1825 – Vendita delle noci

_Timbro Borrello Aquila

Borrello 13 Agosto 1825

Sig. Intendente
Approssimandosi la raccolta di quel poco prodotto delle noci, che sono sparse in dettaglio nell’ex Feudo Comunale, si compiaccia al più presto possibile di autorizzarmi di venderlo economicamente per mezzo di una candela privata
1, affinché coll’alterco se ne possa sperare un vantaggio, altrimenti avverrà come l’anno scorso, che i venti impetuosi ne fecero cadere quel poco che vi era ed i Cittadini di soppiatto se lo raccolsero.
Il Sindaco
Clemente di Luca

Note
Borrello 1825
Autorizzazione per la vendita delle noci.
1 L’asta svolta con la candela consisteva nell’accendere, appunto, una candela in un locale pubblico, solitamente quello dove si riuniva il Decurionato (Consiglio Comunale) e si attendevano le singole offerte fino allo spegnimento della fiamma all’esaurimento della cera. L’asta pubblica veniva comunicata ai cittadini nei giorni precedenti tramite l’affissione di uno scritto alla porta della sede comunale e attraverso l’emanazione di un bando per mezzo del locale banditore, dato che la maggior parte della popolazione non era in grado di leggere.