Il Monte Frumentario di Borrello

Una banca per i poveri

Regio decreto 1887

Regio decreto 1887

Il Monte Frumentario era una istituzione dei secoli scorsi che, diversamente dai Monti di Pietà i quali effettuavano prestiti in denaro, concedeva in prestito grano e altri prodotti della terra. Il Monte Frumentario di Borrello, fondato nella prima metà dell’800, si adoperava essenzialmente per il prestito dei prodotti cerealicoli. Molto probabilmente questo Monte ebbe origine all’interno della parrocchia di Borrello o in una delle congregazioni o confraternite esistenti nel paese, che dedicavano gran parte della loro attività “…ad uso pio…”, le quali sono state descritte in maniera chiara e particolareggiata nel libro “Borrello tra i vicini Comuni della Val di Sangro”.

In paese nell’800 le famiglie benestanti erano solite fare il pane in casa o presso i forni del paese e dunque l’erezione di un Monte Frumentario era rivolta ai più poveri i quali potevano chiedere in prestito il grano e altri cereali ad interessi veramente minimi o nulli nelle annate più difficili. A volte durante l’inverno il grano che era stato accantonato per la semina veniva macinato per ottenerne farina e di conseguenza molti si rivolgevano al Monte Frumentario all’epoca della semina, poi dopo il raccolto il prestito veniva reso, con un piccolo interesse, mediante il ricavato della vendita del grano se eccedeva il fabbisogno familiare, oppure in natura con lo stesso cereale. Nelle stagioni particolarmente rigide l’alimentazione per alcuni diventava problematica e allora il Monte distribuiva il grano ai meno abbienti per “…potersi panezzare al mese di maggio…”.

Setaccio per la farina

Setaccio per la farina

Il Monte frumentario di Borrello era una istituzione fondamentale per la gestione della vita economica e sociale del paese, le risorse della comunità a quel tempo erano legate essenzialmente alle attività contadine, spesso di pura e semplice sussistenza. Il Monte infatti permettendo ai contadini poveri di rifornirsi della minima quantità di grano necessaria per la semina e consentendo la risposta (la resa), addizionata di una piccola maggiorazione, dopo la mietitura, impediva che le famiglie più miserevoli fossero condannate alle imposizioni delle famiglie più agiate. A partire dal 1799 una legge del Regno di Napoli, abolendo i collettori apostolici, consentiva che i beni dei prelati defunti e delle chiese momentaneamente vacanti, come ad esempio denaro, grano e prodotti della terra in generale, divenissero la dotazione dei Monti Frumentari, i quali per legge di fondazione dovevano dare in prestito prodotti agricoli e denaro, se ne avevano, ai contadini poveri, sia per evitare il loro ricorso agli usurai, sia per rendere più equilibrato il mercato dei cereali. Gli amministratori del Monte Frumentario di Borrello dovevano redigere lo Stato Discusso, cioè il bilancio delle entrate e delle spese, relativo all’anno colonico che andava dal 1° ottobre al 30 settembre dell’anno successivo. Di solito il grano del Monte veniva dato in prestito a coloro che esibivano il certificato di povertà redatto dal parroco e i prestiti avvenivano in tre periodi particolari: nel mese di ottobre all’epoca della semina, nel mese di dicembre per il sostentamento invernale e per le feste di Natale e a primavera inoltrata, nel mese di maggio, quanto ormai le scorte cerealicole erano terminate ma non erano ancora pronti i nuovi raccolti. Nel 1791 nel Regno di Napoli vi erano oltre 500 Monti Frumentari e la loro decadenza e trasformazione ebbe inizio dopo il 1862, quando con la legge del 3 agosto, n. 753 del Regno d’Italia, i Monti Frumentari furono sottratti alla gestione delle autorità ecclesiastiche e furono posti direttamente alle dipendenze e al controllo dei consigli comunali. Dopo l’unità d’Italia le trasformazioni conseguenti al nuovo slancio dell’economia nazionale rendeva superate le funzioni e il ruolo dei Monti Frumentari, che però resistevano ancora nelle aree isolate, dove le popolazioni erano dedite quasi interamente alle attività agricole e difficilmente aveva l’occasione di partecipare alle nascenti nuove attività economiche. Dopo il 1862 il Monte Frumentario di Borrello svolgeva sempre meno il ruolo che lo aveva caratterizzato sin dalla fondazione, le cariche più importanti del

Madia per la conservazione del pane

Madia per la conservazione del pane

comune erano nelle mani di rappresentanti delle famiglie più in vista del paese e costoro non avevano più interesse che il Monte, le cui risorse ora dipendevano dal comune, fosse mantenuto attivo esclusivamente per il grano dei contadini poveri. Accanto al prestito del grano si andava sempre più affermando il prestito del denaro contante, tanto che nel 1884 il consiglio comunale si rivolse al Primo Ministro Depretis chiedendo la trasformazione del Monte Frumentario di Borrello in Cassa di Prestiti, per meglio adeguare le funzioni della vecchia istituzione alle nuove esigenze della vita del comune. Tre anni dopo, il 16 gennaio 1887 Umberto I emanava il decreto relativo alla trasformazione richiesta: la vecchia istituzione del Monte, che per decenni aveva costituito un valido sostegno alle famiglie meno abbienti di Borrello e che aveva permesso anche alle classi più umili di conservare una dignitosa indipendenza nei confronti delle ambizioni dei ceti più facoltosi, era di fatto cancellata.

Monte Frumentario (6)