DOCUMENTI – Presentazione

I documenti sono contenuti nella sezione STORIA in ordine cronologico, mentre le nuove trascrizioni vengono indicate per un breve periodo anche nella sezione NEWS.

I documenti che vengono illustrati sono alcuni degli atti amministrativi del Comune di Borrello emessi tra il 1806 a 1867, conservati presso gli Archivi di Stato, dai quali è possibile ricavare uno spaccato della vita sociale de Paese, dei rapporti con le Istituzioni locali e con la Capitale del regno di Napoli. Non è stata presa in considerazione la documentazione relativa agli Usi Civici e alla distribuzione della terra demaniale, argomenti già ampiamente trattati nel libro “La terra dei poveri“.

Nella trascrizione dei testi dai documenti originali, eventuali errori ortografici sono stati riportati fedelmente, come pure i termini locali o i vocaboli obsoleti, mentre le parole risultate illeggibili, per cattiva calligrafia o per lo stato di conservazione del supporto cartaceo, sono state sostituite da “…..”. Quando il documento presenta delle note a margine, esse sono state riportate alla fine della trascrizione, mentre in alcuni casi la stessa viene preceduta da un testo esplicativo che meglio inquadra l’argomento del documento nel contesto sociale dell’epoca.

Per una più agevole consultazione delle trascrizioni è opportuno citare la struttura amministrativa nella quale era inserito il Comune di Borrello. Esso faceva parte del Circondario di Villa S. Maria (sede del Tribunale locale), Distretto di Lanciano (sede del Sottointendente provinciale), Provincia di Abruzzo Citeriore con capoluogo Chieti (sede dell’Intendente provinciale).

Altre utili precisazioni sono quelle relative agli Amministratori del Comune i quali, eletti in numero di dieci, formavano il Decurionato (Consiglio comunale) ed erano chiamati Decurioni. Tra costoro vi erano il Sindaco, il Primo Eletto, il Secondo Eletto, il Cancelliere, il Segretario, il Cassiere, ecc. È da notare anche che per lunghi periodi i nominativi delle cariche elettive erano abbastanza ricorrenti e ciò era dovuto al fatto che risultava difficile trovare, all’interno della comunità, persone in grado di leggere e scrivere, come veniva richiesto dalle norme che regolavano la vita amministrativa dell’epoca.

Nella gestione amministrativa della comunità di Borrello, un ruolo importante era svolto dal parroco, quale primo conciliatore nei dissidi tra i cittadini, con lo scopo di evitare se possibile il ricorso al tribunale di Villa S. Maria, nella stesura dei documenti inerenti alla situazione anagrafica e a quella dei certificati di buona condotta per i giovani sorteggiati per il servizio militare di leva.