1844 – Epidemia dei porci

Nel corso dell”800 nelle località montane dell’Abruzzo, i contadini consumavano prevalentemente carne di maiale e quasi ogni famiglia ne possedeva uno che veniva acquistato alla fiera degli animali e veniva nutrito con gli avanzi della casa fino alla macellazione e salatura che avveniva nei mesi più freddi. In passato i maiali erano di razza nera e fornivano una carne magra e saporita, ma nel corso dell”800 pian piano furono sostituiti dai maiali di razza bianca (o rosata) i quali se preventivamente castrati ingrassavano rapidamente e abbondantemente. Il grasso di maiale era un elemento importante nell’economia familiare contadina, da esso si ricavava, oltre la carne e i suoi prodotti lavorati, innanzitutto lo strutto per la conservazione degli insaccati e per il condimento quotidiano del monotono pasto costituito quasi tutti i giorni dalla polenta e dalla pizza gialla, di granturco. Data l’importanza dell’allevamento dei maiali per le famiglie rurali, esse temevano fortemente le epidemie, come la peste suina, che frequentemente causavano la moria di molteplici capi, mettendo in crisi il delicato equilibrio alimentare dell’intera annata specie quando si trattava di superare il rigido inverno.

Sottindendeza Distretto lanciano 1825b

SOTTOINTENDENZA
Del Distretto di Lanciano
4499 – Epidemia di porci, Borrello

Lanciano 4 luglio 1844
Al Signor Intendente della Provincia di Chieti
Signore,
sulla malattia degli animali porcini manifestata in Borrello io riferii a lei che avea incaricato un dotto professore medico per definire se era contagiosa o epidemica, indicare la sorgente del male e quali i rimedi curativi. Egli vi ha corrisposto e non saprei meglio di lui fargliene la descrizione, per cui le invio originalmente il suo rapporto. Conchiudo poi che non mancherò tenerla informata del progresso o cessazione ulteriore, e per adesso non crederei doversi spedire sopra luogo il veterinario di Vasto, com’Ella suggeriva (28 luglio N. 4324) attesocchè ivi non mancano professori di capacità che possono consultarsi.
Il Sotto Intendente

_Timbro Borrello Aquila

Borrello 1 luglio 1844
Al Signor Sottointendente del Distretto di Lanciano

Signore,
la malattia che finora à fatto qui perire oltre gli ottanta porci è incontrastabilmente epidemica e non contagiosa; imperocchè à colpito individui di tale specie affatto isolati fra loro ed anche quelli appartenenti ad altri Comuni, senza il menomo sospetto quindi di contatto immediato o mediato qualunque.
Per quanto accusate e filosofiche (e sempre sulle norme della più severa etiologia patologica) fossero state le nostre investigazioni, non è stato possibile di riconoscere il preciso principio vettore dell’epidemia in discorso: esso è talora affatto incognito, ma non può nel generale considerare che in un tal quale atmosferica costituzione dell’anno atta bensì a destare malattia di genie violentemente flogistico. Infatti l’autopsia de’ cadaveri di tali animali à apporto in moltissimi una profonda infiammazione dell’intestino duodeno e di porzione del digiuno non senza risultamenti cangrenosi in alcuni e con raccolta in quelli di eccedente quantità di bile alterata; ed è apporto in pochi altri con infiammazione intensissima dei polmoni pervasi fino all’apodizzazione.
Tutti i fenomeni morbosi sono stati consoni (ragion ten.. della specie dell’animale) a tale condizione essenziale morbosa.
Si sono praticati in correlazione dei salassi, ma questi non si sono potuti istituire in tale specie di animali in modo da trarsene tant’abbondanza di sangue da soddisfare pienamente all’indicazione. Gli altri mezzi antifloggistici praticati e praticabili unicamente nei primi tempi dell’acutissimo malore neanche à potuto e potranno corrispondere al bisogno: quindi tale malattia gigante rispetto ai rimedi à menato a morte tutti detti animali fortemente attaccati.
Il bene può trarsi dalla sola profilassi. E’ stato perciò raccomandato un parco cibo agli animali sani, stalle senza stabbio, ariose e chiuse da soli cancelli; da tenersi dappresso ad acqua limpida nelle ore diurne e rimenarli di sera ai porcili senza obbligarli a moto celere che accrescendo la circolazione aumenterebbe oltremodo la sensibile traspirazione.
Tanto potevo dirle di riscontro al suo foglio del 23 maggio.
Americo Carusi

Sottindendeza Distretto lanciano 1825b

SOTTOINTENDENZA
Del Distretto di Lanciano
5297 – Sull’epizoozia dei porci in Borrello

Lanciano 22 luglio 1844
Al Signor Intendente della provincia di Chieti
Signor Intendente,
in seguito dei miei precedenti rapporti e dietro i comandi che ella mi diede (9 corrente, 2° Uffizio, N. 4499) circa la epizoozia sviluppata in Borrello negli animali neri, mi è grato annunziarle che intieramente è cessata, meno per gli adottati espedienti che per lo cangiamento dell’atmosferica costituzione, poiché quella contrada fu bonificata dalla pioggia.
Il Sotto Intendente
Gaetano Solima