzzo e da altre regioni italiane. Sono stati pubblicati diversi articoli in difesa del bosco di Montalto su quotidiani stampati, come quello apparso su Il Centro del 15 maggio 2012 a firma di Matteo del Nobile, e digitali su internet. Hanno manifestato la loro solidarietà numerosi soggetti sensibili alle problematiche dell’ambiente e del territorio. Inoltre l’AVAT–Borrello, l’associazione culturale per la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, ha promosso un incontro, nel mese di dicembre 2011, con la comunità del Comune di Borrello per metterla al corrente riguardo alle scoperte archeologiche nell’area del Montalto. Successivamente l’Amministrazione Comunale ha realizzato un secondo incontro, nel mese di ottobre 2012, con il Signor G. Grossi, sulle emergenze in generale presenti sul territorio di Borrello. In questa occasione i relatori, tra lo stupore generale, hanno accennato appena al sito del Montalto sostenendo che nulla vi fosse di archeologicamente interessante, il che lascia supporre quanto meno che si siano recati in una contrada sbagliata oppure che non vi si siano recati affatto. Ciò che lascia perplessi è che contestualmente, nel corso della medesima conferenza il  sindaco di Borrello ha letto pubblicamente la lettera inviatagli dal Soprintendente dr. Pessina, di seguito riportata, il quale come si vede sostiene autorevolmente un parere decisamente diverso.

Nella lettera del 29 marzo 2012, inviata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo al Sindaco di Borrello, il Dr. A. Pessina scrive testualmente: “A seguito di un recente sopralluogo nel territorio del Comune di Borrello è stata individuata un’area di notevole interesse sulle pendici settentrionali del colle Montalto. Tali pendici risultano infatti strutturate attraverso una serie di costruzioni che creano almeno tre terrazzamenti sui quali sono distribuite costruzioni di varie epoche. Si tratta dunque di un sistema, nel quale è inserito anche il Vallone delle Querce, limite orientale del sistema stesso, la cui sponda sinistra risulta rafforzata da un muro in grossi blocchi di pietra calcarea che può essere seguito per alcune decine di metri e che dimostra come l’area sia stata oggetto in antico di una vera e propria “pianificazione urbanistica”. Attualmente, dati lo stato dei terreni, che non permette di individuare materiali ceramici datanti, e l’assenza di qualsivoglia indagine di tipo archeologica, non è possibile datare con precisione tale sistema, ma viste le caratteristiche costruttive e la sua posizione – per altro a breve distanza da un importante asse viario antico – non si può escludere che esso risalga ad epoca preromana e che abbia poi conosciuto fasi di rioccupazione in epoca post-classica. Si chiede pertanto di aggiungere tale nuovo sito, meglio indicato nella planimetria allegata, all’elenco delle aree di interesse archeologico presenti nel territorio del Comune di Borrello e segnalate nel parere a suo tempo espresso da questa Soprintendenza al P.R.G. e di vigilare affinché esso non subisca ulteriori danni: nel corso del sopralluogo si è dovuto infatti constatare che recenti lavori di disboscamento hanno distrutto un ampio tratto di uno dei pur poderosi muri che regolarizzano le pendici del Montalto”.

Qualsiasi persona di buon senso prima di autorizzare un taglio tanto devastante, commerciale o culturale che sia, si sarebbe attivata almeno per esplorare preventivamente l’intera area del Montalto allo scopo di valutare coscienziosamente eventuali ulteriori presenze archeologiche di rilievo. Quello del Montalto è un bosco che appartiene al demanio del Comune di Borrello ma anche i boschi privati sono stati fatti oggetto, nella quasi generale indifferenza, di tagli spesso devastanti per il territorio e probabilmente è nella diffusa apatia verso i valori della natura che risiede la motivazione di ciò che sta accadendo al  bosco di Montalto.

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CRONISTORIA

2011La Giunta Comunale di Borrello progetta un taglio culturale e commerciale da realizzarsi su una vasta area del bosco di Montalto

Agosto 2011Individuazione nel bosco di Montalto di resti archeologici non meglio identificati

Settembre 2011Sopralluogo dei soci dell’AVAT e del Prof. Ezio Burri, Dell’Università dell’Aquila, Dipartimento di Scienze Ambientali: si ipotizzano resti sannitici e comunque molto antichi

Dicembre 2011Segnalazione al Dott. Andre Pessina, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti

Dicembre 2011Presentazione, da parte dei soci dell’AVAT – Borrello (Associazione per la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio di Borrello), dei resti archeologici rinvenuti sul Montalto al 4° Congresso Internazionale sulla salvaguardia dei beni culturali nel bacino del Mediterraneo, tenutosi a Istanbul a dicembre 2011

Dicembre 2011Incontro con i cittadini di Borrello per renderli partecipi delle scoperte archeologiche rinvenute in località Montalto

Dicembre 2011Secondo sopralluogo esplorativo dei soci dell’AVAT e del Prof. Ezio Burri nell’area del Montalto e individuazione di ulteriori antiche costruzioni

Marzo 2012Sopralluogo della Dr.ssa Amalia Faustoferri della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, insieme ai soci dell’AVAT, che ha ritenuto molto interessanti i resti archeologici del Montalto e della intera area circostante

Aprile 2012Lettera del Soprintendente Dott. Andrea Pessina Al Sindaco di Borrello:  in cui si chiede di aggiungere l’area dei resti archeologici del Montalto all’elenco delle aree di interesse archeologico presenti nel territorio del Comune di Borrello e di vigilare affinché esso non subisca ulteriori danni …

Aprile 2012 – Tutte le scoperte relative agli insediamenti arcaici del Montalto sono state inserite nel corso di “Tutela e valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio” tenuto da Angelo Ferrari all’Università dell’Aquila presso la facoltà di Scienze Ambientali.

Maggio 2012 – La relazione “Samnite site in Montalto, Abruzzo, Italy” è stata pubblicata nel Volume 1 “Resources of the Territory” dei Proceedings del Congresso Internazionale di Istanbul

Giugno 2012Incontro a Roma di Angelo Ferrari dell’AVAT con il Prof. Adriano La Regina, Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, che ha ritenuto molto importante il materiale raccolto e i rilievi effettuati nel territorio di Borrello sul Montalto relativamente ai resti archeologici molto antichi

Luglio 2012 – Un articolo, dedicato esclusivamente all’area archeologica del Montalto, ha ricevuto l’approvazione di una commissione di referee internazionali per essere pubblicato nel numero speciale del Journal of Cultural Heritage, una delle più prestigiose riviste internazionali del settore, edita a Parigi dall’editore Elsevier.

Agosto 2012Lettera dell’AVAT – Borrello (Associazione per la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio di Borrello) al Sindaco di Borrello con le seguenti richieste: sospendere il taglio del bosco di Montalto, favorire l’avviamento ad alto fusto, preservare i nuclei di abeti bianchi, tutelare i resti archeologici della zona

Agosto 2012Lettera dell’AVAT – Borrello all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Chieti: … per evitare che l’Amministrazione Comunale di Borrello proceda alle operazioni di taglio del bosco di Montalto, al fine di evitare potenziali irreparabili danni derivanti dalle operazioni di esbosco ai resti archeologici dell’area …

Agosto 2012Lettera dell’AVAT – Borrello Al Soprintendente Dott. Andrea Pessina Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti: … per sollecitare una verifica di interesse culturale per evitare danni all’insediamento archeologico del Montalto derivanti da pratiche invasive di gestione forestale. In riferimento all’Art. 12 del T.U. sui Beni Culturali DPR 42/04 …

Agosto 2012 – Raccolta delle firme per la tutela del bosco di  Montalto e dei suoi resti archeologici, tra i cittadini di Borrello e della Regione Abruzzo

Settembre 2012Sopralluogo dei soci dell’AVAT sull’intera area del Montalto, riscontrando un po’ ovunque affioramenti di antiche costruzioni in pietra, risalenti a epoche diverse

Ottobre 2012Relazione, a Borrello, dell’insegnate Giuseppe Grossi del Liceo della Comunicazione di Avezzano, sui resti del Colle San Matteo e i cumuli presso il camposanto, pochissimo e negativamnente sul Montalto

Dicembre 2012Secondo sopralluogo al Montalto da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti

Gennaio 2013Ulteriore appello del Consigliere di Minoranza, Amelio Ferrari, al Sindaco di Borrello per evitare il taglio del bosco di Montalto che metterebbe in seri pericolo i resti archeologici

10 Gennaio 2013La giunta Comunale di Borrello approva il taglio commerciale e culturale del bosco di Montalto che probabilmente sarà attuato, dopo le formalità amministrative, nel corso del 2013

Fine della storia: triste

Febbraio 2013 – Ultimo sussulto: lettera del Consigliere comunale di minoranza, Amelio Ferrari, alla Direzione Ambiente e Territorio, ufficio Valutazione Impatto Ambientale, della Regione Abruzzo, per l’ennesimo tentativo di evitare il taglio 26 ettari di bosco senza una valutazione d’incidenza ambientale

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ARTICOLI SUL MONTALTO

22 Aprile 2012 Altro Molise:  Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

23 Aprile 2012 Easy-News:  Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

23 Aprile 2012 Libero 24×7:  Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

24 Aprile 2012 ALMOSAVA (Alto Molise, Alto Sanfro. Alto Vastese): Nuove importanti scoperte nell’alto Sannio, protagonista la collina di Montalto a Borrello CH. Enzo C. Delli Quadri

24 Aprile 2012 Archeologia On Web: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

24 Aprile 2012 New CRAWLER: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

24 Aprile 2012 ANTIKITERA-NET: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

25 Aprile 2012 Borrello Site: Insediamento sannitico del Montalto. Mario Di Nunzio

25 Aprile 2012 Localnews: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

25 Aprile 2012 Le Nebbie del tempo: Una nuova scoperta nell’Alto Sannio e nella Val di Sangro, Kimayra

25 Aprile 2012 PietrabbondanteBlog: Nuove scoperte nell’Alto Sannio. Adelina Zarlenga

25 Aprile 2012 WStoriadellarte: Scoperta una necropoli principesca dell’epoca sannita

28 Aprile 2012 PaperBlog: Un’importante scoperta in Molise

30 Aprile 2012 Archeo Media: Scoperte e scavi, Borrello CH una nuova scoperta

15 Maggio 2012 IL CENTRO: Scoperti i resti di costruzioni sannite, Borrello una necropoli nel bosco di Montalto. Matteo del Nobile

26 Agosto 2012 IL CENTRO: Borrello: bosco in vendita, il Comune cede 3.000 alberi per fare cassa: via alla petizione contro la vendita di tremila alberi a un privato su un sito che custodisce reperti archeologici. d.d.l.

30 Agosto 2012 IL CENTRO: Borrello, alta tensione sul bosco in vendita, l’Associazione Lanciano Europa, assurdo tagliare tremila alberi. Francesco Piccirilli

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I DIFENSORI DEL BOSCO DI MONTALTO

AVAT – BORRELLO: Associazione per la valorizzazione dell’ambiente e del territorio del Comune di Borrello

LANCIANO EUROPA: un’associazione culturale che ha l’obiettivo di riflettere su tematiche inerenti lo sviluppo, il territorio, la formazione, la politica, la cultura

WWF – Zona Frentana e Costa Teatina: Le finalità dell’Associazione, che si ispirano ai principi fondamentali e alle linee guida del WWF Internazionale e del WWF Italia, possono riassumersi nella volontà di salvaguardare, promuovere e valorizzare il territorio a livello locale e globale, in un’ottica di sostenibilità e sensibilizzazione ambientale.

COOPERATIVA SAGRUS: gestisce la Riserva naturale regionale ‘Lago di Serranella’, una delle ultime zone umide dell’Abruzzo. In questo ambiente rinaturalizzato la Cooperativa si è fatta promotrice di attività di recupero e conservazione di antiche varietà agricole locali

CISDAMCentro Italiano di Studi e di Documentazione sugli Abeti Mediterranei:  è un punto di riferimento in campo non solo nazionale per tutti gli studiosi e per quanti si occupano ai più diversi livelli delle problematiche di conservazione degli Abeti e più in generale delle foreste. Dal 1997 opera presso la Riserva Naturale Regionale “Abetina di Rosello” dedicata interamente alla tutela dell’Abete bianco

 

Il Bosco di Montalto, inverno 2009

Il Bosco di Montalto, inverno 2009

 

Nella zona del bosco di Montalto destinata al taglio esiste una vasta abetaia costituita quasi esclusivamente da abeti bianchi

Nella zona del bosco di Montalto destinata al taglio esiste una vasta abetaia costituita quasi esclusivamente da abeti bianchi

 

I colori del bosco in estate

I colori del bosco in estate

I colori del bosco in autunno

I colori del bosco in autunno

L'autunno nel bosco di Montalto, tra gli alberi che presto saranno abbattuti

L’autunno nel bosco di Montalto, tra gli alberi che presto saranno abbattuti

Decesso programmato n. 2922

Decesso abete bianco n. 2922

Decesso programmato n. 2936

Decesso abete bianco n. 2936

 

L'emorragia demografica di Borrello

L’emorragia demografica di Borrello

 

Antiche tombe nel bosco di Montalto

Antiche tombe nel bosco di Montalto

 

Muro di epoca sannita a difesa degli insediamenti del Montalto

Muro di epoca sannita a difesa degli insediamenti del Montalto

 

Antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, 2009

Antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, 2009

Lo stesso antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, distrutto, 2011

Lo stesso antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, distrutto, 2011

L'area del bosco di Montalto

L’area del bosco di Montalto

Quercia secolare nella zona boschiva interessata al taglio

Quercia secolare nella zona interessata al taglio

 

Cerreta nella zona nord del Montalto

Cerreta nella zona nord del Montalto

2012 ultimo autunno del bosco di Montalto prima dell'eutanasia prevista per il 2013

2012 ultimo autunno del bosco di Montalto prima dell’eutanasia prevista per il 2013

Devastazioni nel bosco di Vallazzuna, al confine del Montalto, nel territorio di Pescopennataro

Devastazioni nel bosco di Vallazzuna, al confine del Montalto, nel territorio di Pescopennataro

Mezzi meccanici in azione nel bosco di Vallazzuna, nel Comune di Pescopennataro

Mezzi meccanici in azione nel bosco di Vallazzuna, nel Comune di Pescopennataro

Un bosco della Gravara (Borrello) devastato dal taglio nel 2009

Un bosco della Gravara (Borrello) devastato dal taglio nel 2009

Tagli boschivi presso il Colle San Matteo (Borrello) 2010

Tagli boschivi presso il Colle San Matteo (Borrello) 2010

Albero secolare abbattuto in località Gravara (Borrello)

Albero secolare abbattuto in località Gravara (Borrello)

Terrazzamenti raccordati sul Colle della Circera (Borrello) prima del taglio del bosco

Terrazzamenti raccordati sul Colle della Circera (Borrello) prima del taglio del bosco

I terrazzamenti della Circera (Borrello) dopo il taglio del 2011

I terrazzamenti della Circera (Borrello) dopo il taglio del 2011

Altri tagli in località Aradonna (Borrello)

Altri tagli in località Aradonna (Borrello)

Un abete bianco sul Montalto

Un abete bianco sul Montalto

Inverno nel bosco di Montalto, gennaio 2013

Inverno nel bosco di Montalto, gennaio 2013

L'ultimo inverno sul Montalto prima del taglio del bosco

L’ultimo inverno sul Montalto prima del taglio del bosco