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1823 – Il lavatoio della Fonte Vecchia

 

Il lavatoio pubblico era, nei tempi passati, un’opera di rilievo tra quelle a disposizione delle comunità agricole e pastorali dell’Italia meridionale e ancor più se ci si riferisce al periodo del Regno delle Due Sicilie. Il lavatoio, oltre ad essere il mezzo per lavare la biancheria, svolgeva anche una importante funzione sociale, momento di incontro soprattutto per donne e ragazze che avevano modo di scambiarsi pareri, opinioni e perché no anche divertenti pettegolezzi; non era raro che si formassero veri e propri cori da parte delle donne in attesa del loro turno per fare il bucato. All’epoca non era possibile immaginare un paese, un borgo e nemmeno una contrada, senza la presenza di un lavatoio pubblico. Borrello era una delle eccezioni dove la costruzione del lavatoio pubblico avvenne assai tardi e con molte difficoltà.
Fino ai primi anni dell’’800 l’iniziativa per la realizzazione dell’opera avrebbe potuto essere presa dal Barone Mascitelli, ma questi evidentemente non ne sentiva un urgente bisogno per cui non se ne parlò neppure. Subito dopo negli anni in cui vennero iniziate le faticose procedure inerenti all’eversione feudale, in base alla quale,molte terre di Borrello passarono dal baronaggio al Comune e in seguito ai cittadini, il problema del lavatoio pubblico tornò ad essere un problema sentito e si cercò di risolverlo in maniera definitiva, senza non poche difficoltà. Queste nascevano da un problema di fondo relativo alla individuazione dei soggetti che avrebbero dovuto sostenere le spese per la realizzazione della fabbrica. In base alla normativa vigente all’epoca nel Regno delle Due Sicilie, la costruzione di un’opera pubblica, ma di interesse locale, come appunto la realizzazione di un lavatoio, doveva essere autorizzata dall’Intendente regionale che in questo caso era quello di Chieti, competente per la regione di Abruzzo Citra, ma allo stesso tempo le spese da sostenere competevano ai cittadini del Comune interessato. Ne derivava che il lavatoio costituiva un bene per l’intera popolazione e le spese per la sua realizzazione dovevano essere sostenute attraverso le tasse comunali imposte ai cittadini.
Ai primi dell’’800 però il problema della riscossione delle tasse era un vero incubo, sostanzialmente queste venivano pagate in denaro o, per la maggior parte in terraggi, cioè in natura mediante il versamento al Comune di parte del raccolto, ma quasi mai il ricavato era bastante per coprire l’intera somma delle tasse dovute allo Stato, per cui ogni anno, alla chiusura dello Stato Discusso, cioè del bilancio consuntivo, il Comune risultava perennemente in debito e non era mai possibile accantonare una somma da utilizzare per le opere pubbliche. L’alternativa era quella di stabilire, in via eccezionale, una tassa specifica, una tantum, che avrebbe consentito di raccogliere il denaro necessario alla costruzione. Questa soluzione presentava però una controindicazione e cioè che, data l’estrema povertà della maggior parte della popolazione di Borrello, il sostegno per le spese sarebbe ricaduto sulle famiglie benestanti o possidenti. Queste ultime d’altronde non avevano un grande interesse per un pubblico lavatoio in quanto da sempre i loro panni venivano lavati dalle donne meno fortunate del paese che prestavano la loro opera di lavandaie presso le famiglie più ricche, in poche parole non ne avvertivano la necessità.
In assenza di un lavatoio in grado di soddisfare le esigenze della popolazione, dove venivano lavati i panni, la biancheria, ecc.? In alcuni casi, quando cioè si presentava l’esigenza di lavare grandi quantità di bucato, come ad esempio il corredo, si andava in gruppo, la solidarietà era la norma, al fiume Verde per avere a disposizione acqua pulita in quantità e ampi spazi per stendere la biancheria, ma ciò era possibile solo nei mesi estivi, quando la temperatura era mite e le giornate sufficientemente lunghe. Invece del sapone si utilizzava spesso un miscuglio di acqua e cenere fatto bollire, filtrato e versato sui panni sporchi, che venivano messi in ammollo per un giorno intero, poi si strofinavano decisamente e infine venivano portati al lavatoio per essere risciacquati. Di solito al pomeriggio del sabato si lavavano secchi e caldai. Non avendo la disponibilità di un lavatoio pubblico per il bucato giornaliero, le donne di Borrello avevano risolto il problema con una soluzione che oggi potrebbe apparire quanto meno opinabile. Portavano cioè i loro panni alla Fonte Vecchia e li immergevano e strofinavano nell’acqua dell’abbeveratoio per gli animali, con conseguenze facilmente immaginabili ma anche sorprendenti. Infatti le lamentele e i reclami riguardo a questa pratica, non proprio igienica, venivano avanzati dai possessori degli animali i quali, come scriveva il Sindaco, “… aborriscono l’acqua per il troppo sudiciume in essa contenuto …”. La situazione divenne insostenibile quando, a causa del’intenso utilizzo l’abbeveratoio cominciò a disgregarsi e a cadere in pezzi.

Fonte Vecchia, o Fontana Vecchia, era il nome con il quale veniva chiamata l’attuale Fonte a Ball’ e in passato veniva descritta come “… fonte che scaturisce per canale di pietra …” ed era molto diversa dalla forma in cui si trova oggi, conseguenza di trasformazioni e rifacimenti apportati nel tempo. Si trattava di una fonte molto antica e molto semplice nella struttura, la quale veniva utilizzata essenzialmente per attingere acqua da bere. Nella seconda metà del ‘700 i cittadini di Borrello attraverso le deliberazioni dell’Università di Borrello (cioè del Comune) sistemarono la fontana e l’area antistante nella forma molto simile a quella attuale. Anche se sulla sommità del muro che sostiene la fontana vi è ancora lo stemma del Marchese Benedetti, la sistemazione della sorgente fu opera della cittadinanza e non del Marchese che all’epoca deteneva il Feudo di Civita Borrello. Infatti nell’atto di vendita del Feudo, datato 1776, al Barone Mascitelli non si fa cenno a tasse sull’acqua attinta alla Fonte Vecchia, imposizione che certamente il feudatario avrebbe preteso dalla popolazione qualora vi fosse stato un precedente diritto di proprietà sull’acqua della Fonte. A quel tempo la Fonte a Ball era costituita soltanto dalle bocche per attingere l’acqua e dall’abbeveratoio, non proprio come sono al presente, ed era costruita con materiale meno rifinito e meno stabile, mancava il lavatoio. Tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800 l’intera struttura della fonte cominciò a rovinarsi e nel corso di qualche decennio l’abbeveratoio iniziò a deteriorarsi fino a divenire quasi inutilizzabile e più volte il Decurionato (Consiglio Comunale) di Borrello aveva inviato a Chieti, all’Intendenza dell’Abruzzo Citra, delibere con la richiesta di intervento per la ristrutturazione dell’abbeveratorio della Fonte Vecchia.
Nel 1820 il Sindaco di Borrello, il signor Domenico di Nardo, in seguito alla sospensione dei lavori per il nuovo camposanto, aveva riscontrato un avanzo nelle casse del Comune di Borrello di ducati 365,73, accantonati dalle amministrazioni precedenti e utilizzati solo in parte, e chiese in maniera energica alla Intendenza di Chieti di poter utilizzare detti fondi per alcune opere “… di cui il Comune aveva urgenza e indispensabile bisogno …”.
Tra i lavori indicati vi erano:
- La ricostruzione del ponte a fabbrica del Torrente Verde, e non più di legname che in ogni anno è nella necessità di essere rifatto, come avvenne nell’alluvione di settembre nell’anno scorso (1819) per cui vari cittadini nel passato inverno, non che il ….., per poco non vi perdettero la vita.
– La costruzione del lavatoio nella pubblica fontana, tanto necessario per la popolazione, di cui ne è sprovveduta.
– La costruzione dell’archivio nella Casa Comunale.
– E finalmente la riattazione delle fabbriche e tetto del molino, che sono per crollare.
Nella richiesta del Sindaco, datata 11 novembre 1822, veniva ricordato al Signor Intendente che “… sebbene in passato fossero state avanzate diverse richieste al Consiglio di Intendenza per l’esecuzione di detti lavori e se ne fosse ricevuta la relativa autorizzazione, erano sempre mancati i fondi per realizzarli …”. Inoltre il Sindaco minacciava, neppure troppo velatamente, che in caso di rifiuto era intenzionato a presentare una dettagliata rimostranza al Parlamento Nazionale. Subito dopo però indicava all’Intendente una pratica soluzione per realizzare il Lavatoio e cioè che si sarebbe provveduto a supplire ad eventuale mancanza di denaro mediante la mano d’opera gratuita fornita dai cittadini di Borrello.

Per comprendere l’importanza di un lavatoio pubblico per la comunità di Borrello bisogna tenere presente che nelle case non vi erano cisterne per la conservazione dell’acqua, come avveniva nelle città maggiori del Regno di Napoli, e più volte nel corso della giornata era necessario provvedere al rifornimento idrico per le diverse necessità familiari recandosi presso le divere fontane del paese. Nei primi due decenni dell’’800 le donne di Borrello, come abbiamo visto, erano solite portare a lavare i loro panni nell’abbeveratorio per gli animali della Fonte Vecchia e non era semplice mettere a mollo capi di abbigliamento, biancheria intima, lenzuola, coperte e altro ancora, soprattutto perchè si era costretti a contendere l’orario con l’abbeverata degli animali che rientravano in paese dal pascolo o dal lavoro nei campi. E non era tutto: il Sindaco lamentava che spesso a causa del sudiciume dell’acqua, conseguente al lavaggio dei panni, gli animali si rifiutavano caparbiamente di bere e talvolta molti capi contraevano malattie con grave danno per l’economia pastorale e contadina e ulteriori lagnanze da parte di pastori e contadini. Per non parlare in ultimo delle liti e “… delli schiamazzi …” alimentati dalle frequenti contese per i turni delle lavandaie e allo stesso tempo in competizione con pastori e contadini. Il protrarsi dell’eccessivo utilizzo dell’abbeveratoio, specie per usi impropri, e la mancanza di manutenzione causarono il rapido degrado della struttura che via via divenne sempre meno funzionale e causò le vivaci proteste delle donne del paese nei confronti del Decurionato Comunale. Il Sindaco Domenico Di Nardo risolse a questo punto di non attendere oltre le lungaggini burocratiche e chiese al Maestro Muratore Michele Mariani una perizia, così allora venivano chiamati i preventivi, di seguito riportata, riguardo alla costruzione del lavatoio e al ripristino della funzionalità dell’abbeveratoio.

Preventivo dei lavori
Borrello 20 Dicembre 1822
A richiesta del Sindaco di questo suddetto Comune essendomi presentato io sottoscritto Maestro Muratore Michele Mariani a far la perizia per il Lavatoio che s’intende costruire nella pubblica fontana, poco distante da questo abitato, per comodo dell’intiera Cittadinanza, ho detto che vi occorre la seguente spesa in docati.
– Per palmi 122 (1 palmo = 26,36 cm.) di pezzi di pietra (circa 32 metri lineari) lavorata e sagomata secondo l’arte, che occorrono per mensa e cordone del medesimo, nella lunghezza di palmi 12 per ciascuno dei lati opposti e della lunghezza di palmi 3 per ciascuno degli altri due lati di maniera che venga formato a guisa di parallelogrammo, ossia quadrilungo, Docati 29,28
– Terra d’e..ca, ossia pozzolana, rot. 15 (Circa 13,5 Kg.) Docati 01,50
– Ciappe di ferro per concatenare i pezzi n. 16, Docati 01,22
– Piombo libre quattro, Docati 00,40
– Calce tomoli 20, Docati 02,00
– Arena tomoli 30, Docati 01.00
– Pietre per uso di fabbrica Canna 1 (18,515 m3), Docati 02,60
– Compositura del medesimo, Docati 06,00
– Per un pezzo di pietra lavorato della lunghezza di palmi otto, largo un palmo e più, doppio mezzo, che dovrà situarsi e connettersi lungo il sottoposto pezzo dell’abbeveratoio che trovasi troppo basso (rispetto) alla mensa ove cade l’acqua della fontana, Docati 04,00
– Maestria pel riattamento del medesimo, Docati 02,00
Ascende in tutto la spesa a Docati 50,00
Ho redatto la presente perizia oggi suddetto giorno, mese ed anno: Michele Mariani
Per copia conforme, Il Sindaco: Domenico Di Nardo

Per stringere i tempi il Sindaco convocò il Decurionato il giorno di Natale del 1822 per fare approvare una delibera in cui, pur di trovare il denaro per la realizzazione del lavatoio era disposto a rinunciare alla costruzione, già programmata per 20 ducati, dell’archivio comunale da ricavarsi all’interno della Casa Comunale. Inoltre si era verificata anche una situazione favorevole che aveva consentito una entrata extra nelle casse comunali: all’inizio dell’inverno un forte vento aveva investito il territorio di Borrello e aveva abbattuto numerose querce del demanio comunale dell’ex Feudo di Pilo e la somma ricavata dalla vendita del legname aveva fruttato 18 ducati. Infine ci sarebbe stato il ricorso alla mano d’opera gratuita dei cittadini e il contributo in denaro da parte dei possessori di animali, i quali avrebbero avuto la piena disponibilità dell’abbeveratoio. La delibera, oltre che dal sindaco, fu firmata dai Decurioni Raffaele Di Nunzio, Eliodoro Di Nunzio, S. Di C. Di Raffaele Spagnuolo, Domenico Di Francesco, Nicola Iannamico, Francesco Annecchini e Antonio di Francesco.
Di fronte all’evolversi della situazione l’intendente della Provincia di Chieti concesse l’autorizzazione per la costruzione del lavatoio e il Comune fu in grado di garantire le spese necessarie. I cinquanta ducati per la realizzazione dell’intera opera non furono ripartiti nella piena osservanza delle norme vigenti e cioè per mezzo di una tassazione straordinaria ed equa della popolazione del paese, ma attraverso decisioni e iniziative alquanto discutibili. 20 ducati furono prelevati dal fondo per la costruzione dell’Archivio Comunale dove erano stati accantonati dalle precedenti Amministrazioni. 12 ducati vennero recuperati in parte attraverso un piccolo contributo dei maggiori possessori di animali, gli unici a contribuire in denaro, ma d’altra parte erano coloro maggiormente interessati alla costruzione del lavatoio che avrebbe liberato l’abbeveratoio dalla costante presenza delle donne e in parte attraverso la fornitura di mano d’opera gratuita da parte della popolazione: manovali, aiutanti, uomini di fatica, ecc. Infine i restanti 18 ducati furono ricavati dalla vendita del legname delle querce abbattute dal vento nell’ex Feudo di Pilo, un bosco dove le normative impedivano il taglio incontrollato della legna che avrebbe portato in breve tempo ad una drastica riduzione del patrimonio boschivo della Nazione, a meno che non si fosse trattato di eventi derivanti da calamità naturali come appunto il forte vento abbattutosi sulle terre demaniali e risparmiando i terreni circostanti.
Le decisioni dell’Intendenza di Chieti sono di seguito riassunte nella corrispondenza con la Sottointendenza di Lanciano.
SOTTINTENDENZA DEL DISTRETTO DI LANCIANO
Uffizio di Affari Interni – Num. 43
Lanciano il dì 9 Gennaio 1823
Al Signor Intendente della Provincia di Chieti
Signor Intendente,
coll’annessa deliberazione il Decurionato di Borrello propone di costruirsi un lavatoio nella pubblica fontana ed all’oggetto rimette la corrispondente perizia, proponendo di eseguirsi l’opera per economia. Io la rassegno a Lei perché trovandola regolare si compiaccia dare le convenevoli disposizioni.
Il Sotto Intendente
V. Corcioni
Appunto dell’intendente di Chieti per la risposta da parte del Consiglio di Intendenza.
Chieti 11 Gennaio 1823
AL Consiglio di Intendenza per l’avviso
L’Intendente
Addì 28 Gennaio 1823
Il Consiglio è di avviso approvarsi l’annessa deliberazione decurionale di Borrello circa la costruzione del lavatoio e riattazione dell’abbeveratoio nella pubblica fontana col metodo di economia, ma da eseguirsi sotto la sorveglianza di due probi deputati eleggendi dal Decurionato, cui si dovranno poi dar conto dettagliato delle spese che saranno all’oggetto erogate. E’ bene inteso che si ammette il concorso dell’opera gratuita e volontaria de’ cittadini.
Firma illeggibile
Comunque sia andata, per quanto si riferisce alla ripartizione della spesa, la costruzione del lavatoio pubblico a Borrello fu un’opera realizzata a regola d’arte, nel corso del 1823, dai muratori della famiglia Mariani, che già all’epoca avevano acquisito notevole considerazione per le elevate competenze nel campo dell’edilizia, anche nei paesi circostanti. Il lavatoio è rimasto attivo fino agli anni ’70 del secolo scorso e oggi costituisce una significativa testimonianza della civiltà contadina locale ormai appartenente alla storia. Cioè risalente ad un epoca in cui si poteva assistere al continuo, allegro via vai di donne e ragazze lungo le strade che dal paese portavano alla Fonte Vecchia con i panni dentro le ceste: andare, lavare, stendere, tornare; per poi ricominciare per le stesse vie il medesimo via vai ma ora con le conche dell’acqua sulla testa. Non era proprio una vita semplice.

Un’ultima considerazione riguarda lo spostamento di pochi metri dell’intero lavatoio per consentire la realizzazione di una nuova strada, avvenuto nel 2006, ma che nulla ha tolto all’importanza e alla bellezza di un’opera che ricorda nelle sue caratteristiche pietre scanalate tutta la storia e la vita quotidiana delle famiglie di Borrello nei secoli passati.

Il lavatoio di Borrello, progettato e costruito dal Maestro Muratore Michele Mariani nel 1823

Il lavatoio di Borrello, progettato e costruito dal Maestro Muratore Michele Mariani nel 1823

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'abbeveratoio della Fonte Vecchia di Borrello

L’abbeveratoio della Fonte Vecchia di Borrello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fonte Vecchia di Borrello, oggi Fonte a Ball, costruita nella seconda metà del '700

La Fonte Vecchia di Borrello, oggi Fonte a Ball, costruita nella seconda metà del ’700

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il lavatoio pubblico di Borrello è stato utilizzato fino alla fine degli anni 60

Il lavatoio pubblico di Borrello è stato utilizzato fino alla fine degli anni 60

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fonte a Ball di Borrello dopo i recenti lavori di restauro

La Fonte a Ball di Borrello dopo i recenti lavori di restauro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Preventivo di spesa per la costruzione del lavatoio redatto dal Maestro Muratore Michele Mariani per il Comune di Borrello nel 1822

Preventivo di spesa per la costruzione del lavatoio redatto dal Maestro Muratore Michele Mariani per il Comune di Borrello nel 1822

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Deliberazione dell'Intendenza di Chiueti e della Sottintendenza di Lanciano relative alla costruzione del lavatoio pubblico di Borrello, 1823

Deliberazione dell’Intendenza di Chiueti e della Sottintendenza di Lanciano relative alla costruzione del lavatoio pubblico di Borrello, 1823

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I blocchi di pietra del lavatoio di Borrello, realizzati da Michele Mariani,  durante la fase di spostamento del 2006

I blocchi di pietra del lavatoio di Borrello, realizzati da Michele Mariani, durante la fase di spostamento del 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Montalto: un bosco che muore

12 marzo 2012

A rischio una vasta area archeologica

Il bosco di Montalto costituisce un patrimonio naturalistico e ora, dopo la recente scoperta di antichissime testimonianze antropiche, anche paesaggistico e storico-culturale, che la comunità di Borrello ha gelosamente conservato negli anni. Unica eccezione di rilievo fu la concessione del taglio da parte del Comune in occasione della ricostruzione delle case distrutte nel novembre 1943 nel corso della seconda guerra mondiale, quando, sotto la pressione dell’inverno alle porte era necessario ricostruire case e tetti per la popolazione che rientrava dalla macchia.

Il bosco, che copre rigoglioso da ogni lato le pendici del Montalto, si trova in un’area di grande significato ambientale. É infatti situato tra il SIC, Sito di Importanza Comunitaria, del bosco di Vallazzuna nel Comune di Pescopennataro, il SIC delle Cascate del Verde nel Comune di Borrello e dell’Abetina di Rosello e il SIC del bosco degli Abeti Soprani appartenente ai Comuni di Pescopennataro e di Capracotta. Ne consegue che per ogni intervento di taglio nell’area è necessaria la valutazione di incidenza ambientale. Inoltre, essendo il Montalto interamente incluso nella Carta del Rischio Idrogeologico pubblicata dalla Regione Abruzzo nel 2012, le operazioni di taglio necessitano anche della valutazione dell’impatto ambientale. Queste disposizioni, oltre che alle aree incluse nei SIC, si applicano anche alle aree circostanti in quanto interventi non adeguatamente ponderati possono comportare gravi conseguenze agli stessi SIC, in considerazione delle relazioni esistenti tra i vari siti naturalistici, compromettendo conseguentemente la funzionalità complessiva di aree più vaste. A ciò bisogna aggiungere che il SIC delle Cascate del Verde e Abetina di Rosello diventerà una ZCS, cioè una delle Zone Speciali di Conservazione ritenute fondamentali per la tutela del patrimonio naturale del continente europeo, secondo la direttiva CEE denominata Habitat. In questa direttiva l’abete bianco viene definito una specie a rischio di estinzione. Il bosco di Montalto è l’unico luogo del Comune di Borrello dove la presenza dell’abete bianco  non è sporadica, ma forma una vera e propria abetina, estesa lungo circa due chilometri sul lato ovest del Montalto e profonda alcune centinaia di metri. L’abetina del Montalto è stata investita in pieno dal progetto del taglio commerciale del bosco di Montalto.

Oggi questo bosco rischia seriamente di scomparire per sempre a causa di alcune decisioni, eccessivamente precipitose della Giunta Amministrativa del Comune di Borrello. Questa invece di tutelare e valorizzare un bene naturalistico, ha decretato di fatto la fine della sua esistenza, approvando un taglio culturale commerciale, cioè al solo scopo di ricavarne denaro, di una vastità mai riscontrata sul territorio comunale. Purtroppo ciò che rimarrà della varia e significativa vegetazione arborea del bosco: cerri, aceri, abeti, faggi e carpini, sarà irrimediabilmente compromesso dalle piste di esbosco, che verranno aperte dai mezzi meccanici, per il trasferimento del legname. Pure compromesse ne risulteranno la flora e la ricca fauna, sia mammiferi che uccelli.  Il bosco di Montalto offre infatti rifugio a moltissimi animali come: il cinghiale, il capriolo, il tasso, il gatto selvatico, la faina, la volpe, lo scoiattolo, il riccio, ecc. e numerose specie di rettili e di volatili. Compromessa risulterà anche la ricrescita del bosco in quanto nelle radure lasciate che si formeranno conseguentemente all’esbosco, senza la protezione delle fronde, il sottobosco scomparirà per essere sostituito dall’invasione degli arbusteti con la successiva trasformazione irreversibile del bosco di Montalto.

Sarebbe opportuno che l’Amministrazione comunale prendesse in seria considerazione l’ipotesi di un concreto progetto di valorizzazione dell’intera area del bosco e del suo circondario, ma forse è pretendere troppo. Negli ultimi decenni l’Amministrazione comunale di Borrello non è stata in grado di valorizzare adeguatamente le risorse naturali e il patrimonio paesaggistico presenti sul territorio comunale; non è stata in grado, in tempi propizi, di individuare e perseguire quelle opportunità economiche che avrebbero potuto contribuire non poco alla qualità della vita dei cittadini; è stata totalmente incapace di valorizzare turisticamente progetti naturalistici e culturali come la gestione delle Cascate del Verde o i recenti ritrovamenti sannitici del Montalto. Una Amministrazione che non è stata in grado di evitare negli anni che le migliori risorse umane del paese, le più capaci e intraprendenti, emigrassero in Italia e all’estero, portando il loro contributo in altre regioni a vantaggio di altre comunità. Infine l’Amministrazione attuale (2013) è stata capace di svendere il centenario bosco di Montalto, approvando un taglio culturale e commerciale di oltre 3.000 alberi di alto fusto e di circa 9.000 alberi minori, progettando e decretando la distruzione di un gioiello della natura che tanti comuni invidiano e che difficilmente potrà essere ricostituito. Tutto ciò solo per questioni amministrative e per delle migliorie al tessuto urbano il cui elenco e la cui utilità sono praticamente sconosciuti, ma forse è proprio questo che merita una comunità spesso indifferente nei confronti di tematiche che richiederebbero appena un minimo di impegno, una comunità sonnolenta e, in alcuni periodi dell’anno, quasi comatosa.

Ad essere precisi bisogna anche citare che la precedente Giunta Amministrativa (2004-2009), dopo aver approvato e realizzato diverse opere per rendere fruibile l’area della Riserva Naturale delle Cascate del Verde, aveva anche avviato un progetto di protezione e valorizzazione del bosco di Montalto. Nell’ambito di questa iniziativa erano state individuate e studiate tre aree di saggio che prevedevano la pulitura del sottobosco dagli arbusteti in maniera tale da avviare ed eventualmente rafforzare la presenza di un bosco ad alto fusto. Tale progetto avrebbe reso il bosco di Montalto fruibile a tutti e sarebbe risultato a costo zero per il Comune in quanto i lavori sarebbero stati sostenuti dal ricavato della vendita del legname di pulitura, ma l’arrivo della nuova Giunta non consentì di portare a termine l’operazione.

Uno studio, indicato nel grafico, realizzato una decina di anni fa sulla tendenza della popolazione di Borrello evidenziava un decremento costante, recentemente in forte accelerazione, il quale prevedeva intorno al 2045 la cifra di zero abitanti, ma dopo le considerazioni sulle variazioni demografiche degli ultimi anni è da prevedere che lo zero sarà raggiunto con 5 o 6 anni di anticipo e cioè intorno al 2039. Nel grafico relativo alle variazioni demografiche di Borrello è stata inserita una linea tratteggiata di colore bianco che, si auspica, rappresenti un cambiamento, una svolta, un’idea, un guizzo che potrebbe consentire una inversione della tendenza allo spopolamento, una rinascita della vita economica e sociale. In realtà il guizzo c’è stato ma si è trattato del guizzo del gambero, infatti privarsi delle uniche risorse, quelle naturalistiche, in grado di rinnovare la vita e la presenza di giovani nel paese, significa  accelerare l’invecchiamento sociale e morale di una intera comunità e evidenzia l’incapacità gestionale di una Amministrazione che persegue in modo miope iniziative dall’esito disastroso.

Per quanto riguarda il valore archeologico dei resti arcaici scoperti sul Montalto e divulgati da Amelio Ferrari, Angelo Ferrari, Guglielmo Palmieri, Marino Di Nillo, sono stati oggetto di attente considerazioni da parte di studiosi, di esperti del settore, di istituzioni e sostenitori vari. Il Prof. Ezio Burri, del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università degli Studi dell’Aquila, si è recato per tre volte, nel periodo tra il 2011 e il 2012, sull’area delle rovine del Montalto individuando resti di mura e tombe di diversa epoca. Il Prof. Adriano La Regina, una delle massime autorità per quanto riguarda i popoli preromani dell’Abruzzo e del Molise, dopo aver esaminato la documentazione relativa al Montalto ha ritenuto il sito archeologico estremamente interessante. L’Arch. Amalia Faustoferri, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, dopo un accurato sopralluogo nel mese di marzo 2012, ha definito anch’essa il sito molto importante, individuando resti di costruzioni sparse su tre terrazzamenti consecutivi. Il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Dr. Andrea Pessina, in una lettera del 29 marzo 2012, indica l’area in questione soggetta ad una vera e propria pianificazione urbanistica molto antica.

Inoltre gli autori dei ritrovamenti si sono impegnati in una costante opera di divulgazione della scoperta anche in ambienti culturali per sensibilizzare il mondo scientifico e della ricerca a fornire il loro apporto per uno studio approfondito, in accordo con le direttive della competente Soprintendenza di Chieti. Una relazione dettagliata sugli studi riguardanti i ritrovamenti del Montalto è stata presentata al “4° Congresso Internazionale per la Salvaguardia dei Beni Culturali del Bacino del Mediterraneo” tenutosi a Istanbul nel dicembre 2011. Un articolo riguardante i manufatti antropici del Montalto sarà pubblicato nel mese di maggio 2013 dalla rivista internazionale “Journal of Cultural Heritage” edita a Parigi dall’editore Elsevier. Infine un ulteriore articolo è in avanzata fase di preparazione in accordo con la Soprintendenza Archeologica di Chieti.

Nel corso di una rapida esplorazione delle pendici del Montalto, oltre a rilevare il triste spettacolo dei grandi alberi martellati, cioè pronti per essere abbattuti, ci si e resi conto che i resti di costruzioni antiche e antichissime sono sparsi un po’ ovunque e pertanto il taglio del bosco, purtroppo già approvato, comprometterebbe gli studi futuri dell’area, come già avvenuto per il muro megalitico  oggi distrutto, del Vallone Meltinello, tra il Colle Procoio e il Colle Napoletano, o per i terrazzamenti raccordati del Colle della Circera, quasi irriconoscibili.

Purtroppo sembra che a nulla siano valse alcune meritevoli iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica locale verso questa delicata problematica: centinaia di firme sono state raccolte tra i cittadini di Borrello e, via internet, dall’Abruzzo e da altre regioni italiane. Sono stati pubblicati diversi articoli in difesa del bosco di Montalto su quotidiani stampati, come quello apparso su Il Centro del 15 maggio 2012 a firma di Matteo del Nobile, e digitali su internet. Hanno manifestato la loro solidarietà numerosi soggetti sensibili alle problematiche dell’ambiente e del territorio. Inoltre l’AVAT–Borrello, l’associazione culturale per la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, ha promosso un incontro, nel mese di dicembre 2011, con la comunità del Comune di Borrello per metterla al corrente riguardo alle scoperte archeologiche nell’area del Montalto. Successivamente l’Amministrazione Comunale ha realizzato un secondo incontro, nel mese di ottobre 2012, con il Signor G. Grossi, sulle emergenze in generale presenti sul territorio di Borrello. In questa occasione i relatori, tra lo stupore generale, hanno accennato appena al sito del Montalto sostenendo che nulla vi fosse di archeologicamente interessante, il che lascia supporre quanto meno che si siano recati in una contrada sbagliata oppure che non vi si siano recati affatto. Ciò che lascia perplessi è che contestualmente, nel corso della medesima conferenza il  sindaco di Borrello ha letto pubblicamente la lettera inviatagli dal Soprintendente dr. Pessina, di seguito riportata, il quale come si vede sostiene autorevolmente un parere decisamente diverso.

Nella lettera del 29 marzo 2012, inviata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo al Sindaco di Borrello, il Dr. A. Pessina scrive testualmente: “A seguito di un recente sopralluogo nel territorio del Comune di Borrello è stata individuata un’area di notevole interesse sulle pendici settentrionali del colle Montalto. Tali pendici risultano infatti strutturate attraverso una serie di costruzioni che creano almeno tre terrazzamenti sui quali sono distribuite costruzioni di varie epoche. Si tratta dunque di un sistema, nel quale è inserito anche il Vallone delle Querce, limite orientale del sistema stesso, la cui sponda sinistra risulta rafforzata da un muro in grossi blocchi di pietra calcarea che può essere seguito per alcune decine di metri e che dimostra come l’area sia stata oggetto in antico di una vera e propria “pianificazione urbanistica”. Attualmente, dati lo stato dei terreni, che non permette di individuare materiali ceramici datanti, e l’assenza di qualsivoglia indagine di tipo archeologica, non è possibile datare con precisione tale sistema, ma viste le caratteristiche costruttive e la sua posizione – per altro a breve distanza da un importante asse viario antico – non si può escludere che esso risalga ad epoca preromana e che abbia poi conosciuto fasi di rioccupazione in epoca post-classica. Si chiede pertanto di aggiungere tale nuovo sito, meglio indicato nella planimetria allegata, all’elenco delle aree di interesse archeologico presenti nel territorio del Comune di Borrello e segnalate nel parere a suo tempo espresso da questa Soprintendenza al P.R.G. e di vigilare affinché esso non subisca ulteriori danni: nel corso del sopralluogo si è dovuto infatti constatare che recenti lavori di disboscamento hanno distrutto un ampio tratto di uno dei pur poderosi muri che regolarizzano le pendici del Montalto”.

Qualsiasi persona di buon senso prima di autorizzare un taglio tanto devastante, commerciale o culturale che sia, si sarebbe attivata almeno per esplorare preventivamente l’intera area del Montalto allo scopo di valutare coscienziosamente eventuali ulteriori presenze archeologiche di rilievo. Quello del Montalto è un bosco che appartiene al demanio del Comune di Borrello ma anche i boschi privati sono stati fatti oggetto, nella quasi generale indifferenza, di tagli spesso devastanti per il territorio e probabilmente è nella diffusa apatia verso i valori della natura che risiede la motivazione di ciò che sta accadendo al  bosco di Montalto.

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CRONISTORIA

2011La Giunta Comunale di Borrello progetta un taglio culturale e commerciale da realizzarsi su una vasta area del bosco di Montalto

Agosto 2011Individuazione nel bosco di Montalto di resti archeologici non meglio identificati

Settembre 2011Sopralluogo dei soci dell’AVAT e del Prof. Ezio Burri, Dell’Università dell’Aquila, Dipartimento di Scienze Ambientali: si ipotizzano resti sannitici e comunque molto antichi

Dicembre 2011Segnalazione al Dott. Andre Pessina, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti

Dicembre 2011Presentazione, da parte dei soci dell’AVAT – Borrello (Associazione per la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio di Borrello), dei resti archeologici rinvenuti sul Montalto al 4° Congresso Internazionale sulla salvaguardia dei beni culturali nel bacino del Mediterraneo, tenutosi a Istanbul a dicembre 2011

Dicembre 2011Incontro con i cittadini di Borrello per renderli partecipi delle scoperte archeologiche rinvenute in località Montalto

Dicembre 2011Secondo sopralluogo esplorativo dei soci dell’AVAT e del Prof. Ezio Burri nell’area del Montalto e individuazione di ulteriori antiche costruzioni

Marzo 2012Sopralluogo della Dr.ssa Amalia Faustoferri della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, insieme ai soci dell’AVAT, che ha ritenuto molto interessanti i resti archeologici del Montalto e della intera area circostante

Aprile 2012Lettera del Soprintendente Dott. Andrea Pessina Al Sindaco di Borrello:  in cui si chiede di aggiungere l’area dei resti archeologici del Montalto all’elenco delle aree di interesse archeologico presenti nel territorio del Comune di Borrello e di vigilare affinché esso non subisca ulteriori danni …

Aprile 2012 – Tutte le scoperte relative agli insediamenti arcaici del Montalto sono state inserite nel corso di “Tutela e valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio” tenuto da Angelo Ferrari all’Università dell’Aquila presso la facoltà di Scienze Ambientali.

Maggio 2012 – La relazione “Samnite site in Montalto, Abruzzo, Italy” è stata pubblicata nel Volume 1 “Resources of the Territory” dei Proceedings del Congresso Internazionale di Istanbul

Giugno 2012Incontro a Roma di Angelo Ferrari dell’AVAT con il Prof. Adriano La Regina, Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, che ha ritenuto molto importante il materiale raccolto e i rilievi effettuati nel territorio di Borrello sul Montalto relativamente ai resti archeologici molto antichi

Luglio 2012 – Un articolo, dedicato esclusivamente all’area archeologica del Montalto, ha ricevuto l’approvazione di una commissione di referee internazionali per essere pubblicato nel numero speciale del Journal of Cultural Heritage, una delle più prestigiose riviste internazionali del settore, edita a Parigi dall’editore Elsevier.

Agosto 2012Lettera dell’AVAT – Borrello (Associazione per la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio di Borrello) al Sindaco di Borrello con le seguenti richieste: sospendere il taglio del bosco di Montalto, favorire l’avviamento ad alto fusto, preservare i nuclei di abeti bianchi, tutelare i resti archeologici della zona

Agosto 2012Lettera dell’AVAT – Borrello all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Chieti: … per evitare che l’Amministrazione Comunale di Borrello proceda alle operazioni di taglio del bosco di Montalto, al fine di evitare potenziali irreparabili danni derivanti dalle operazioni di esbosco ai resti archeologici dell’area …

Agosto 2012Lettera dell’AVAT – Borrello Al Soprintendente Dott. Andrea Pessina Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti: … per sollecitare una verifica di interesse culturale per evitare danni all’insediamento archeologico del Montalto derivanti da pratiche invasive di gestione forestale. In riferimento all’Art. 12 del T.U. sui Beni Culturali DPR 42/04 …

Agosto 2012 – Raccolta delle firme per la tutela del bosco di  Montalto e dei suoi resti archeologici, tra i cittadini di Borrello e della Regione Abruzzo

Settembre 2012Sopralluogo dei soci dell’AVAT sull’intera area del Montalto, riscontrando un po’ ovunque affioramenti di antiche costruzioni in pietra, risalenti a epoche diverse

Ottobre 2012Relazione, a Borrello, dell’insegnate Giuseppe Grossi del Liceo della Comunicazione di Avezzano, sui resti del Colle San Matteo e i cumuli presso il camposanto, pochissimo e negativamnente sul Montalto

Dicembre 2012Secondo sopralluogo al Montalto da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Chieti

Gennaio 2013Ulteriore appello del Consigliere di Minoranza, Amelio Ferrari, al Sindaco di Borrello per evitare il taglio del bosco di Montalto che metterebbe in seri pericolo i resti archeologici

10 Gennaio 2013La giunta Comunale di Borrello approva il taglio commerciale e culturale del bosco di Montalto che probabilmente sarà attuato, dopo le formalità amministrative, nel corso del 2013

Fine della storia: triste

Febbraio 2013 – Ultimo sussulto: lettera del Consigliere comunale di minoranza, Amelio Ferrari, alla Direzione Ambiente e Territorio, ufficio Valutazione Impatto Ambientale, della Regione Abruzzo, per l’ennesimo tentativo di evitare il taglio 26 ettari di bosco senza una valutazione d’incidenza ambientale

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ARTICOLI SUL MONTALTO

22 Aprile 2012 Altro Molise:  Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

23 Aprile 2012 Easy-News:  Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

23 Aprile 2012 Libero 24×7:  Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

24 Aprile 2012 ALMOSAVA (Alto Molise, Alto Sanfro. Alto Vastese): Nuove importanti scoperte nell’alto Sannio, protagonista la collina di Montalto a Borrello CH. Enzo C. Delli Quadri

24 Aprile 2012 Archeologia On Web: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

24 Aprile 2012 New CRAWLER: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

24 Aprile 2012 ANTIKITERA-NET: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

25 Aprile 2012 Borrello Site: Insediamento sannitico del Montalto. Mario Di Nunzio

25 Aprile 2012 Localnews: Una nuova scoperta: necropoli principesca o insediamento arcaico? Nicola Mastronardi

25 Aprile 2012 Le Nebbie del tempo: Una nuova scoperta nell’Alto Sannio e nella Val di Sangro, Kimayra

25 Aprile 2012 PietrabbondanteBlog: Nuove scoperte nell’Alto Sannio. Adelina Zarlenga

25 Aprile 2012 WStoriadellarte: Scoperta una necropoli principesca dell’epoca sannita

28 Aprile 2012 PaperBlog: Un’importante scoperta in Molise

30 Aprile 2012 Archeo Media: Scoperte e scavi, Borrello CH una nuova scoperta

15 Maggio 2012 IL CENTRO: Scoperti i resti di costruzioni sannite, Borrello una necropoli nel bosco di Montalto. Matteo del Nobile

26 Agosto 2012 IL CENTRO: Borrello: bosco in vendita, il Comune cede 3.000 alberi per fare cassa: via alla petizione contro la vendita di tremila alberi a un privato su un sito che custodisce reperti archeologici. d.d.l.

30 Agosto 2012 IL CENTRO: Borrello, alta tensione sul bosco in vendita, l’Associazione Lanciano Europa, assurdo tagliare tremila alberi. Francesco Piccirilli

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I DIFENSORI DEL BOSCO DI MONTALTO

AVAT – BORRELLO: Associazione per la valorizzazione dell’ambiente e del territorio del Comune di Borrello

LANCIANO EUROPA: un’associazione culturale che ha l’obiettivo di riflettere su tematiche inerenti lo sviluppo, il territorio, la formazione, la politica, la cultura

WWF – Zona Frentana e Costa Teatina: Le finalità dell’Associazione, che si ispirano ai principi fondamentali e alle linee guida del WWF Internazionale e del WWF Italia, possono riassumersi nella volontà di salvaguardare, promuovere e valorizzare il territorio a livello locale e globale, in un’ottica di sostenibilità e sensibilizzazione ambientale.

COOPERATIVA SAGRUS: gestisce la Riserva naturale regionale ‘Lago di Serranella’, una delle ultime zone umide dell’Abruzzo. In questo ambiente rinaturalizzato la Cooperativa si è fatta promotrice di attività di recupero e conservazione di antiche varietà agricole locali

CISDAMCentro Italiano di Studi e di Documentazione sugli Abeti Mediterranei:  è un punto di riferimento in campo non solo nazionale per tutti gli studiosi e per quanti si occupano ai più diversi livelli delle problematiche di conservazione degli Abeti e più in generale delle foreste. Dal 1997 opera presso la Riserva Naturale Regionale “Abetina di Rosello” dedicata interamente alla tutela dell’Abete bianco

 

Il Bosco di Montalto, inverno 2009

Il Bosco di Montalto, inverno 2009

 

Nella zona del bosco di Montalto destinata al taglio esiste una vasta abetaia costituita quasi esclusivamente da abeti bianchi

Nella zona del bosco di Montalto destinata al taglio esiste una vasta abetaia costituita quasi esclusivamente da abeti bianchi

 

I colori del bosco in estate

I colori del bosco in estate

I colori del bosco in autunno

I colori del bosco in autunno

L'autunno nel bosco di Montalto, tra gli alberi che presto saranno abbattuti

L’autunno nel bosco di Montalto, tra gli alberi che presto saranno abbattuti

Decesso programmato n. 2922

Decesso abete bianco n. 2922

Decesso programmato n. 2936

Decesso abete bianco n. 2936

 

L'emorragia demografica di Borrello

L’emorragia demografica di Borrello

 

Antiche tombe nel bosco di Montalto

Antiche tombe nel bosco di Montalto

 

Muro di epoca sannita a difesa degli insediamenti del Montalto

Muro di epoca sannita a difesa degli insediamenti del Montalto

 

Antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, 2009

Antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, 2009

Lo stesso antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, distrutto, 2011

Lo stesso antico muro poligonale presso il Vallone Meltinello, distrutto, 2011

L'area del bosco di Montalto

L’area del bosco di Montalto

Quercia secolare nella zona boschiva interessata al taglio

Quercia secolare nella zona interessata al taglio

 

Cerreta nella zona nord del Montalto

Cerreta nella zona nord del Montalto

2012 ultimo autunno del bosco di Montalto prima dell'eutanasia prevista per il 2013

2012 ultimo autunno del bosco di Montalto prima dell’eutanasia prevista per il 2013

Devastazioni nel bosco di Vallazzuna, al confine del Montalto, nel territorio di Pescopennataro

Devastazioni nel bosco di Vallazzuna, al confine del Montalto, nel territorio di Pescopennataro

Mezzi meccanici in azione nel bosco di Vallazzuna, nel Comune di Pescopennataro

Mezzi meccanici in azione nel bosco di Vallazzuna, nel Comune di Pescopennataro

Un bosco della Gravara (Borrello) devastato dal taglio nel 2009

Un bosco della Gravara (Borrello) devastato dal taglio nel 2009

Tagli boschivi presso il Colle San Matteo (Borrello) 2010

Tagli boschivi presso il Colle San Matteo (Borrello) 2010

Albero secolare abbattuto in località Gravara (Borrello)

Albero secolare abbattuto in località Gravara (Borrello)

Terrazzamenti raccordati sul Colle della Circera (Borrello) prima del taglio del bosco

Terrazzamenti raccordati sul Colle della Circera (Borrello) prima del taglio del bosco

I terrazzamenti della Circera (Borrello) dopo il taglio del 2011

I terrazzamenti della Circera (Borrello) dopo il taglio del 2011

Altri tagli in località Aradonna (Borrello)

Altri tagli in località Aradonna (Borrello)

Un abete bianco sul Montalto

Un abete bianco sul Montalto

Inverno nel bosco di Montalto, gennaio 2013

Inverno nel bosco di Montalto, gennaio 2013

L'ultimo inverno sul Montalto prima del taglio del bosco

L’ultimo inverno sul Montalto prima del taglio del bosco