1851 – Sulla nomina di Pietro Simonetti

La documentazione di seguito trascritta si riferisce alla prposta di nomina del Cassiere Comunale di Borrello alla metà dell’’800. Questa nomina, come del resto tante altre inerenti l’Aministrazione comunale, veniva assegnata ad un membro della terna proposta dal Decurionato e di solito questa tipologia di nomina veniva utilizzata dagli aministratori per assicurare una rendita, anche se quasi sempre non particolarmente rilevante, ad uno dei membri delle famiglie più in vista del paese. Talvolta però le cose non si concludevano atttraverso una soluzione unanimemente concordata e allora si manifestavano dissapori, invidie, denunce anonime, calunnie e ricorsi alle autorità competenti che, loro malgrado, erano costrette ad affrontare e risolvere situazioni antipatiche e a trovare soluzioni e compromessi che lasciavano nelle autorità coinvolte, in questo caso il Sottointendente di Lanciano e l’Intendente di Chieti, un disagevole senso di fastidio. Una delle spiegazioni alla vicenda descritta, avvenuta nel 1851, potrebbero essere i dissidi e le diversità di opinioni verificatesi nel 1848 con i moti insurrezionali scoppiati un po’ ovunque nel :Regno delle Due Sicilie e che causarono il diffondersi di dissapori protrattisi anche negli anni immediatamente succesivi.

1851 Stanislao Fantini (6)

1851 Stanislao Fantini (5)    1851 Condotta Pietro Simonetti C

Timbri della documentazione esaminata

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Personale, Riservata
Al Signor Intendente della Provincia di Chieti
Lanciano, 4 Dicembre 1851
Signor Intendente
Non ignorava la definizione politico-morale data da questa Sottointendenza nel 1849 alla condotta del Sig. Don Pietro Simonetti di Borrello, nella qualità di Conciliatore. Ma pria di emettere il mio avviso pel di lui conto ho creduto espediente prendere più accurate informazioni. Il risultato è stato il seguente. Egli è stato altre volte Cassiere comunale e fece, siccome si annuncia, illeciti profitti. Nel 1848 si compiaceva delle innovazioni politiche del tempo e diceva che esse erano apportatrici di vantaggio. Ecco perchè io le riferiva che in lui non concorreva una buona condotta né in morale, né in politica. Ed ora aggiungo, per effetto sempre di regolari investigazioni, che lo stesso è stato proposto alla carica di Cassiere nella sola veduta di procurargli un mezzo da poter far fronte ai suoi bisogni col danno serio dell’Amministrazione comunale e degli amministrati, i quali sono tuttavia dolenti della condotta serbata dal Simonetti nelle passate gestioni. Epperò mal si avvisa il Signor Primo Tenente Don Stanislao Fantini con l’esposto che le torno.
Il Sotto Intendente C.
Note: Riscontro al foglio del 25 Novembre p. P. Si proponga alla venuta che farà il Signor Intendente.

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Al Signor Intendente della Provincia di Abruzzo Citeriore
Lanciano novembre 1851
Signore,
Il 1° tenente Don Stanislao Fantini, Comandante la Compagnia di Riserva Provinciale di Abruzzo Citeriore, espone alla di lei giustizia quanto segue. Egli ha preinteso che il di lui cognato Don Pietro Simonetti del Comune di Borrello in questa Provincia, compreso in primo luogo nella terna di Cassiere Comunale per lo esercizio del prossimo venturo triennio, sia stato irragionevolmente calunniato da’ suoi malevoli in Borrello sulla condotta politica e morale, appunto per non fargli conseguire tal carica.

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Esposto del Signo 1° Tenente Don Stanislao Fantini
Comandante della Compagnia di Riserva Provinciale dell’Abruzzo Citeriore
Al Signor Sottointendente del Distretto di Lanciano
Chieti li 24 Novembre 1851
L’Esponente interessato dal vincolo di sangue che il lega con il Simonetti e per fare che la calunnia torni al suo nulla e la verità abbia a rilucere in tutto il suo splendore, si dà l’onore di presentare allo sguardo scrutatore ed imparziale. ad un tempo del Signor Intendente delle circostanze le quali mentre possono essere tanti elementi di convinzione per l’animo non prevenuto de’ Superiori, costituiscono nel tempo stesso tante prove luminosissime della fiducia che in tempi svariati e difficili si è voluto riporre nella persona di Don Pietro Simonetti oggi per privati interessi e per mero spirito di partito caluniato e vilipeso.
Le circostanze adunque che si sono enunciate e che formano irrefragabili requisiti a pro del Simonetti stesso, sono le seguenti. 1° Fama pubblica; 2° Fu Esattore fondiario pel 1828; 3° Decurione dal 1829 al 1832; 4° Sotto Capo Urbano dal 1833 al 1839; 5° Primo Eletto dal 1840 al 1842; 6° Cassiere Comunale dal 1834 al 1836; 7° La stessa carica di Cassiere Comunale dal 1843 a tutto il 1848; 8° Finalmente sta attualmente esercitando ….. la carica di Giudice Conciliatore che gli venne conferita nello spirante del 1848 previo rigoroso scrutinio per parte di molti Magistrati, tra cui evvi il Vescovo di Trivento, l’Intendente di allora ed il Procuratore Regio.
Dal fin quì detto insomma si vede benissimo, Signor Intendente, che se il Simonetti ha riportato cattive informazioni sulla sua condotta politica e morale lo è stato unicamente per effetto di intrighi o di ricorsi de’suoi nemici occulti che in Borrello non ne mancano e l’Esponente non fa che raccomandarsi a Lei perchè sia resa giustizia al Calunniato ed il decoro alla di lui famiglia.
Stanislao Fantini 1° Tenente