1811 – Grano Sacramentale

_Timbro Borrello Aquila

 

Borrello li 9 Aprile 1811

Il Sindaco del Comune
Al Sig. Intendente delle Provincia

Per dovere della mia carica ed affinché non sia questo Comune di mio carico obbligato a pagare un’indebita prestazione, sono a rassegnarvi che il Signor Vicario di questa Sezione di Agnone, con suo formale avvertimento de’ tre andante, mi ha imposto di pagare a quell’Amministrazione tomoli 25 di grano, che sotto il titolo di (Grano) Sacramentale s’esigevano dalla Mensa Vescovile di Trivento, ora passata al Real Demanio.
Dovete per questo oggetto rimarcare o Signore Intendente, che si fatta prestazione non si pagava dalla Comune, ma si ripartiva sulle Anime di Communione. Il Cancelliere Comunale ne formava la lista di ripartizione, che vistata dal sindaco, si rimetteva al Vescovo, che ne incaricava una persona di sua fiducia per l’esazione. Circa 40 anni addietro un vescovo pro tempore, per evitare questa esazione in generi ed a dettaglio, progettò che in vece di tomoli 25 di grano gli si pagassero annui Docati 25 in danaro. La popolazione accettò il progetto e detta somma si ripartiva annualmente sulle sole anime di Communione, dalle quali si pagava a detta Curia. Tre anni sono, essendo venuta a voi notizia, che questi cittadini eran gravati di si fatta tassa, ne ordinò senz’altro l’abolizione.
Da quanto vi ho esposto, ravvisate bene, che detta prestazione era personale, e non già del Comune.
Vengo perciò a pregarvi di far sentire le ragioni che assistono a questa Comune, al Sig. Vicario di Agnone, che sospenda ogni atto coattivo avverso della mia persona.
Passo a riprotestarvi infine i divoti attestati di mia perfetta e sincera stima,
Francesco di Nardo (?) Sindaco

Note
Borrello. Il sindaco sul pagamento del grano dovuto alla Mensa Vescovile di Trivento.