1827 – Uccisione dei lupi

Nel corso del ‘600 e del ‘700 i lupi costituivano una reale minaccia per le comunità montane dell’Abruzzo e contadini e pastori davano una caccia spietata a questo animale. In occasione della uccisione di uno e ancor più di più lupi, nei piccoli paesi veniva organizzata una festa per rendere omaggio a coloro che avevano reso un gran servigio alla comunità, dalla quale gli uccisori ricevevano un sincero tributo quasi sempre concluso da un pranzo al quale tutti erano invitati a partecipare. Ai primi dell’800 il pericolo dei lupi era minaccioso essenzialmente nei confronti delle greggi che pascolavano sui monti, specie in prossimità dei boschi e a Borrello questi erano estesi e folti, dal bosco baronale di Cocco a quello demaniale del Montalto dove non era consentito il libero taglio degli alberi fino alla concreta applicazione delle leggi relativi all’eversione feudale, avvenuta nel corso dei primi decenni del 1800. Nel 1810, durante il regno di Gioacchino Murat venne emanato un decreto, il n° 643, che regolava le modalità per la caccia ai lupi e stabiliva i premi da destinarsi agli uccisori dei lupi, chiamati lupari, i quali venivano incaricati ufficialmente dal Comune. I premi consistevano in 5 ducati per una lupa, sei se era incinta, quattro ducati per un lupo maschio, due ducati per i cuccioli e un solo ducato per i piccoli ancora allattati. Si trattava di somme molto ambite che talvolta equivalevano alla metà della paga mensile di una guardia forestale e ciò contribuì non poco allo sterminio dei lupi sulle montagne abruzzesi. Nel 1815 il restaurato Regno borbonico confermò il decreto sulla caccia aumentando anche i premi dei lupari e ancora nel 1819 con la legge sulle acque e foreste la caccia ai lupi fu ulteriormente incrementata.
La corrispondenza relativa ai due lupi, un esemplare maschio e uno femmina, catturati e uccisi nel territorio del Comune di Borrello nel 1827, che intercorse tra il Sindaco, il Sottointendente di Lanciano e l’Intendente di Chieti assunse un aspetto del tutto particolare. Il Sindaco di Borrello chiedeva che venisse pagato ai cacciatori il premio stabilito per l’uccisione dei lupi, l’Intendente prendeva tempo ed era restio a farsi convincere ad autorizzare il piccolo Comune a pagare il premio, mentre il Sottointendente cercava di favorire la richiesta del Decurionato di Borrello, senza tuttavia mettersi apertamente in contrasto son il suo superiore di Chieti. L’Intendente in effetti non era propenso alla concessione del premio ai cacciatori di Borrello e in un primo tempo cercò di motivare la sua decisione sostenendo che ciò non era più contemplato dalle nuove leggi e quando la richiesta del sindaco Antonio di Francesco si fece più pressante, l’Intendente incalzò l’amministrazione comunale chiedendo la documentazione che attestasse l’incarico di cacciare i lupi dato ai cittadini in questione e le rispettive patenti per l’uso delle armi da fuoco. Da questo momento ogni corrispondenza al riguardo cessò e il premio non fu più reclamato. La ritrosia dell’Intendente provinciale derivava dal fatto che in entrambi i casi le modalità dell’uccisione aveva fatto si che i cani dei cacciatori avessero dilaniato solo le orecchie degli animali, mentre il regolamento relativo all’uccisione dei lupi prevedeva che al Comune  di Borrello fosse presentato il corpo dell’animale ucciso o quanto meno la testa, inoltre il sindaco doveva dare disposizioni affinché all’animale morto venissero tagliati gli orecchi, ciò per evitare che lo stesso animale fosse esibito più volte alle diverse locali amministrazioni comunali. In sostanza l’Intendente dubitava della corretta uccisione dei due lupi di Borrello.

1827 Borrello Intendenza 1806 1867 LUPI Intestazione

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Borrello 28 Gennaio 1827
Comune di Borrello
L’anno 1827 il dì 28 Gennaio innanzi a noi sotto scritto Sindaco si sono presentati in questo suddetto giorno Giuseppe Nicola Zocchi, Nicola Antonelli, Giuseppe di Luca e Domenico Spagnuolo, che sono quattro dei dieci civici incaricati della persecuzione de’ lupi dal Signor Intendente della Provincia, i cui ordini mi furono trasmessi per l’organo del Signor Sotto Intendente con di lui ufficio dei 31 dello scorso Dicembre n° 1807, i quali quattro civici mi hanno presentato un lupo di fresco ucciso con colpo di schioppo e tramandante tuttavia sangue. Essi dopo di avermi assicurato del sesso maschile di tal animale, mediante la mia oculare ispezione, mi han domandato di redigere all’oggetto il presente verbale e di trasmetterlo alle competenti Autorità amministrative onde conseguissero il premio dalle Leggi e dai regolamenti in vigore promesso e prescritto. Avendo voluto reciderne gli orecchi, ho trovato essere i medesimi tutti lacerati e ridotti in tanti brani dai morsi dei cani che su di esso si avventarono dopo di aver ricevuto il colpo.
Fatto in Borrello oggi suddetto giorno, mese ed anno come sopra.
Il Sindaco Antonio di Francesco

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Borrello 7 Febbraio 1827
Comune di Borrello
L’anno 1827 il dì 7 Febbraio, innanzi a noi sotto scritto Sindaco si sono presentati in questo suddetto giorno Felice Antonelli, Giuseppe Nicola Zocchi e Giuseppe di Luca, che sono tre dei dieci civici incaricati della persecuzione de’ lupi dal Signor Intendente della Provincia, i cui ordini mi furono trasmessi per l’organo del Signor Sotto Intendente con di lui ufficio dei 31 dello scorso Dicembre n° 1807, i quali tre civici mi han presentato una lupa poche ore prima uccisa ugualmente che l’altro nel dintorno di questo abitato con colpo di schioppo e tramandante tuttavia sangue. Essi dopo averci assicurato del sesso femminile di tal animale, mediante la mia oculare ispezione, mi han domandato di redigere all’oggetto il presente verbale e di trasmetterlo alle competenti autorità amministrative, onde conseguissero il premio dalle leggi e dai regolamenti  in vigore promesso e prescritto. Ho trovato che gli orecchi della medesima, non diversamente sa quelli dell’altro lupo anteriormente ucciso,  erano stati dai sopraggiunti mastini ridotti a brani ed in gran parte distaccati per cui non ho potuto, qual desiderava, farne la regolare recisione.
Fatto in Borrello oggi suddetto giorno , mese ed anno, come sopra.
Il Sindaco Antonio di Francesco

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SOTTINTENDENZA
Del Distretto di lanciano
Uffizio di Polizia N° 415
Lanciano li 12 Marzo 1827
All’intendenza di Chieti Abruzzo Citra
Signor Intendente,
in sequela dell’altra mia degli 8 corrente, ho l’onore di farle tenere i verbali  redatti dal Sindaco di Borrello per l’uccisione di due lupi, pregandola di disporre il pagamento del premio dà regolamento accordato agli uccisori e da questi reclamato.
Il Sott’Intendente
C. F. C.

Note: Bozza per la risposta dell’Intendente. Gli si risponda che la legge forestale dei 21 agosto 1826 non accorda premio agli uccisori dei lupi.

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Borrello li 2 Aprile 1827
Al Signor Sott’Intendente di Lanciano
Signor Sott’Intendente Ella con suo foglio de’ 18 dello scorso marzo, N° 446, mi trascrisse l’Uffizio del Signor Intendente relativo al chiesto premio da questi civici autorizzati, per aver uccisi due lupi, con cui egli fa conoscere di non poter disporre verun premio a pro’ degli uccisori di tali belve, poiché la Legge Forestale de’ 21 agosto 1826 non fa di ciò veruna menzione.
In replica le fo conoscere che à ben vero che la Legge novissima non ne parla espressamente, ma la M. S. (Maestà Sua) col Paragrafo 2 dell’Articolo 1° di essa Legge, si riserva di pubblicarne una nuova per la caccia e pesca e intanto vuole che restino in osservanza gli attuali stabilimenti. Dovea quindi il Signor Intendente in ordine all’oggetto in quistione disporre quanto la Legge Forestale abolita e rispetto alla caccia tuttavia in vigore ed altri stabilimenti e relative prescrizioni. Imperciocchè in tal guisa mentre si sarebbe fatto diritto alla giusta domanda di questi civici cacciatori autorizzati, sarebbero stati i medesimi, giusta lo spirito delle Leggi suddette, vieppiù riempiuti di zelo e di premura a perseguitare ed uccidere in avvenire i lupi, che cotanto nuocciono alle greggie di questi contadini, che trovandosi nella circostanza di doverle pascolare accanto e dentro i boschi.
La prego per tanto Signor Sott’Intendente, anche per parte di questi miei Amministrati Concittadini possessori di animali minuti di provocare i debiti ordini del Signor Intendente uniformemente a quanto di sopra è detto, onde diasi il dovuto premio a questi uccisori de’ due lupi, i quali si sono resi e potrebbonsi sempre più rendere benemeriti per tal riguardo a questi loro concittadini.
Il Sindaco Antonio di Francesco

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SOTTOINTENDENZA del Distretto di lanciano n° 1125
Lanciano 9 Aprile 1827
Signor Intendente
Sarà compiacente di prendere in seria considerazione quanto dal Sindaco di Borrello si deduce coll’annesso originale rapporto, che è di replica alla sua pregevolissima de’ 17 ora caduto mese, in ordine al premio domandato per l’uccisione dei due lupi e quindi manifestarmi i suoi savi risultati in proposito.
Il Sotto Intendente
C. F. C.

Note
Bozza per la risposta dell’Intendente
Si deve osservare (verificare) se i civici descritti nel verbale (gli uccisori dei lupi) furono facoltati a tale impiego e in più se hanno la patente da caccia