Passeggiata al Bosco di Montalto

13 marzo 2013Bosco_Itinerario (29)

Bosco_Itinerario (31)

 

Il percorso circoscrive il colle di Montalto, addentrandosi tra le querce e gli abeti bianchi del bosco di Montalto e del bosco Vallazzuna, per poi uscire sul piano che si allunga tra il Vallone delle Querce e il Piano del Verde, dove la vista spazia dal Monte Campo, ai Monti Pizi, alla Maiella. L’itinerario si presenta assai facile, alla portata di tutti e volendo lo si può compiere anche in automobile, ma a piedi si apprezzano maggiormente l’aria fresca, i profumi dei fiori, i colori e i rumori del bosco. Il tempo di percorrenza è di circa 2:30h/3:00h, sono consigliati: un cappello per ripararsi dal sole, una borraccia e il necessario per una colazione al sacco. L’area del Montalto e più in generale di tutto il pianoro sito sul lato est, è caratterizzata , geologicamente, da strati arenari, alternati a strati argillosi e, nel caso del Vallone delle Querce, è presente una stretta fascia di riempimento detritico che accompagna il vallone lungo tutto il suo tratto superiore: tutte caratteristiche che influenzano direttamente la vegetazione della zona. Nei secoli scorsi il Montalto era censito come Difesa in abbinamento all’area adiacente denominata Frascita (oggi Frusceto) che ai giorni nostri si chiamerebbe riserva naturale. La costituzione di questa Difesa aveva una duplice funzione che riservava la parte meno boscosa al pascolo di tutti quegli animali che a Borrello venivano impiegati nei lavori agricoli, buoi, cavalli, muli, asini, i quali in inverno non venivano condotti a svernare in luoghi meno freddi; l’area boscosa invece veniva salvaguardata e solo in casi di inverni eccezionalmente rigidi veniva concessa l’autorizzazione a legnare sul Montalto.

Uscendo dal paese di Borrello lungo la provinciale che conduce a Rosello, superate le ultime case, si devia a destra su una piccola strada interpoderale asfaltata che segue tutto l’itinerario. Il bivio è caratterizzato dalla presenza di un antico fontanile realizzato nel 1919 con pietre scalpellinate, il quale è costituito da un abbeveratoio per il bestiame e da un lavatoio per i panni. Questo manufatto nel corso degli anni si è sempre trovato alla periferia del paese, prima in piazza Dante sullo slargo davanti alla casa Di Benedetto, successivamente, quando il centro abitato si è ingrandito, è stato spostato presso la cassa D’Auro durante i primi anni 60 e infine è stato ulteriormente smontato per essere collocato nella posizione attuale. Superato a destra il campo sportivo presso il cartello della cooperativa Leoreadi, non distante dai capannoni della conigliera, la strada devia a destra passando davanti alla Casa del Pastore, una recente costruzione adibita a usi diversi, dietro la quale si trova la Fonte del Sorbo con un abbeveratoio e due bocche di acqua fresca, dove è possibile riempire le borracce; poco distante un secondo abbeveratoio necessita sicuramente di qualche intervento di manutenzione.

Oltre la curva della strada, in leggera salita, ci si addentra in una fitta cerreta che discende dalle pendici nord del Montalto. Poco oltre, sempre sulla sinistra, si stacca dalla strada interpoderale un ampio sentiero indicato con un segnale bianco/rosso e delimitato da solide macere, nome con cui localmente vengono chiamati i muri a secco che solitamente delimitano campi e mulattiere di una certa rilevanza. Questo interessante percorso, sale al Montalto costeggiandolo sul lato est e, anche se nell’occasione viene tralasciato, si consiglia di percorrerlo per alcune centinaia di metri e addentrarsi nella cerreta a sinistra, qui con un po’ di fortuna si può individuare il vecchio secolare tholos a base quadrata, realizzato nel 1908, ottimamente mantenuto fino ai giorni nostri. Tornando indietro e riprendendo la strada interpoderale asfaltata si prosegue dritto in salita, affiancati su entrambi i lati da una fitta cerreta che in autunno offre una spettacolare colorazione dove prevale il giallo/arancio. Con la successiva curva a sinistra si esce all’aperto e si inizia a percorrere il lungo lato ovest alla base del Montalto, mentre sulla destra lo sguardo viene attratto dalla particolarissima inquadratura dell’abitato di Pescopennataro, in equilibrio apparentemente precario su uno sperone roccioso che si innalza tra ripidi pendii verdi e boscosi.

Un centinaio di metri oltre l’interpoderale si accosta alla linea che segna il confine tra il comune di Borrello in Abruzzo e il comune di Sant’Angelo del Pesco nel Molise e entra nel vivo del bosco di Montalto: ci si trova circondati da poderosi abeti bianchi, querce, cerri, carpini neri, maggiociondoli e numerose altre specie di alberi. Sui lati della strada, nella carta indicata come percorso A, si può ammirare un susseguirsi di alberi diversi, che in primavera e in estate espongono infinite tonalità di verde, ma è in autunno che questo tratto di bosco sfoggia interessanti alternanze di colori che vanno dal giallo, all’arancio, al marrone, al rosso, al verde e al verde cupo. Lungo questo segmento di strada in leggera salita se si volge indietro lo sguardo, lungo la scia che la strada si è aperto tra gli alberi, si incrocia all’orizzonte l’austera mole della Maiella, in corrispondenza del solco del Vallone di Taranta al centro del quale spicca l’Altare dello Stincone; con un binocolo e se il cielo è terso si riesce a scorgere il rosso rifugio Pelino sul monte Amaro.

Il Bosco di Montalto costituisce un habitat naturale veramente singolare, sia per quanto riguarda la flora, sia per ciò che si riferisce alla fauna. Lungo tutti i sentieri, in particolare nel periodo tra aprile e giugno, abbondano numerosissime specie di fiori come la silene bianca, la malva selvatica, la vecia dolce. Nel sottobosco sono presenti numerose varietà di edera, fragole selvatiche e lamponi e vari tipi di funghi. Sugli spazi aperti e nelle ampie radure adiacenti al Montalto crescono l’origano, il crespino dei campi, la piantaggine lancinola, diverse margherite e numerosi cardi di ogni tipo e colore e in alcuni periodi particolari nella stessa area sono presenti stupende orchidee dai colori che vanno dal bianco, al giallo, al viola.

All’interno del bosco trovano rifugio numerosi animali che spaziano anche nel vicino Bosco di Vallazzuna e col sopraggiungere dei primi freddi è possibile scorgere qualche famigliola di lupi che dal Vallazzuna si spostano verso il Piano del Verde dove, superata la strada provinciale, solitamente all’alba, proseguono verso la vallata di Pilo dal clima invernale meno rigido. Il Montalto è il regno dei cinghiali i quali ogni anno vengono decimati dai cacciatori che puntualmente giungono nella zona all’apertura della caccia. Nel bosco, con un po’ di fortuna e un pizzico di pazienza, si possono scorgere anche caprioli, scoiattoli, faine, puzzole, come pure il tasso, l’istrice e il gatto selvatico.

Dopo aver costeggiato tutto il lato ovest del Montalto l’itinerario piega decisamente a sinistra coincidendo in questo punto con il confine tra il territorio di Borrello e quello molisano di Pescopennataro. Questo tratto di bosco è sicuramente tra i più interessanti dal punto di vista forestale, soprattutto per la presenza di numerosi e superbi abeti bianchi, ma si rimane sorpresi nel constatare la spregiudicatezza di un disastroso intervento ad opera dell’uomo. Il comune di Pescopennataro ha autorizzato in quest’area il taglio di numerosi grandi abeti bianchi e per portare a termine questo lavoro con mezzi meccanici è stato stravolto il terreno del sottobosco, cancellati sentieri che venivano utilizzati per la raccolta dei funghi, causato il formarsi di pantani e acquitrini e rovinato la stessa strada interpoderale del comune di Borrello, per non parlare dei danni arrecati all’habitat di molti animali del bosco. Mai avremmo immaginato, neppure lontanamente, che a distanza di quattro o cinque anni dallo scempio di questa zona del bosco di Vallazzuna, la stessa sorte sarebbe toccata al bosco di Montalto nel Comune di Borrello. L’unica differenza sta nel fatto che il Montalto è molto più piccolo del Vallazzuna e al contrario il taglio programmato per il Montalto è molto più invasivo esteso e devastante.

Non resta che proseguire, in discesa, lungo una strada quasi dritta superando lo stretto lato sud del Montalto e poco oltre, di nuovo in salita, il bosco si fa meno fitto e accanto agli abeti compaiono numerosi i cerri. Si supera il Vallone delle Querce che in questa zona scorre appunto tra grandi querce, mettendo a nudo clasti più o meno grandi, levigati dallo scorrere delle acque. Se si ha la curiosità di discendere per qualche decina di metri il vallone verso Nord, si potranno notare numerosi interventi dell’uomo con macere di sostegno degli argini realizzati nei tempi passati che ancora oggi, ricoperti di muschi, assolvono la loro funzione. Ancora qualche centinaio di metri e ci si immette nel percorso B: verso sinistra si torna direttamente in paese, mentre svoltando a destra si raggiunge uno spiazzo per il posteggio delle auto sul limitare del Bosco di Vallazzuna e da qui piegando a sinistra ci si dirige verso la contrada denominata La Nocella. Ormai fuori dal bosco presso le contrade denominate Capezze e Colle Napoletano lo sguardo spazia tutto intorno verso i paesi di Monteferrante, Roio del Sangro, Rosello, Pescopennataro, Gamberale, Pizzoferrato, Civitaluparella e verso Borrello.

Di particolare interesse per la storia della civiltà contadina risulta la zona posta sul lato destro del breve tratto che unisce il percorso B al percorso C, per la presenza, a una decina di metri dalla strada, dei resti di numerose capanne di pietra, a volte di forma circolare o quadrangolare oppure irregolare quando queste sfruttavano la conformazione del terreno appoggiandosi alle rocce affioranti. Questi manufatti rurali testimoniano l’utilizzo agricolo del territorio e l’operosità dei contadini in queste lontane contrade nelle epoche passate. Una nota degna di essere citata riguarda una di queste costruzioni conosciuta come il Casino di Pampino, un Tholos dalle mura circolari veramente possenti e la copertura di lisce, localmente chiamate chjenghe, anticamente sostenuta da travi e ora caduta. Questa costruzione avendo pressoché intatta la parte basale cilindrica potrebbe essere opportunamente ristrutturata come modello di un fabbricato rurale antico e anche come ricordo storico in quanto nel novembre 1943, quando il fronte della linea Gustav si attestava sul fiume Sangro, alcune delle tante famiglie di Borrello che si dettero alla macchia trovarono rifugio proprio nel Casino di Pampino.

Proseguendo lungo la strada, con lo sguardo rivolto in direzione di Rosello del quale si scorge la parte alta con la chiesa delle Carmelitane recentemente restaurata, l’itinerario, indicato con la lettera C, svolta a sinistra ad angolo retto e punta diritto verso il paese con alcuni ripidi saliscendi. Il percorso attraversa un pianoro dove si possono incontrare piccoli greggi di pecore e di capre, sorvegliati da attenti cani da pastore, che pascolano presso le arnie di variopinti alveari ai quali è bene non avvicinarsi eccessivamente. Sulla destra del sentiero, non distante dagli alveari, si scorge una macera grigia che tra i suoi blocchi custodisce gli interessanti resti di un tholos che mantiene la sua forma circolare pur restando inglobato nella macera, differenziandosi per questa sua caratteristica sia dal tholos del Montalto, di forma quadrata, sia dal Casino di Panfilo costruito in forma circolare su un terreno aperto.

Nell’ultimo tratto dell’itinerario C la strada scende rapidamente verso Borrello e, superato sulla destra un abbeveratoio di recente costruzione, si immette sull’interpoderale B poco prima di raggiungere le prime case dell’abitato presso il ristorante delle Cascate del Rio Verde.

 

Querceta lungo il Vallone delle Querce

Querceta lungo il Vallone delle Querce

Il bosco di Montalto al mattino

Il bosco di Montalto al mattino

Il bosco di Montalto in autunno

Il bosco di Montalto in autunno

 

Un sentiero del Montalto in Inverno (Foto Amelio Ferrari)

Un sentiero del Montalto in Inverno (Foto Amelio Ferrari)

Un sentiero del Montalto in autunno

Un sentiero del Montalto in autunno

Il bosco di Montalto presso la contrada Il Prato

Il bosco di Montalto presso la contrada Il Prato

Panorama dal Montalto verso la montagna di Roio

Panorama dal Montalto verso la montagna di Roio

Colori nel bosco di Montalto

Colori nel bosco di Montalto

L'abitato di Borrello visto dal Montalto

L’abitato di Borrello visto dal Montalto

Tholos costruito nel 1908

Tholos costruito nel 1908

Resti del Casino di pampino

Resti del Casino di pampino

Abbeveratoio e lavatoio costruito nel 1919

Abbeveratoio e lavatoio costruito nel 1919

Attività apiaria sul Montalto

Attività apiaria sul Montalto

Fiori e colori del Montalto

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