Il centro storico di Borrello

 

Ricostruzione dell'abitato di Borrello in epoca medioevale

Ricostruzione dell’abitato di Borrello in epoca medioevale

Borrello_CS2_1920

Borrello_CS3_1925

Borrello_CS4_1933

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Terremoto della Maiella tratte da L'Illustrazione Italiana pubblicata a Milano l'8 ottobre 1933.

Terremoto della Maiella tratte da L’Illustrazione Italiana pubblicata a Milano l’8 ottobre 1933.

Borrello_CS10_1943 Borrello_CS11_1950 Borrello_CS12_1990 Borrello_CS13_2000

 

Il territorio di Borrello era abitato sin dai tempi preistorici, come testimoniano i pochissimi reperti archeologici rinvenuti in particolare nella zona a sud dell’attuale centro abitato, nel piano oltre Molte Calvario e lungo il corso del Torrente Verde a monte del Ponte di Rosello ed era certamente abitato in epoca romana nel periodo di Trebula. Comunque al riguardo non si conoscono notizie riferite al numero di abitanti sparsi sul territorio, probabilmente molto pochi, e nemmeno riguardo alla localizzazione esatta di eventuali costruzioni.

Le prime notizie certe dell’attuale centro abitato di Borrello risalgono al 1060 all’epoca dei feudi della potente famiglia di origine franca dei Borrello, ma già in questa prima citazione si parla di Civitas Burella e di solito il termine civitas veniva usato per indicare un castello o una rocca edificata sul luogo o sulle rovine di una antico centro, la civitas appunto. Attorno alla rocca dei Borrello nel tempo si aggregarono sempre più numerose le case dei contadini e degli artigiani fino all’estremità delle Ripi dove fu innalzata la chiesa e presto queste costruzioni dettero al paese la conformazione del centro storico mantenuta fino alle epoche recenti. Nella ricostruzione tardo medioevale di Borrello le case che si affacciavano verso sud, sull’attuale Piazza Risorgimento, costituivano anche le mura del centro abitato per cui su questo lato gli edifici erano caratterizzati dall’assenza di porte di ingresso. Sul lato nord la difesa era favorita dal precipizio delle Ripi e a sud una costruzione di avvistamento e di difesa, preludio alla attuale torre civica, assicurava una posizione vantaggiosa anche nel caso di un attacco al paese proveniente da sud.

Tra la fine del 1800 e gli inizi del secolo successivo nel centro storico di Borrello viveva quasi tutta la popolazione del paese, oltre 2.000 abitanti, e la rappresentazione di questo caratteristico tessuto urbano e sociale è giunto a noi in maniera singolare. Il signor Leonzio Vitullo, emigrante di Borrello in Argentina, nel 1922 disegnò il Piano di Borrello contenente l’abitato del paese con molti particolari del centro storico, i quali costituirono un valido aiuto per tutti coloro che nel corso degli anni si sono interessati, per i motivi più diversi, all’urbanistica del paese, a cominciare dai tecnici che redassero le mappe catastali a partire dagli anni ’50. Poco importa se le proporzioni, l’orientamento e in particolare la scala risultano un poco imprecise, il Piano di Vitullo rappresenta un valido punto di partenza, del quale è difficile fare a meno, per comprendere la sistemazione e l’estensione del vecchio abitato di Borrello .

Il 24 settembre 1925 alle ore 14:33 si verificò il Terremoto del Molise Occidentale, con epicentro ad Acquaviva d’Isernia e con una intensità dell’VIII grado della scala Mercalli. Una lieve scossa fu avvertita qualche minuto prima, mentre scosse di assestamento si susseguirono fino al giorno 7 ottobre. Contemporaneamente alla scossa tellurica, in senso ondulatorio, fu avvertito un forte rombo, ma fortunatamente non vi furono vittime umane. Tra i paesi vicini più colpiti sono indicati nella documentazione dell’epoca Isernia VII grado, Acquaviva d’Isernia VIII grado, Agnone V, San Pietro Avellana VII, Carovilli IV, Capracotta II. Nell’immediato non si ebbe la piena consapevolezza dei danni verificatisi a Borrello perché il sindaco, come del resto accadde in molti altri comuni, non dette risposta alla Circolare del Regio Ufficio Centrale di Metereologia, ma quasi certamente i danni furono simili a quelli verificatisi negli altri centri della zona: case lesionate, qualche crollo e caduta di tegole e comignoli. In seguito i danni del paese e in particolare del centro storico si rivelarono più preoccupanti tanto che il Genio Civile costruì il muro di sostegno sul lato ovest del centro antico.

Nel 1933 il Re d’Italia Vittorio Emanuele III firmava, insieme al Ministro dei Lavori Pubblici Di Crollalanza, il decreto N. 685 che ufficializzava l’inserimento di Borrello tra i comuni da trasferirsi in altra sede perché minacciati da frane. Il Regio Decreto aveva valore limitatamente alle aree indicate nella pianta allegata alla delibera del governo. Alcuni mesi dopo la firma del decreto ed esattamente il 26 settembre 1933 alle ore 04:33 un lieve rombo annunciava una disastrosa scossa tellurica di 7-10 secondi che venne indicata come il Terremoto della Maiella, il quale raggiunse il IX grado della scala Mercalli. I paesi della zona più colpiti furono: Montenerodomo con l’VIII grado; Colle di Mezzo, Castel di Sangro, Borrello, Rosello, Castel del Giudice, Gamberale con il VII grado; Quadri, Roio del Sangro, Agnone, Capracotta, Pescopennataro, Civitaluparella, Fallo e Pizzoferrarto con il VI grado. A Borrello, secondo quanto riportato dai documenti ufficiali “…..si verificarono danni considerevoli ai fabbricati …..”, tanto che due anni dopo anche la chiesa storica del paese dedicata a S. Egidio venne abbandonata a causa delle pericolose lesioni. Il 27 settembre alle 09:20 il tenente colonnello dei carabinieri di Chieti inviò al Ministero dell’Interno il telegramma N. 45966 con il seguente testo, riportato integralmente: “Si comunica che anche i comuni di Gessopalena, Casoli, Roccascalegna, Pennadomo, Palombaro, Filetto, Fara Filiorum Petri, Borrello, per il terremoto del giorno precedente hanno subito danni di qualche entità ai fabbricati, mentre altri trenta comuni hanno subito danni lievi. Lo stesso si trasmette al Ministero dei Lavori Pubblici”.

In ogni caso le preoccupazioni derivanti dal rischio sismico e più ancora dal rischio geologico furono ben poca cosa rispetto ai fatti avvenuti il 9 novembre 1943 quando i soldati tedeschi in ritirata verso la riva nord del fiume Sangro iniziarono la distruzione di Borrello, con particolare accanimento verso il centro storico del paese. Dei 214 edifici, che costituivano il centro più antico dell’abitato, 182 furono completamente distrutti, 30 di essi furono seriamente danneggiati e solo due rimasero in piedi. Con una lenta e paziente opera di ricostruzione, pur tenendo conto della sismicità della zona e della stabilità relativa al pericolo di frane dell’area, molti fabbricati sono stati ricostruiti o riparati nel corso degli anni, fino alla situazione attuale. Oggi dei 214 edifici: 94 abitazioni sono state ricostruite, 15 sono state riedificate parzialmente, altre 15 sono state ricostruite in un’altra area del paese e 90 rimangono tutt’ora distrutte (Cit. R. D’Auro). Per la descrizione di queste fasi significative per il vecchio centro abitativo del paese sono state utilizzate delle rielaborazioni originate sul Piano di Borrello disegnato da Leonzio Vitullo nel 1922 perché, anche se esso presenta alcune limitazioni, si presta meglio ad una rappresentazione di facile impatto visivo.