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1815 – Fame

Nell’ottocento a Borrello la produzione del pane rappresentava un argomento serio che doveva essere previsto e programmato per tempo dal Comune. Sicuramente molte famiglie cuocevano il pane in casa e tantissime altre ricorrevano ai forni del paese, ma la gran parte della popolazione non possedeva terreni propri e molto spesso la resa agricola non era sufficiente a sfamare la propria prole per tutto l’inverno. Contemporaneamente le famiglie più benestanti, che avevano una abbondante riserva di granaglie, si contendevano l’appalto della panificazione comunale. Per i più poveri inoltre si profilava una ulteriore difficoltà poichè, non possedendo denaro contante, si trovavano costretti a dover acquistare il pane pagando con altri prodotti della terra o peggio ancora a credito, impoverendo ulteriormente. Il periodo peggiore era la primavera inoltrata, la tristemente famosa “costa di maggio”, quando erano esaurite le ultime scorte e ancora non era giunta a maturazione la produzione della nuova stagione.
Nel 1815 il Regno di Napoli usciva da un periodo storico particolarmente difficile: nel 1799 c’era stata l’occupazione francese dello Championet che aveva instaurato la Repubblica dopo la fuga del re a Palermo, poi era seguita la riconquista del Regno da parte dei Sanfedisti del cardinale Ruffo con tutte le atrocità contro coloro che avevano appoggiato i Francesi, poi di nuovo i Francesi con Giuseppe Bonaparte a cui successe Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, fucilato a Pizzo Calabro nell’autunno del 1815. Infine nel maggio del 1815 erano tornati i Borboni con l’appoggio della Santa Alleanza. In questo clima politico e storico i rapporti tra le varie Istituzioni del Regno erano guardinghi e talvolta rasentavano la diffidenza e la situazione peggiorava quando si trattava di risolvere questioni pratiche, strettamente connesse con le problematiche economiche e in particolare con il problema della fame dei più poveri. I singoli Comuni del Regno di Napoli, interpretando e prevedendo le difficoltà alimentari in base ai raccolti cercavano di tutelarsi attraverso l’Annona e la Panatica. La prima era un provvedimento legislativo che consentiva di costituire grandi riserve di cereali e la conseguente distribuzione del grano gratis o a prezzi agevolati alla popolazione. L’annona derivava il nome dalla dea Annona che nell’antica Roma era la protettrice dei magazzini del frumento e che poi venne usato per indicare gli stessi magazzini. Successivamente il termine Annona fu utilizzato per indicare la politica degli approvvigionamenti alimentari di uno stato o di un Comune. In sintesi le intenzioni del Comune di Borrello, erano volte ad impedire che il grano fosse venduto al di fuori del paese per evitare rialzi dei prezzi, carenza di grano e pericolosi tumulti popolari. La Panatica, pur essendo un termine del linguaggio della marina, consisteva in una ricca provvista di pane, distribuito gratuitamente in occasioni particolari, in grado di far fronte almeno momentaneamente alle esigenze della popolazione meno abbiente. A Borrello nelle annate difficili, da un punto di vista alimentare, la Panatica si svolgeva nei giorni delle feste di S. Antonio patrono del paese e, anche se non risolveva del tutto il problema della fame, costituiva in ogni caso un momento di sollievo per la popolazione più povera.

Un vecchio forno per la cottura del pane in casa

Un vecchio forno per la cottura del pane in casa

Molto spesso chi si aggiudicava l’esclusiva della vendita del pane imponeva prezzi eccessivi che in alcuni casi causavano turbolenti malumori da parte della popolazione meno abbiente e le autorità locali si sentivano in obbligo di vigilare e, se necessaro, intervenire per prevenire situazioni difficili. Infatti alla fine del mese di luglio del 1815 il Sottointendente di Lanciano inviò una nota all’Intendente di Chieti rassicurandolo di aver dato le dovute disposizioni affinchè nel Comune di Borrello non si speculasse sulla vendita del pane, “… onde evitare che i venditori non profittino di vantaggio sulla popolazione, arbitrariamente, vendendolo (il grano) al prezzo eccessivo di grana 28 la decima, siccome hanno finora praticato …”.

Nell’estate dell’anno 1815 il Sindaco di Borrello, Luigi Cristini, si rese conto che il raccolto del grano era stato scarso e che il conseguente rincaro del prezzo della farina avrebbe quasi sicuramente datio origine a dei movimenti di piazza, soprattutto verso la fine dell’inverno. Per cercare di prevenire tale difficoltà nella seconda metà di agosto il Sindaco si rivolse direttamente all’Intendente di Chieti, senza seguire la prassi burocratica secondo la quale il referente più diretto era il Sottointendente di Lanciano e ciò indica quanto grave fosse stimato il rischio di sommosse per fame.

Borrello 21 agosto 1815
Al Signor Intendente di Chieti
Il Sindaco di Borrello
Signore, la scarsa raccolta di grano qui avuta ed il caro prezzo di esso che corre, mi fa conoscere il bisogno di doversi formare l’Annona per la panizzazione del pane, facendo servire a tale scopo i terraggi comunali. Vengo perciò a domandare la vostra approvazione e la norma come devesi questa formare, per così occorrere ai bisogni della popolazione che potrebbe morire di fame.
Vi ricontesto gli sinceri attestati della mia predetta stima e rispetto.
Cristini Sindaco.
Appunto dell’Intendente a margine della lettera:
“Proponga al Decurionato quel che riguarda l’Annona e ne rimetta la deliberazione in duplice copia. 28 agosto 2015”.

Lettera del Sindaco di Borrello Cristini all'Intendente di Chieti

Lettera del Sindaco di Borrello Cristini all’Intendente di Chieti

Per quanto riguarda i cereali che avrebbero dovuto costituire la riserva cerealicola annonaria, il Comune di Borrello aveva la possibilità di utilizzare i terraggi comunali. Questi erano le tasse che i contadini pagavano al Comune in natura, cioè con una parte del raccolto di vari prodotti, i quali successivamente venivano venduti e il ricavato costituiva l’entità delle tasse che il Comune doveva versare all’erario. Ovviamente il Comune di Borrello, come del resto la maggior parte dei Comuni del Regno, cercava, quasi mai riuscendovi, di versare annualmente il meno possibile, chiedendo che almeno una parte delle entrate fosse utilizzata per lavori pubblici all’interno del territorio comunale. L’erario però su questo punto era intransigente in quanto era perfettamente a conoscenza del fatto che quasi sempre i terraggi venivano venduti ai possidenti del paese, spesso parenti o amici delle autorità comunali, i quali avevano denaro contante disponibile e spesso a prezzi ribassati. Anche per l’Annona il controllo della Pubblica Amministrazione era severissimo, dato che la riserva di cereali avrebbe dovuto essere prelevata dalla quota destinata all’erario. Quindi il Decurionato di Borrello, nel settembre del 1815, con l’intenzione di utilizzare completamente la riserva dei terraggi comunali destinati all’erario, propose all’Intendenza di Chieti che, qualora i terraggi si fossero rivelati insufficienti, si sarebbero potute prelevare ulteriori granaglie dai depositi cerealicoli presso le Cappelle Laicali e infine si poteva chiedere grano in prestito ai possidenti.

Borrello 10 settembre 1815
Il Sindaco del Comune alli Signori Decurioni del medesimo.
Signori, con l’invito anticipatovi vi ho fatto noto l’oggetto della vostra riunione, che qui vi replico di esser quello che riferj al Signor Intendente, di essere necessario di formarsi in questo Comune l’Annona e detto Signor Intendente si è compiaciuto riscrivermi che l’avessi proposto a voi Signori Decurioni affinchè deliberiate su detta formazione dell’Annona per assicurarsi la panizzazione in questo Comune, onde invito ha deliberare su tale necessario urgente oggetto.
Inteso da noi quanto ci ha proposto il Signor Sindaco e considerando la necessità positiva di questa Annona di grano deliberiamo che la medesima si abbia a fare per accorrere alla sussistenza di questa popolazione e detta Annona può formarsi col grano de terraggi comunali, con quello di queste laicali Cappelle e, non bastando, rateizzarsi gli possidenti di tal genere (grano) ed i facoltosi in denaro, sottoponendo sempre questa nostra deliberazione al savio discernimento del Signor Intendente e dei Consiglieri d’Intendenza e così abbiamo deliberato.
Michelangelo D’Auro, Decurione
Domenico Evangelista, Decurione
Nicola Jannamico, Decurione
Francesco Antonio Caruso, Decurione Segretario
Luigi Cristini, Sindaco
Vi è il suggello comunale

A volte il Sindaco cercava di favorire un determinato offerente, spesso senza consultarsi con gli altri Decurioni, come avvenne il 30 dicembre 1815 quando il Sindaco di Borrello, Luigi Cristini, scrisse all’Intendente della Provincia di Chieti per sottoporgli “… una offerta avanzata al Comune da parte del signor Pietro Fantini per l’appalto della Panatica …”. Tale richiesta, nel mese di gennaio 2016, venne respinta perchè alla stessa non erano state allegate le osservazione dei Decurioni, cioè del Consiglio Comunale.
Per comprendere la gravità della situazione alimentare di Borrello nella prima metà dell’ottocento, è significativa la lettera del sindaco Cristini all’Intendente provinciale di Chieti datata 19 marzo 1816; corrispondenza che nell’occasione giungeva dal Comune direttamente all’Intendente di Chieti, senza passare per la Sottointendenza di Lanciano.

Borrello 19 Marzo 1816
Al Signor Intendente della Provincia
Il Sindaco del Comune medesimo
Signore, conosco che questa mia popolazione potrebbe perire di fame se in questo Comune medesimo i possessori di grani lo vendessero ai forestieri a discapito dei propri cittadini e dei panettieri. Sarei del parere di agire affinchè la popolazione a me affidata non perisca per la mancanza del genere (il grano) il quale rimanga nel proprio Comune e sia pagato dai cittadini al prezzo che i possessori di grano lo vendono ai forestieri. Impedire la vendita (ai forestieri) in maniera che i locali (fornai) lo acquistino per panizzarlo a pro della popolazione che compra il pane al dettaglio. Se finora non ho osato di impedire che i forestieri prelevassero da quì i grani che vengono a comprare, ora ho ravvisato che facendo uscire il grano dal Comune la popolazione mia perirebbe dalla fame per non trovare a comprarlo (il pane). Mi attendo sollecito riscontro alla autorizzazione affinchè il grano non esca più dal mio Comune e la popolazione non perisca dalla fame e non dia motivo di riclamare. Vi ricontesto gli attestati di mia sincera stima ed ossequio, Luigi Cristini Sindaco.

L’inverno 1815-1816 fu terribile, poi tra il mese di aprile e il mese di maggio la situazione delle famiglie più povere divenne davvero insostenibile, tanto che il Sindaco di Borrello ritenne opportuno informare l’Intendente Provinciale di Chieti della situazione. Egli stesso fu più volte minacciato dalla popolazione nei tumulti causati dalla fame, trovandosi più volte in pericolo di vita; la situazione era delicatissima, non bastavano più i terraggi e le riserve delle Cappelle Laicali, i più ricchi erano anche disposti ad auto tassarsi pur di evitare il degenerare della situazione.

Borrello 3 aprile 1816
Il Sindaco del Comune
Al Signor Intendente della Provincia
Signore conviene da me di riferirvi lo stato infelice di questa popolazione per la mancanza de’ generi (alimentari) in modo che i più miserabili minacciano i più violenti rimedi pel loro sostentamento. Non vi è giorno che io non soffra le loro lagnanze ed io vedo già in pericolo la mia vita. L’unico riparo sarebbe di assicurare per essi la panizzazione e perciò occorrerebbero almeno cento tomoli di grano. (Prima del 1840 a Borrello erano in vigore “le misure di capacità abusive per gli aridi”, in base alle quali 1 Tomolo equivaleva a 24 Misure e 1 Misura aveva la capacità di 2,3049 litri)
Questa quantità può benissimo aversi dalle Cappelle e da alcuni proprietari possessori de’ grani ed anche con una tassa fra i cittadini. L’anticipazione potrebbe farsi dal Comune cogli avanzi (dei terraggi); ma per tutto ciò occorre la vostra autorizzazione ed io con tutto l’impegno vi prego di darla colla massima sollecitazione.
Ho l’onore di segnarmi con il solito rispetto,
Luigi Cristini Sindaco.
Appunto dell’Intendente a margine della lettera:
“Si risponda a norma degli ordini ministeriali”

Finalmente la primavera fu superata e i nuovi raccolti erano pronti, ma il Sindaco di Borrello cercò di assumere iniziative concrete per evitare di trovarsi nelle medesime difficoltà dell’anno precedente, con tumulti e minacce da parte della popolazione affamata. In particolare cercò di cautelarsi sempre attraverso l’Annona, predisponendo una scorta sufficiente di generi alimentari per il periodo invernale. Egli già dal mese di agosto mise al corrente della situazione l’Intendente di Chieti, con lo scopo primario di evitare che il grano prodotto nei campi di Borrello fosse venduto ad acquirenti forestieri..

Borrello 5 agosto 1816
Al Signor Intendente della Provincia
Il Sindaco del Comune
Signore, mi vedo a tempo di far presente a Vostra Eccellenza che in questo corrente anno sia troppo necessaria l’Annona, acciò questa mia popolazione non la vedo perire dalla fame.
Questi terraggi comunali non possono affatto bastare per l’annona, ma potrebbesi cercare altro poco grano da particolari cittadini benestanti, senza che col Decurionato andassimo trovando il grano in mora per la compra del cennato pane. Mi è parso un dovuto dovere cercare pria da Vostra Eccellenza le autorizzazioni all’uopo per riuscire a me più facile di comprare una giusta quantità di grano per l’annona.
Se poi questi stipendiati (creditori) facessero fracasso per essere loro pagati i loro stipendi (crediti) avranno la pazienza pagarli come rivendo il pane, con i loro corrispondenti ricavi.
Mi lusingo che mi terrete riscontrato coll’organo della posta.
Vi ricontesto gli umili attestati di mia discreta stima e rispetto,
Luigi Cristini, Sindaco

La situazione precipitò nei giorni seguenti la mietitura dell’estate del 1816, la quale fu veramente scarsa in tutta la regione e a Borrello giungevano numerosi forestieri a comperare il grano, causando la drastica riduzione delle scorte e un eccessivo aumento del prezzo dello stesso. Il Sindaco inviò una seconda lettera all’Intendente che era quasi una supplica.

Borrello 13 agosto 1816
Al Signor Intendente della Provincia di Chieti
Il Sindaco di questo Comune
Signore, in questo Comune a me affidato preveggo che in questo anno è necessarissimo formarsi l’Annona, senza la quale perirà la maggior parte della popolazione e a causa di qualche disordine ed eccessi che la fame potrà partorire.
Primieramente, Signor Intendente, per venire a si giusto fine, domando alla benignità vostra l’autorizzazione di non far estrarre grano da questo Comune ma comprarsi (il grano) per detto uso di Annona col danaro degli avanzi dello scorso esercizio di questo Comune; che di quelli (avanzi) di queste laicali Cappelle, come pure serviranno per Annona i grani dei terraggi a quelle sudette Cappelle e finalmente rateizzarsi i possessori di tal genere (il grano) ed i facoltosi in danaro con qualche indennità che sarete per prescrivermi.
L’affare è serio e rimarchevole e non ammette la minima dilazione perchè tutti i giorni vengono de’ forestieri a comprar grano ed a rincarare i prezzi. Mi aspetto dunque i vostri regolamenti all’uopo e le autorizzazioni per eseguirli.
Vi riprotesto i sentimenti della mia umile stima e ossequio.
Luigi Cristini Sindaco.

Da parte sua l’Intendente di Chieti, pur non fidandosi completamente dei Sindaci dei Comuni, alcuni giorni dopo dette disposizioni al Sottointendente di Lanciano affinchè vigilasse sia sulla costituzione della riserva annonaria sia sulla successiva Panatica, cioè la produzione del pane da distribuire gratuitamente alla popolazione. La Panatica fu rapidamente assegnata, tramite le tre aste con le candele, a Pietro Fantini, come già era avvenuto l’anno precedente; molto più complicato fu l’iter burocratico con le Intendenze.

Chieti 16 agosto 1816
Al Sottointendente di Lanciano.
Il Sindaco di Borrello mi fa pervenire per espresso un rapporto colla domanda dell’annona e colla richiesta di non permettersi l’estrazione de’ generi da quel Comune per farsene la compra a favore della panizzazione cogli avanzi dello scorso esercizio e con atti delle Cappelle laicali.
Chiede in fine che i grani de’ terraggi comunali e quelli delle Cappelle siano addetti alla panatica ed ogni altra quantità di grano che manca sia supplita con un ratizzo fra i proprietari e possessori de’ generi. La prego, in considerazione di siffatte richieste ed uniformemente alla Ministeriale de’ 24 luglio comunicatavi con riserva, disporre l’appalto della panatica con privativa o una conserva annonaria, col metodo prescritto tenendo presente i mezzi che proporrà il Decurionato.
Vi raccomando gli ordini corrispondenti in questo affare che è della massima importanza e vi compiacerete darmi conoscenza del risultato.
L’intendente.

Borrello 16 settembre 1816
Al Signor Intendente della Provincia
Il Sindaco del Comune di Borrello
Signore, mi fu presentata l’annessa offerta per la panatica al comodo di questa popolazione sulla quale si è accesa la prima candela e mi veggo nel dovere di domandarne l’approvazione pel prosieguo degli altri atti e se può sussistere la privativa che domanda l’offerente, come pure lo stesso Comune debba somministrare denaro per andar accaparrando grano, come si pretenda.
Vi ricontesto gli attestati della mia profonda stima
Luigi Cristini Sindaco

Borrello 29 dicembre 1816
Al Signor Intendente di Abruzzo Citeriore
Il Sindaco del Comune sudetto
Signor Intendente, l’appalto di questa pubblica panatica, per ultima aggiudicazione è rimasto a sei e mezzo a tomolo a Pietro Fantini. Lo passo alla vostra notizia affinchè vi compiaciate autorizzarmi di aprirci gli additamenti di decima e sesto.
Vi riprotesto la mia stima e giusto rispetto.
Luigi Cristini Sindaco

Borrello 27 Gernnaio 1817
Al Signor Marchese di S. Agapito Intendente di Abruzzo Citeriore
Il Sindaco del Comune suddetto
Signor Intendente, di riscontro al vostro pregevole foglio de’ 21 andante con cui mi fate sentire che essendovi stata offerta per l’appalto della panatica senza richiesta di dotazione in grano, che perciò non doveva questa accordarsi all’oblatore con incomodo del Comune e mi chiedete conto dell’esito delle due subaste, vengo a rassegnarvi che veggo giusta l’inibizione per la dotazione sudetta, ma in riguardo all’esito delle subaste vengo assicurato dal mio predecessore (il Sindaco Cristini) che egli ve ne diede immediato ragguaglio verso la fine dello spirato dicembre, senza ottenersene verun riscontro, onde proseguire gli ulteriori additamenti. Vi replico dunque che la candela definitiva si estinse a favore di Pietro Fantini col rimborso del sei e mezzo giusta l’offerta e perchè non si è ottenuta una autorizzazione per l’apertura di detti additamenti detto appalto non ancora si è conchiuso e perciò l’attendo in risposta.
Tanto debbo in … del mio dovere nell’atto che porgo a voi contestandovi la mia profonda stima e rispetto,
Romualdo Di Luca Sindaco

Un altro modo per alleviare ai poveri le difficoltà derivanti dalla penuria di grano era la Settima di pane o Pane di S. Antonio, una consuetudine in base alla quale sette tomoli di grano dei terraggi comunali, cioè delle tasse pagate in natura dai contadini, veniva panizzata e distribuita gratuitamente nel giorno della festa del patrono di Borrello. I beneficiari di questa Panatica erano solitamente i cittadini più deboli: bambini, vedove, orfani, mendicanti e indigenti di vario livello. Questa tradizione aveva avuto inizio in tempi antichi quando venne effettuato un lascito al Comune di sette tomoli appunto per scopi umanitari verso la popolazione più bisognosa.

Borrello 16 gennaio 1816
Al Signor Intendente della Provincia di Chieti
Il Sindaco del Comune di Borrello
Signore, per antica tradizione sembra sia praticato nel giorno della festività del nostro Comprotettore S. Antonio da Padova di questo Comune, di farsi la Settima in pane, prendendosi tomoli sette di grano dalla massa dei terraggi comunali e dispensarsi a’ pupilli, vedove, orfani e mendici più indigenti e ciò in forza d’un pio legato lasciato a questo Comune per abbantico col cennato peso, come la stessa immemorabile tradizione vi ho manifestato. La settima in pane ab immemorabile anno per anno si è fatta in questo Comune senza interruzione, eccetto di soli due anni indietro, che’ il passato governo lo vietò.
Signor Intendente, la panariosa corrente e la seguente annata e la miseria che regna in questo infelice Comune, fervidamente mi stimo la apprezzar per uso la vostra pietà, affinchè vi benignaste; atteso la loro e mia preghiera di ripristinare si lodevole pio atto di carità, di permettermi di farlo in tal giorno la prelodata settimana a suffragio dei poveri ed orfani indigenti, con rilevare dal terraggio comunale i citati tomoli sette di grano, per farne tal caritatevole uso.
Sono sicuro che la pietà delle vostre visc… vi farà annuire alla divota mia domanda.
Vi ricontesto gli umili e sinceri attestati della mia profonda stima e rispetto.
Luigi Cristini, Sindaco

Borrello 12 febbraio 1816
Il Sindaco di Borrello ai Decurioni di questo Comune
Signori, vi ho in questa casa comunale riuniti per farvi sapere d’aver supplicato il Sig. Intendente di permetterci la solita dispensazione di tomoli sette di grano de’ terraggi ridotti in pane per farsi la settimana a pro de’ veri poveri. Il prelodato Signor Intendente con suo venerato foglio del 27 caduto gennaio si è compiaciuto rispondermi quanto segue. Proponete al Decurionato quanto mi significate col rapporto del 16 (gennaio) cadente circa la dispensazione del grano in tomola sette de’ terraggi comunali e quando il medesimo annuisce motivatamente alla vostra proposta l’eseguirete e farete eseguire a pro de’ veri poveri a qual effetto doversi nella deputazione, eligenda dal Decurionato stesso, comprendere eziandio il parroco. Perciò v’invito signori Decurioni a deliberare.
Inteso da noi quanto ci è stato proposto dal Signor Sindaco e quanto contiene la citata prelodata lettera del Signor Intendente: considerando che un tale pio e religioso atto, sempre praticato in questo Comune nel giorno della festività del nostro conprotettore S. Antonio da Padova, e come ab immemorabile abbiansi inteso che in questo dì dispensavasi a pro poveri e bisognosi la settima in pane e ciò in forza di pio legato lasciato a questo Comune col medesimo peso, la quale scrupolosamente l’ha eseguito senza veruna interruzione, eccetto di due anni indietro, che gli venne proibito dalla passata occupazione militare, onde stante ciò ci sembra giusto annuire al progetto fatto dal Signor Sindaco al lodato Signor Intendente di ripristinarsi questo umano e religioso atto di carità verso i poveri bisognosi e specialmente in questo penuriosissimo anno, che afflige tutti, quindi deliberiamo eligersi una deputazione per la panizzazione e distribuzione di questa Settima a rifocillazione de’ veri poveri e bisognosi in questa giornata della festività di S. Antonio, per cui eligemo per deputati a tal uopo il Signor Sindaco, il Signor Primo Eletto ed il Signor Parroco.
Così unanimemente abbiamo deliberato e risoluto:
Domenico Evangelista, Decurione
Francesco Antonio Caruso, Decurione
Michelangelo D’Auro, Decurione
Nicola Jannamico, Decurione
Carlo Di Luca, Decurione
Vincenzo Elisio, Decurione
Luigi Cristini, Sindaco
Vi è il suggello comunale

Lanciano 23 marzo 1818
Sottintendenza del Distretto di Lanciano
Ufficina dell’Interno
Num. 783
Al Signor Intendente della Provincia di Chieti
Signor Intendente, il Sindaco di Borrello dimanda l’autorizzazione per avvalersi di tomoli sette di grano dei terraggi comunali e secondo il solito serbarlo per farsene pane e distribuirsi a poveri nel giorno dei 13 Giugno venturo, in cui si celebra colà la festa di S. Antonio di Padua.
Compiaciasi dunque rispondere alla domanda in questione.
Il Sottointendente

Appunto dell’Intendente a margine della lettera.:
“Ai 27 marzo 1818, Si approvi …”. 

Appunto del Sottointendente di Lanciano per il Sindaco di Borrello

Appunto del Sottointendente di Lanciano per il Sindaco di Borrello

Borrello, giornata della cultura, 18 agosto 2007

Giornata Cultura 2007 (1)Il 18 agosto 2007 si è svolta a Borrello la Giornata della Cultura, organizzata dal Sindaco Giovanni Ferrari, con il patrocinio della Provincia di Chieti e della Comunità Montana Medio Sangro. Nell’ambito di un progetto pluriennale, per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, questo primo incontro ha messo insieme coloro che hanno contribuito a far conoscere diversi aspetti della cultura di Borrello e del suo territorio, attraverso i loro scritti, le loro opere di storia, letteratura e arte, frutto di passione, impegno, attaccamento alla propria terra e alle proprie radici. L’obiettivo di questa iniziativa è la salvaguardia della memoria storica e dell’identità culturale di una comunità, anche se piccola, per evitare di disperdere un ricco patrimonio storico culturale pervenutoci da un lungo passato e destinato a costituire la base dei valori per le generazioni future. Dopo l’intervento del Sindaco che ha aperto i lavori e l’interessante esposizione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Abruzzo Franco Caramanico, il prof. Emiliano Giancristoforo, chairman della giornata, ha condotto tutto il convegno con competenza, passione e simpatia, mostrandosi attento osservatore e vero conoscitore della storia e della cultura abruzzese.

Giornata Cultura 2007 (5)

Angelo Ferrari

Angelo Ferrari ha illustrato il libro Feudi prenormanni tra Abruzzo e Molise, edito a Trento nel 2007 da Editrice Uniservice. Il libro narra le vicende storiche che si svolsero alla fine del primo millennio, sul territorio posto tra l’Abruzzo e il Molise, tra le valli del medio corso del fiume Sangro e i monti dell’alto Trigno, le racconta con lo sguardo rivolto ai feudi che in questa area svolsero un ruolo di primo piano. I Borrello, sempre calati nella realtà storica, si muovono con disinvoltura e spesso con spregiudicatezza tra signorie e contee, tra rocche e monasteri, tra intricati rapporti di parentela, vincoli feudali e rude pragmatismo al servizio delle famiglie dominanti. Diversamente questi feudatari abruzzesi diventano esitanti e impacciati quando le loro ambizioni li proiettano in situazioni di ampio respiro, italiano o europeo, quasi che il loro territorio montuoso, aspro e selvaggio, impedisse loro un orizzonte sufficientemente aperto da mostrare in tutta la sua ampiezza la complessità delle situazioni politiche del momento.

Giornata Cultura 2007 (15)Pietro Di Luca ha illustrato  La Guerra su Borrello 1943-1944, edito a Lanciano nel 1993, che a cinquant’anni dalla distruzione del paese ad opera dei reparti nazisti in ritirata a nord del fiume Sangro rievoca quei tristi avvenimenti con puntuali citazioni delle fonti provenienti dall’Archivio di stato di Chieti e con riferimenti ai racconti dei concittadini che vissero in prima persona, come l’autore, le tristi esperienze di quegli anni. Il libro si divide sostanzialmente in due parti che riguardano specificamente la distruzione e la ricostruzione di Borrello; le vicende descritte dall’autore, che all’epoca visse undicenne quelle terribili esperienze, sono state inquadrate in un contesto più ampio della storia di Borrello e della media valle del fiume Sangro e collocate nel giusto ruolo all’interno di collegamenti con la più ampia storia nazionale.

Giornata Cultura 2007 (7)

Riccardo D’Auro

Riccardo D’Auro in un lungo intervento ha esposto minuziose considerazioni su tre interessanti libri: IX novembre 1943 la distruzione di Borrello, edito nel 1997 a Pescara da SIGRAF; Tornano le rondini, memoria sulla ricostruzione in Abruzzo, edito a Pescara nel 2001 da SIGRAF; La speranza nell’ignoto, pagine sull’emigrazione da Borrello verso il nuovo mondo, editore SIGRF, Pescara 2006. Nel primo libro l’autore, prendendo spunto dal diario del padre e rielaborandone con chiarezza concetti e contenuti, descrive minuziosamente i 45 giorni che dal 12 ottobre 1943 al 25 novembre dello stesso anno videro l’occupazione tedesca di Borrello, la sua distruzione e il tempo della macchia vissuto da tutti i suoi abitanti. Nel secondo libro vengono raccontati gli anni dal 1944 al 1959 che furono cruciali per la liberazione di Borrello, la febbrile opera di ricostruzione delle abitazioni, delle strade, degli edifici pubblici e delle attività sociali. Purtroppo non fu così per tutti come l’autore racconta nel terzo libro presentato quando parla delle moltissime persone di Borrello che andarono ad ingrossare le già folte schiere di emigranti principalmente verso l’Argentina e gli Stati Uniti D’America. Nel testo viene riportata anche la lista degli emigranti di Borrello prelevato dal Quaderno di Giovanni Di Fiore Elenco nominativo dei Cittadini di Borrello dal 1890 al 1900, seguita da schede personali dei singoli emigranti.

Simona Spagnuolo ha proiettato numerosi documenti descrivendo in modo particolareggiato gli elaborati relativi alla ricostruzione grafica del centro storico di Borrello prima della sua totale distruzione.

Giornata Cultura 2007 (6)

Raffaello d’Auro

Raffaello D’Auro ha raccontato con una simpatica e chiara esposizione i suoi disegni storici su borrello, con particolari riferimenti agli antichi scorci del centro storico prima della distruzione, al periodo della ricostruzione e infine agli anni della grande migrazione verso le Americhe con partenza da napoli

Giornata Cultura 2007 (8)

Valentina Ferrari

Valentina Ferrari ha illustrato alcuni aspetti salienti della tesi di laurea presentata a dicembre 2006 alla Università La sapienza di Roma dal titolo La Comunità Montana medio Sangro, caratteri e progettualità di un territorio da valorizzare. Particolare attenzione è stata posta nel sottolineare importanti argomenti quali le caratteristiche peculiari del territorio, quelle relative alla popolazione: densità, distribuzione, indice di invecchiamento oltre alle problematiche relative alla viabilità e alle comunicazioni. Interessanti sono state anche le proposte di nuova progettualità come l’utilizzo delle case non abitate per la microricettività, il ripristino dei sentieri contadini quali itinerari turistico culturali, gli impianti di mini turbine nel Sangro per la produzione di energia elettrica e il collegamento idrico per trasferire eventuali eccedenze di acqua potabile da Borrello al comune di Quadri.

Giornata Cultura 2007 (9)

Nino D’Auro

Nino D’Auro ha rievocato i Ricordi di Cleto, scritto da Cleto Bordoni e stampato a Asola nel 2000, un breve ma interessante opuscolo sulle vacanze borrellane di un giovane che dal mantovano trascorreva le vacanze estive a Borrello presso i nonni materni. Il periodo è quello del decennio che precede gli anni del secondo conflitto mondiale durante il quale vengono descritti i personaggi familiari, gli amici, i paesani con i loro problemi, i contadini e la loro vita fino all’arrivo dei tedeschi nel 1943, alla distruzione di Borrello e la macchia.

Giornata Cultura 2007 (10)

Antonino Di luca

Antonino Di Luca ha parlato del suo premiato libro I figli della guerra, vicende vissute, stampato a Roma nel 2000, che inserisce in modo efficace la storia in chiave biografica di Antonio Di Luca nella storia più generale, con particolare riferimento al periodo della prima e della seconda guerra mondiale. Il personaggio di Antonio, chiamato il mutilato in seguito alle vicende della prima guerra mondiale che lo videro protagonista, consente all’autore di illustrare la vita sociale dell’epoca in un piccolo centro montano della valle del Sangro con continui riferimenti ad eventi di respiro nazionale.

Giornata Cultura 2007 (11)

Gianpietro Di Nardo

Gianpietro Di Nardo ha presentato La via del sale, i miei ricordi, stampato ad Atri nel 2007, un libro che racconta in chiave autobiografica la vita della propria famiglia con interessanti episodi di vita quotidiana.

Donato Di Luca, Blando Palmieri e Marino Di Nillo hanno ricordato e recitato poesie in dialetto borrellano scritte nel corso degli anni da Michele Di Nillo, Blando Palmieri e Umberto Colacelli.

Bartolomeo Schirone ha introdotto il delicato tema della tutela dell’ambiente con interessanti cenni alla salvaguardia della vegetazione e in particolare delle specie autoctone e della fauna fluviale quale principale indicatore biologico dell’area interessata dal torrente Verde.

Giornata Cultura 2007 (13)

Bartolomeo Schirone e Amelio Ferrari

Amelio Ferrari, riguardo alla Riserva Naturale Cascate del Rio Verde, ha riassunto le iniziative portate a termine negli ultimi anni dall’attuale amministrazione comunale e quelle in corso di realizzazione, con cenni alle strategie future. In particolare sono state segnalate le opere volte alla sicurezza dei visitatori, con recinzioni, steccati di protezione e illuminazione, alla salvaguardia delle acque della Riserva con la costruzione di sbarramenti per impedire alle auto di guadare il Verde, alla migliorata fruibilità degli edifici situati nell’area protetta in particolare per i corsi di formazione e i laboratori biologici per le scuole, alla installazione della sbarra all’entrata che, impedendo alle auto di transitare nell’area della Riserva, consente di fruire a piedi in modo più appropriato delle bellezze di un’area naturalistica di notevole interesse.

RECENSIONI

20 agosto 2007 BORRELLO CITTÀ DELLA CULTURA E PONTE CON L’ARGENTINA BORRELLO SI PREPARA A DIVENTARE LA ‘CITTA’ DELLA CULTURA’ DELLA VAL DI SANGRO CON IL RADUNO, NEL 2008, DEGLI SCRITTORI DELL’INTERO TERRITORIO SANGRINO. IL SINDACO GIOVANNI FERRARI HA ANNUNCIATO, INOLTRE, UN PONTE DI SOLIDARIETA’ TRA BORRELLO E L’ARGENTINA DOVE VIVONO MOLTI CONTERRANEI. ………… Presente l’assessore regionale all’Ambiente Franco Caramanico.Il convegno, promosso dal Comune di Borrello e patrocinato dalla Provincia di Chieti e dalla Comunita’ Montana Medio Sangro zona R Quadri, e’ nato da una idea del primo cittadino che con questo gesto ha voluto dire ‘grazie’ agli scrittori ,soprattutto borrellani, che con la loro opera divulgativa hanno dedicato una decina di libri ad una piccola comunità con una grande storia iniziata nell’Anno Mille. ‘Questa prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’ e’ stata un successo inatteso di pubblico e di consensi, dall’incontro sono emersi spunti nuovi ed entusiasmanti’. Dunque, la seconda edizione, quella del prossimo anno, si presenta già carica di novità:’ Nel 2008-spiega Ferrari- parteciperanno gli scrittori dei Comuni della Val di Sangro che racconteranno il territorio da un punto di vista naturalistico, culturale e storico. Ma un altro obiettivo importante di questa amministrazione sarà la creazione di un ponte di solidarieta’ tra Borrello e l’Argentina dove vivono molti nostri conterranei emigrati nel dopoguerra’. Il sindaco Giovanni Ferrari, infatti, si recherà presto in Argentina per incontrare la comunità borrellana d’oltreoceano. Inoltre, tra gli obiettivi futuri del sindaco Giovanni Ferrari, c’e’ la creazione di una ‘via dei tartufi’, pregiato tubero che a Borrello vanta una lunga tradizione. Hanno partecipato alla prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’ lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali ha raccontato uno spaccato di storia di Borrello: Eugenio MaranzanoRiccardo D’Auro, Antonino Di Luca , Pietro di Luca, Angelo Ferrari, Giampietro Di Nardo, Nino D’Auro. Presentata anche l’opera dello scomparsoUmberto Colacelli. Testimonianze e letture di poesie a cura di Angelo e Amelio FerrariSimona Spagnuolo, Raffaello D’Auro, Valentina Ferrari (che ha illustrato la sua tesi di laurea sulla Comunità Montana Medio Sangro), Donato Di Luca, Blando Palmieri, Bartolomeo Schirone, docente dell’università della Tuscia di Viterbo con la quale il comune di Borrello ha stipulato una convenzione per consulenze scientifiche. …….

Giornata Cultura 2007 (2)

Giovanni ferrari

16 agosto 2007 DIECI LIBRI E OTTO SCRITTORI TEATINI PER RACCONTARE BORRELLO ‘Incontriamoci a Borrello’ convegno letterario in programma sabato 18 agosto 2007 ore 9.30 ostello comunale Cascate del Verde. L’incontro, voluto dal sindaco di Borrello Giovanni Ferrari, e’ organizzato dal Comune di Borrello, dall’amministrazione provinciale di Chieti e dalla Comunita’ Montana Medio Sangro Zona R Quadri. ………. Raccontare la storia di Borrello, comune in provincia di Chieti guidato dal sindaco Giovanni Ferrari, in dieci libri e otto scrittori di origine teatina. Ricostruire la storia di un borgo di 400 abitanti dagli albori ai tempi moderni. E’ quanto accadra’ nel corso del convegno letterario:’ Incontriamoci a Borrello’ che si svolgera’ sabato 18 agosto 2007 …….. L’incontro, organizzato dal Comune di Borrello col patrocinio della Provincia di Chieti e della Comunita’ Montana Medio Sangro Zona R Quadri, e’ stato voluto dal sindaco di Borrello Giovanni Ferrari che spiega:’ Con questa iniziativa ho voluto dire grazie a coloro che amano la nostra terra la cui storia rimarra’ per sempre viva attraverso i loro scritti. Conservare la memoria storica e l’identita’ culturale di una comunita’ significa non disperdere l’enorme patrimonio lasciatoci dai nostri padri per consegnarlo integro ai nostri figli, in modo che abbiano un futuro radicato in valori solidi’. Il Comune di Borrello ha organizzato tale iniziativa nell’ambito di un progetto pluriennale di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Si tratta del primo di una serie di incontri culturali con la comunita’ abruzzese per far conoscere anche all’estero l’attaccamento di questo popolo alle proprie radici. Al convegno partecipano: Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti; Franco Caramanico, assessore regionale all’Ambiente; Panfilo Di Silvio, assessore provinciale alla Cultura; lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali racconta uno spaccato di storia di Borrello: Eugenio Maranzano, autore di ‘Borrello tra i vicini comuni della Val di Sangro- notizie storiche sul millennio al tramonto; Riccardo D’Auro, autore di ‘La speranza nell’ignoto’, ‘Tornano le rondini’ e ‘Anniversario della guerra’; Antonino Di Luca autore di ‘I figli della guerra’; Pietro di Luca, autore di ‘La guerra su Borrello’; Angelo Ferrari, autore di ‘Feudi prenormanni dei Borrello’; Giampietro Di Nardo, autore de ‘La via del sale’ e le opere degli scrittori, scomparsi di recente, Umberto Colacelli (‘Voci del cuore’) e Nino D’Auro (‘I ricordi di Cleto’). Seguiranno proiezioni di documenti fotografici, testimonianze e letture di poesie a cura di Angelo e Amelio Ferrari, Simona Spagnuolo, Raffaello D’Auro, Valentina Ferrari (che esporra’ la sua tesi di laurea sulla Comunita’ Montana Medio Sangro), Donato Di Luca, Blando Palmieri, Bartolomeo Schirone, docente dell’universita’ della Tuscia di Viterbo con la quale il comune di Borrello ha stipulato una convenzione per consulenze scientifiche.

Giornata Cultura 2007 (4)20 agosto 2007 BORRELLO ‘CAPITALE DELLA CULTURA’ DELLA VAL DI SANGRO ………. ‘Il 4 novembre 1918 arriva finalmente la tanto attesa notizia della fine della guerra con la vittoria dell’Italia. Anche a Borrello, come nelle altre localita’ d’Italia, e’ festa e si vive una giornata indimenticabile; il suono delle campane a distesa quasi contemporaneamente nei piccoli borghi della Vallata del Sangro e dei monti circostanti si diffonde nell’aria come un dolce, commovente concerto che affratella e aiuta e aiuta a dimenticare, sia pure per un attimo le brutture della guerra e le tristezze della vita’. Sono stralci di ‘vicende vissute’ tratti da ‘I figli della guerra’ il libro di Antonino Di Luca, classe 1928. Sono i ricordi di guerra di un borrellano impressi in un volume premiato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2000 che si impreziosisce della prefazione di Remo Gaspari. Di Luca e’ uno degli otto scrittori del teatino che hanno partecipato alla prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’, manifestazione ideata dal sindaco Giovanni Ferrari e svoltasi nelle sale dell’ostello comunale Le Cascate del Verde a Borrello, provincia di Chieti. Presente l’assessore regionale all’Ambiente Franco Caramanico.Il convegno, promosso dal Comune di Borrello e patrocinato dalla Provincia di Chieti e dalla Comunita’ Montana Medio Sangro zona R Quadri, e’ nato da una idea del primo cittadino che con questo gesto ha voluto dire ‘grazie’ agli scrittori ,soprattutto borrellani, che con la loro opera divulgativa hanno dedicato una decina di libri ad una piccola comunita’ con una grande storia iniziata nell’Anno Mille. ‘Questa prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’ e’ stata un successo inatteso di pubblico e di consensi, dall’incontro sono emersi spunti nuovi ed entusiasmanti’. Per Borrello e’ l’inizio di una nuova era culturale. Dal 2008, infatti, tutti gli scrittori della Val di Sangro si raduneranno a Borrello per raccontare delle guerre, per programmare lo sviluppo culturale e turistico di una valle rigogliosa troppo spesso dimenticata dalle istituzioni. Dunque, la seconda edizione, quella del prossimo anno, si presenta gia’ carica di novita’:’ Nel 2008-spiega Ferrari- parteciperanno gli scrittori dei Comuni della Val di Sangro che racconteranno il territorio da un punto di vista naturalistico, culturale e storico. Ma un altro obiettivo importante di questa amministrazione sara’ la creazione di un ponte di solidarieta’ tra Borrello e l’Argentina dove vivono molti nostri conterranei emigrati nel dopoguerra’. Il sindaco Giovanni Ferrari, infatti, si rechera’ presto in Argentina per incontrare la comunita’ borrellana d’oltreoceano. ……… Hanno partecipato alla prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’ lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali ha raccontato uno spaccato di storia di Borrello:Eugenio Maranzano, Riccardo D’Auro, Antonino Di Luca , Pietro di Luca, Angelo Ferrari, Giampietro Di Nardo, Nino D’Auro. Presentata anche l’opera dello scomparso Umberto Colacelli. Testimonianze e letture di poesie a cura di Angelo e Amelio Ferrari, Simona Spagnuolo, Raffaello D’Auro, Valentina Ferrari (che ha illustrato la sua tesi di laurea sulla Comunita’ Montana Medio Sangro), Donato Di Luca, Blando Palmieri,Bartolomeo Schirone, docente dell’universita’ della Tuscia di Viterbo con la quale il comune di Borrello ha stipulato una convenzione per consulenze scientifiche. ……….. autore: cin. cord.

Giornata Cultura 2007 (3)20 agosto 2007 NEL 2008 BORRELLO DIVENTERà LA CITTà DELLA CULTURA DELLA VAL DI SANGRO CON IL RADUNO DI TUTTI GLI SCRITTORI SANGRINI Borrello, borgo di 400 anime nel teatino, dal 2008 diventera’ la capitale della cultura della Val di Sangro. Lo ha annunciato il sindaco Giovanni Ferrari, durante il convegno letterario ‘Incontriamoci a Borrello’ svoltosi nelle sale dell’ostello comunale Le Cascate del Verde a Borrello, provincia di Chieti. Presente l’assessore regionale all’AmbienteFranco Caramanico. Il convegno, promosso dal Comune di Borrello e patrocinato dalla Provincia di Chieti e dalla Comunita’ Montana Medio Sangro zona R Quadri, e’ nato da una idea del primo cittadino che con questo gesto ha voluto dire ‘grazie’ agli scrittori ,soprattutto borrellani, che con la loro opera divulgativa hanno dedicato una decina di libri ad una piccola comunita’ con una grande storia iniziata nell’Anno Mille. ‘Questa prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’ e’ stata un successo inatteso di pubblico e di consensi, dall’incontro sono emersi spunti nuovi ed entusiasmanti’. Dunque, la seconda edizione, quella del prossimo anno, si presenta gia’ carica di novita’: ‘Nel 2008 – spiega Ferrari – parteciperanno gli scrittori dei Comuni della Val di Sangro che racconteranno il territorio da un punto di vista naturalistico, culturale e storico. Ma un altro obiettivo importante di questa amministrazione sara’ la creazione di un ponte di solidarieta’ tra Borrello e l’Argentina dove vivono molti nostri conterranei emigrati nel dopoguerra’. Il sindaco Giovanni Ferrari, infatti, si rechera’ presto in Argentina per incontrare la comunita’ borrellana d’oltreoceano. Inoltre, tra gli obiettivi futuri del sindaco Giovanni Ferrari, c’e’ la creazione di una ‘via dei tartufi’, pregiato tubero che a Borrello vanta una lunga tradizione. Hanno partecipato alla prima edizione di ‘Incontriamoci a Borrello’ lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali ha raccontato uno spaccato di storia di Borrello: Eugenio Maranzano, Riccardo D’Auro, Antonino Di Luca , Pietro di Luca, Angelo Ferrari, Giampietro Di Nardo, Nino D’Auro. Presentata anche l’opera dello scomparsoUmberto Colacelli. Testimonianze e letture di poesie a cura di Angelo e Amelio Ferrari, Simona Spagnuolo, Raffaello D’Auro, Valentina Ferrari (che ha illustrato la sua tesi di laurea sulla Comunita’ Montana Medio Sangro), Donato Di Luca, Blando Palmieri, Bartolomeo Schirone, docente dell’universita’ della Tuscia di Viterbo con la quale il comune di Borrello ha stipulato una convenzione per consulenze scientifiche. Infine, nell’ambito delle attivita’ sportive previste per questo anno, il comune di Borrello, da oggi e per una settimana, ospita gli allievi calciatori della serie C2 della polisportiva Val di Sangro. Pubblicato da Radiopixel

Giornata Cultura 2007 (14)

Amelio ferrari

14 agosto 2007 DIECI LIBRI E OTTO SCRITTORI TEATINI PER RACCONTARE BORRELLO ……. Raccontare la storia di Borrello, comune in provincia di Chieti guidato dal sindaco Giovanni Ferrari, in dieci libri e otto scrittori di origine teatina. ……… E’ quanto accadra’ nel corso del convegno letterario:’ Incontriamoci a Borrello’ che si svolgera’ sabato 18 agosto 2007 dalle ore 9.30 alle ore 20 nella sede dell’ostello comunale ‘Le cascate del Verde’. L’incontro, organizzato dal Comune di Borrello col patrocinio della Provincia di Chieti e della Comunita’ Montana Medio Sangro Zona R Quadri, e’ stato voluto dal sindaco di Borrello Giovanni Ferrari che spiega:’ Con questa iniziativa ho voluto dire grazie a coloro che amano la nostra terra la cui storia rimarra’ per sempre viva attraverso i loro scritti. Conservare la memoria storica e l’identita’ culturale di una comunita’ significa non disperdere l’enorme patrimonio lasciatoci dai nostri padri per consegnarlo integro ai nostri figli, in modo che abbiano un futuro radicato in valori solidi’. Il Comune di Borrello ha organizzato tale iniziativa nell’ambito di un progetto pluriennale di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Si tratta del primo di una serie di incontri culturali con la comunita’ abruzzese per far conoscere anche all’estero l’attaccamento di questo popolo alle proprie radici. Al convegno partecipano: Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti; Franco Caramanico, assessore regionale all’Ambiente; Panfilo Di Silvio, assessore provinciale alla Cultura; lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali racconta uno spaccato di storia di Borrello: Eugenio Maranzano, autore di ‘Borrello tra i vicini comuni della Val di Sangro- notizie storiche sul millennio al tramonto; Riccardo D’Auro, autore di ‘La speranza nell’ignoto’, ‘Tornano le rondini’ e ‘Anniversario della guerra’; Antonino Di Luca autore di ‘I figli della guerra’; Pietro di Luca, autore di ‘La guerra su Borrello’; Angelo Ferrari, autore di ‘Feudi prenormanni dei Borrello’; Giampietro Di Nardo, autore de ‘La via del sale’ e le opere degli scrittori, scomparsi di recente, Umberto Colacelli (‘Voci del cuore’) e Nino D’Auro (‘I ricordi di Cleto’). Seguiranno proiezioni di documenti fotografici, testimonianze e letture di poesie a cura di Angelo e Amelio Ferrari, Simona Spagnuolo, Raffaello D’Auro, Valentina Ferrari (che esporra’ la sua tesi di laurea sulla Comunita’ Montana Medio Sangro), Donato Di Luca, Blando Palmieri, Bartolomeo Schirone, docente dell’universita’ della Tuscia di Viterbo con la quale il comune di Borrello ha stipulato una convenzione per consulenze scientifiche. (aise)

Giornata Cultura 2007 (12)17 agosto 2007 DIECI LIBRI PER RACCONTARE BORRELLO, DOMANI CONVEGNO LETTERARIO (ASTRA) – 17 ago – Borrello (Ch) – Si terrà domani, dalle 9.30 alle 20 all’ostello comunale Cascate del Verde, il convegno letterario “Incontriamoci a Borrello”. L’incontro e’ organizzato dal Comune di Borrello, dall’amministrazione provinciale di Chieti e dalla Comunita’ Montana Medio Sangro Zona R Quadri. Raccontare la storia di Borrello in dieci libri e otto scrittori di origine teatina. Ricostruire la storia di un borgo di 400 abitanti, in Val di Sangro, dagli albori ai tempi moderni. E’ quanto accadra’ nel corso del convegno letterario di domani. Il Comune di Borrello ha organizzato tale iniziativa nell’ambito di un progetto pluriennale di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Si tratta del primo di una serie di incontri culturali con la comunita’ abruzzese per far conoscere anche all’estero l’attaccamento di questo popolo alle proprie radici. Al convegno partecipano: Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti; Franco Caramanico, assessore regionale all’Ambiente; Panfilo Di Silvio, assessore provinciale alla Cultura; lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali racconta uno spaccato di storia di Borrello.

16 ottobre 2008 8 SCRITTORI ABRUZZESI RACCONTANO BORRELLO Le prime notizie dell’antica ‘Civitas Burrelli’, oggi Borrello, risalgono intorno all’anno Mille. Raccontare la storia di Borrello, comune in provincia di Chieti guidato dal sindacoGiovanni Ferrari, in dieci libri e otto scrittori di origine teatina. Ricostruire la storia di un borgo di 400 abitanti in Val di Sangro, dagli albori ai tempi moderni. E’ quanto accadra’ nel corso del convegno letterario:’ Incontriamoci a Borrello’ che si svolgera’ sabato 18 agosto 2007 dalle ore 9.30 alle ore 20 nella sede dell’ostello comunale ‘Le cascate del Verde’. L’incontro, organizzato dal Comune di Borrello col patrocinio della Provincia di Chieti e della Comunita’ Montana Medio Sangro Zona R Quadri, e’ stato voluto dal sindaco di Borrello Giovanni Ferrari che spiega:’ Con questa iniziativa ho voluto dire grazie a coloro che amano la nostra terra la cui storia rimarra’ per sempre viva attraverso i loro scritti. Conservare la memoria storica e l’identita’ culturale di una comunita’ significa non disperdere l’enorme patrimonio lasciatoci dai nostri padri per consegnarlo integro ai nostri figli, in modo che abbiano un futuro radicato in valori solidi’. Il Comune di Borrello ha organizzato tale iniziativa nell’ambito di un progetto pluriennale di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Si tratta del primo di una serie di incontri culturali con la comunita’ abruzzese per far conoscere anche all’estero l’attaccamento di questo popolo alle proprie radici. Al convegno partecipano: Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti; Franco Caramanico, assessore regionale all’Ambiente; Panfilo Di Silvio, assessore provinciale alla Cultura; lo storico abruzzese Emiliano Giancristofaro e alcuni degli autori dei dieci libri, ognuno dei quali racconta uno spaccato di storia di Borrello: Eugenio Maranzano, autore di ‘Borrello tra i vicini comuni della Val di Sangro- notizie storiche sul millennio al tramonto; Riccardo D’Auro, autore di ‘La speranza nell’ignoto’, ‘Tornano le rondini’ e ‘Anniversario della guerra’; Antonino Di Luca autore di ‘I figli della guerra’;Pietro di Luca, autore di ‘La guerra su Borrello’; Angelo Ferrari, autore di ‘Feudi prenormanni dei Borrello’; Giampietro Di Nardo, autore de ‘La via del sale’ e le opere degli scrittori Umberto Colacelli (‘Voci del cuore’) e Nino D’Auro (‘I ricordi di Cleto’). Seguiranno proiezioni di documenti fotografici, testimonianze e letture di poesie a cura di Angelo e Amelio FerrariSimona Spagnuolo, Raffaello D’Auro, Valentina Ferrari (che esporra’ la sua tesi di laurea sulla Comunita’ Montana Medio Sangro), Donato Di Luca, Blando Palmieri, Bartolomeo Schirone, docente dell’universita’ della Tuscia di Viterbo con la quale il comune di Borrello ha stipulato una convenzione per consulenze scientifiche. autore: redazione, id: 3328

Libri su Borrello, in ordine cronologico

SURIENZE – Risorse idriche e territorio nell’Abruzzo Montano

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SurienzeSurienze Indice

 

IL FIUME VERDE TRA ABRUZZO E MOLISELibri Verde

Autori: Angelo Ferrari, Andrea Di Somma, Valentina Ferrari; Editore: VALMAR, Roma, 2011; pp.137

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Il titolo iniziale di questo opuscolo avrebbe dovuto essere Le Cascate del Verde, ma e apparso subito estremamente riduttivo in confronto allo spazio dedicato all’intero percorso del fiume Verde, descritto e fotografato in diverse stagioni dalla sorgente, in territorio molisano, fino alla confluenza nel fiume Sangro in Abruzzo. Il corso del fiume è stato considerato sotto tre aspetti diversificati: il corso superiore che dai Laghi dell’Anitra, nel territorio di Pescopennataro, giunge fino al confine tra i comuni di Rosello e Borrello; il corso delle cascate che comprende anche il tratto del Piano del Verde con i grandi salti all’interno della riserva naturale di Borrello; infine il tratto di fiume dalle cascate al Sangro. Il lavoro è essenzialmente fotografico in quanto vuole essere un invito a visitare il territorio descritto e in particolare la riserva naturale delle Cascate del Verde.  A questo riguardo si consiglia vivamente di non avventurarsi, senza l’esperienza adeguata e l’attrezzatura idonea, lungo le scivolose pareti attraverso le quali le acque precipitano per oltre 200 metri. É preferibile percorrere i sentieri messi in sicurezza all’interno della riserva che comunque offrono di continuo al visitatore viste e panorami sorprendenti.

Libri MacchiaBORRELLO I LUOGHI DELLA MACCHIA

Autori: Riccardo D’Auro e Pietro Di Luca; Editore: Tipolitografia Editrice SIGRAF, Pescara, 2010; pp.211

Il libro affronta l’aspetto più traumatico degli anni della seconda guerra mondiale nella valle del Sangro e precisamente nel comune di Borrello. Le attente analisi degli autori e il contributo puntuale e commovente dei protagonisti di quegli eventi terribili conferiscono agli argomenti trattati, oltre al valore storico, una importante valenza sotto l’aspetto della testimonianza della solidarietà umana. La storia spesso viene descritta per grandi eventi, per grandi personaggi, per grandi periodi, al contrario li libro della macchia focalizza la situazione di un piccolo paese tra le montagne, di una piccola comunità e di un periodo che, anche se storicamente brevissimo, rappresentò un evento traumatico che i cittadini di Borrello avrebbero portato nell’animo per decenni.

Contenuto del libro: Presentazione, Marisa D’Auro, 7, Prefazione, Riccardo D’Auro e Pietro Di Luca, 9, PARTE I, La situazione generale e la “propria macchia”, Riccardo D’Auro, 11, PARTE II, I luoghi dello sfollamento, Pietro Di Luca, 41, PARTE III, Le testimonianze, 51,   – Cleto Bordoni, 67   – Blando Palmieri, 71   – Angela Marfisi Palmieri, 77   – Franco Tiberio, 81   – Nino D’Auro, 85   – Desdemona Casarano Palmieri, 89   – Ines Palmieri Schirone, 103   – Gianna Simonetti Di Nunzio, 111   – Raffaello D’Auro, 117   – Lucia Di Nardo, 125   – Luisa De laurentis, 127   – Luciano Palmieri, 131   – Carmelita Vitullo Pacella, 135   – Nello Spicciolato, 139   – Gianpietro Di Nardo, 143   – Carmelita Di Nillo Di Nardo, 149   – Domenicuccia Annecchini Di Luca, 153   – Vincenzo Di Nunzio, 157 PARTE IV, Conclusione, Riccardo D’Auro, 51 Appendice, 183, Le immagini, 189

Libri VocabolarioRACCOLTA DI VOCI DEL DIALETTO DI BORRELLO

Autore: Gaetano D’Auro; Editore: Borrello, 2009; pp.200

L’autore si è cimentato con successo su un terreno difficile come quello del dialetto che, nel caso trattato, presenta la complessità di una vera e propria lingua. Oltre alla elencazione dei lemmi il testo è stato arricchito con numerosi aneddoti, proverbi, citazioni, racconti e situazioni che tolgono al libro la noiosità del ritmico susseguirsi dei termini per conferirgli la preziosità della saggezza, delle riflessioni, della comunicativa. Un altro aspetto fondamentale del testo è rappresentato dal fatto che esso costituisce il primo tentativo di un certo rilievo di illustrare dettagliatamente e di fissare sulla carta stampata il dialetto di Borrello che, parlato da un sempre più ristretto numero di persone, rischia di finire nel dimenticatoio e ciò sarebbe una grave perdita sotto il profilo storico culturale per il paese.

Contenuto del libro: - Presentazione, Eugenio Maranzano, 7, - Nota introduttiva dell’autore, 9, - Per iniziare: brevi avvertenze di grafia e fonologia, 11, - Abbreviazioni, 11, - Bburriéllë, 13, - Tièmpë Passatë (poesia), 15, - Repertorio dei vocaboli, 17, - Proverbi e modi di dire, 179, - Contrade e località (con carta geografica dell’IGM), 197, - Riferimenti bibliografici, 200

Libri Terra_PoveriLA TERRA DEI POVERI – La piccola proprietà terriera a Borrello in Abruzzo

Autore: Angelo Ferrari; Editore: Editrice Autori Inediti, ISBN 978-88-95300-72-6, Napoli, 2009; pp.209

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Il libro cerca di ricostruire le vicende che per più di mezzo secolo accompagnarono l’eversione feudale e la distribuzione della terra nel comune di Borrello, con particolare riferimento alle iniziative della pubblica amministrazione e dei singoli cittadini, con cenni alle tecniche di lavorazione dei campi, ai prodotti raccolti e alla vita quotidiana dei protagonisti. Per quanto riguarda il quadro storico nazionale, del Regno di Napoli prima e poi del Regno d’Italia, vengono presentati dei brevissimi cenni riferiti alla situazione storica generale, eccetto che per gli avvenimenti del 1799. Infatti nel capitolo relativo all’occupazione francese del Regno di Napoli la narrazione diventa particolareggiata, quasi una cronaca, per mostrare il modo in cui una vallata quasi isolata come quella del medio corso del fiume Sangro possa aver subito le conseguenze, talvolta anche spietate, di guerre, di politiche e rivolgimenti sociali che venivano decisi altrove, ma che investivano con tutta la loro drammaticità le contrade più remote. Il libro ha anche lo scopo di esporre i fatti di cui si resero protagonisti i contadini, i poveri, le persone più in vista e le autorità cittadine di Borrello nel lungo processo di trasferimento della terra demaniale ai privati, con il fine di conoscere il mondo della civiltà contadina di un piccolo centro dell’Abruzzo montano. Nello specifico caso del Comune di Borrello i soggetti protagonisti furono essenzialmente tre. In primo luogo il Consiglio Comunale che, guidato da sindaci capaci, seppe portare avanti con costanza e determinazione una contesa che si protrasse per più di sessanta anni. I Baroni Mascitelli, possessori del feudo di Borrello, i quali sfruttarono ogni possibilità giuridica che permettesse di ritardare, e spesso ci riuscirono, la piena applicazione della legge sull’Eversione Feudale nel territorio di Borrello. Il terzo soggetto era costituito dai numerosi contadini, quelli più poveri, i senza terra che aspiravano a divenire coloni di quelle terre che la nuova legge avrebbe reso disponibili. Dalla documentazione esaminata viene alla luce una realtà molto articolata all’interno della quale gli amministratori dovevano tenere conto di diversi aspetti che caratterizzavano i terreni oggetto delle leggi sull’eversione feudale. Nel comune di Borrello esistevano ampie zone che formavano l’insieme delle Terre Demaniali del Comune, vi erano poi le Terre Feudali concesse al barone feudatario e le Terre Burgensatiche, cioè personali del barone, infine vi erano le Terre Patronali dei piccoli proprietari. Nei documenti vengono indicate anche le Terre Incolte, termine riferito a tutte le terre di qualsiasi tipo che per varie ragioni non venivano messe a coltura; c’erano poi le Terre Sparse, cioè gli appezzamenti del demanio comunale che erano sparse in quasi tutte le contrade del paese; con il termine Terre Intersparse vennero indicate, limitatamente a singole circostanza, quelle porzioni demaniali che erano ubicate tra gli appezzamenti coltivati dai privati e quando queste terre vennero aggregate ai limitrofi fondi privati vennero chiamate Terre Aggiunte; in ultimo vengono menzionate le Terre Occupate, denominazione che veniva riferita ad alcune terre comunali che, durante le fasi di assegnazioni, erano state occupate dai contadini che le coltivavano abusivamente.

Contenuto del libro:   1. Presentazione, 5,   2. Introduzione, 9,   3. L’occupazione francese della valle del Sangro, le uccisioni dei cittadini di Borrello ad Altino, 17, - Contrasti tra baroni e potere centrale, 17, - Il Regno di Napoli nel 1798, 21, - Il quadro storico e politico 1798-1799, 25, - Il massacro di Altino, 22 febbraio 1799, 32, - Considerazioni sul massacro di Altino, 36,   4. Avvio delle riforme nel 1800, 47,   5. Le terre del demanio comunale nell’’800, 57,   6. La Terra del Piano del Verde e della Difesa  Frascita e Montalto, 69,   7. La Terra del Feudo di Pilo e San Martino, 95,   8. Le Terre Sparse e le Terre Aggiunte, 139,   9. Le Terre Occupate, 159, 10. Le terre di Borrello nella contesa tra  il Comune e il Barone Mascitelli, 167, 11. Conclusione, 193, 12. Indice dei  nomi, 199, 13. Indice delle illustrazioni, 205, 14. Fonti e bibliografia, 207

Libri Borrello_TinariBORRELLO millenovecento – millenovecentocinquanta

Autori Vari; Editore: Casa Editrice Tinari, ISBN 978-88-88138-21-3, Villamagna (CH), 2008; pp.222

Il libro è stato presentato in occasione dell’inaugurazione della vecchia distilleria Evangelista come nuovo centro direzionale della riserva naturale Cascate del Verde. Durante la manifestazione è stata anche inaugurata la Vetrina della Riserva e la mostra documentaria Borrello 1900 – 1950.

Contenuto del libro: Saluto del Sindaco Giovanni Ferrari, 7, Archivi e storia, Miria Ciarma, 9, La distilleria, Guglielmo Palmieri, 11, La distilleria A. Evangelista a Borrello, Giuseppe Tinari, 19, Verso una nuova identità. Borrello nel secondo dopoguerra, Lucia Serafini, 25, Catalogo della mostra: Notaio Antonino De Lucia di Borrello 1900 – 1901, 43, Esiti della leva dal 1900 al 1937, 61, Conti e bilanci dal 1900 al 1946, 97, Tasse comunali, 117, Il bosco comunale di Borrello, 131, Consolidamento del centro abitato e lavori pubblici, 139, La vita amministrativa, 189, Elezioni del 1946 e del 1951, 217

Libri Di Nardo Gianpietro RIDLA VIA DEL SALE (I miei ricordi)

Autore: Gianpietro Di Nardo, Editore: —–, Tipolitografia Punto Stampa, Atri e Pineto, 2007; pp. 158

Il libro, in chiave autobiografica è dedicato alle giovani generazioni e narra della vita che si svolgeva a Borrello, con la sua storia più recente, la sua gente, le sue tradizioni incluso i termini dialettali.

Contenuto del libro: Prefazione. Nota dell’autore. Gli studi. Fame e malattia. Le famiglie. Nostalgia. La casa. Scuola carceraria. Impegni politici e amministrativi. Gli Amori. Il ricordo di compagni scomparsi. Articoli. Comunicazione ai cittadini di Muccia

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Libri Ferrari Feudi RIDFEUDI PRENORMANNI DEI BORRELLO TRA ABRUZZO E MOILISE

Autore: Angelo Ferrari; Editore: Editrice UNI Service, ISBN 978-88-6178-001-9, Trento, 2007; pp.267

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Il libro narra la storia della potente famiglia feudale dei Borrello dalla nascita poco prima dell’anno 1000 fino alla loro fusione nella nuova nobiltà normanna intorno al 1200. Le vicende storiche che si svolsero alla fine del primo millennio, sul territorio posto tra l’Abruzzo e il Molise, tra le valli del medio corso del fiume Sangro e i monti dell’alto Trigno, sono trattate con lo sguardo rivolto ai feudi che in questa area svolsero un ruolo di primo piano. Piccoli feudatari rivali, sempre calati nella realtà storica, si muovono con disinvoltura e spesso con spregiudicatezza tra signorie e contee, tra rocche e monasteri, tra intricati rapporti di parentela, vincoli feudali e rude pragmatismo al servizio delle famiglie dominanti. Diversamente i protagonisti diventano esitanti e impacciati quando le loro ambizioni li proiettano in situazioni di ampio respiro, italiano o europeo, quasi che il loro territorio montuoso, aspro e selvaggio, impedisse loro un orizzonte sufficientemente aperto da mostrare in tutta la sua ampiezza la complessità delle situazioni politiche del momento.

Contenuto del libro: Presentazione. Prefazione. 1.    Introduzione, 2.    I feudi tra il medio Sangro e l’alto Trigno (976-1026), 3.    Le signorie dei Borrello tra Pandolfo di Capua e Guaimario di Salerno (1026–1039), 4.    Incursioni lungo il fiume Sangro (1040–1046), 5.    I feudi dei Borrello tra Normanni e papato (1046–1060), 6.    L’invasione della Terra Borrellense, le spedizioni militari (1061–1068), 7.    Le donazioni religiose (1057–1084), 8.    L’intesa fra i Normanni e il papa: il sacrificio dei Borrello, le ultime donazioni (1068–1100), 9.    Il cardinale Oderisio di Sangro (1100–1139). 10.    La rivolta antinormanna di Mario Borrello (1155–1160). Appendici: 11.    La Terra Borrellense nel Catalogus Baronum, 12.    La vita quotidiana nella Terra Borrellense, 13.    Albero genealogico dei Borrello, 14.    Cronologia, 15.    Indice dei luoghi religiosi, 16.    Indice dei  personaggi. 17.    Indice delle località, 18.    Indice dei toponimi delle carte della Terra Borrellense, 19.    Indice delle illustrazioni, 20.    Fonti e bibliografia.

Libri Dauro Emigrazione RIDLA SPERANZA DELL’IGNOTO - Pagine sull’emigrazione da Borrello verso il nuovo mondo

Autore: Riccardo D’Auro; Editore: —–, Tipografia SIGRAF, Pescara, 2006; pp. 133

L’autore descrive la situazione storica, economica e sociale  dell’Italia e in particolare meridione che  dette origine sin dal ’800 al fenomeno migratorio; subito dopo vengono descritte le due nazioni che ospitarono la maggior parte degli emigranti di Borrello e cioè l’Argentina  e gli Stati Uniti d’America. L’emigrazione viene esaminata in diversi periodi storici che a partire dalla metà dell”800, passando per i primi decenni del secolo scorso e il ventennio fascista, giunge fino agli anni ’60. Interessante è l’inserimento nel testo  e l’esame del Quaderno di Giovanni di Fiore datato 1978 intitolato “Elenco nominativo dei cittadini di Borrello dal 1890-1900 che io ho conosciuto personalmente e che ora sono morti o emigrati all’estero”. Infine vengono presentate alcune schede significative di alcuni emigranti di Borrello in vari paesi.

Contenuto del libro: Prefazione. Capitolo I: Considerazioni generali; L’Argentina; Gli Statu Uniti d’America; Il punto della situazione; L’emigrazione durante il ventennio fascista; I ritorni; La guerra; Il secondo dopoguerra; Il censimento degli emigrati; Le schede; Conclusione. Capitolo II: Il censimento. Capitolo III: Le schede; Ringraziamenti; Iconografia; Appendice; Bibliografia.

Libri Vale Tesi 2 ridLA COMUNITA’ MONTANA MEDIO SANGRO Caratteri e progettualità di un territorio da valorizzare

Autore: Valentina Ferrari; Editore: —–, Tesi di Laurea, Roma, 2006; pp. 116

L’argomento della tesi, sostenuta presso l’università La sapienza di Roma, descrive la Comunità Montana della media valle del fiume Sangro e in particolare il comune di Borrello. In particolare è stato analizzato il territorio e la potenziale progettualità e infine sono state indicate alcune proposte concrete per integrare i progetti realizzati e in corso d’opera.

Contenuto della tesi: INTRODUZIONE.  1. I CARATTERI AMBIENTALI, 1.1 Introduzione, 1.2 Geomorfologia, 1.3 Caratteri climatici, 1.4 Idrografia, 1.5 Evidenze ambientali, 1.5.1 Il Parco Nazionale della Maiella, 1.5.2 La Riserva naturale Abetina di Rosello, 1.5.3 La Riserva naturale Cascate del Verde. 2. L’EVOLUZIONE STORICA. 3. LE DINAMICHE DEMOGRAFICHE: 3.1 Evoluzione storica della popolazione, 3.2 Struttura della popolazione per sesso e classi di età, 3.3 Distribuzione della popolazione. 4. LE ATTIVITA’ ECONOMICHE: 4.1 Agricoltura e allevamento, 4.2 L’industria, 4.3 Viabilità e comunicazioni,             4.4 I servizi alla popolazione, 4.5 Il turismo. 5. IL PATRIMONIO STORICO-CULTURALE: 5.1 Natura e cultura materiale, 5.2 Tradizioni e feste popolari, 5.3 Abilità artigianali, 5.4 Prodotti tipici e gastronomia. 6. PROGETTUALITA’ E PROPOSTE: 6.1  I Progetti della Comunità Montana, 6.2  I progetti regionali, nazionali ed europei, 6.3  Alcune proposte  per la Comunità Montana. BIBLIOGRAFIA.

Libri Dauro Atti RIDDISTRUZIONE E RICOSTRUZIONE DEI COMUNI  DELLA SPONDA DESTRA DEL CORSO MEDIO-ALTO DEL SANGRO

Autore: a cura di Riccardo D’Auro; Editore: —-, Tipografia SIGRAF, Pescara, 2005; pp. 102

E’ un dibattito storico culturale, condotto da Donato di Luca, tenutosi a Borrello ad agosto del 2003 con interventi specifici di: Giovanni Di Nunzio, presidente dell’associazione culturale La Fonte; Gaetano Di Iorio, sindaco di Borrello; Mauro Febbo, Presidente della Provincia di Chieti; Marisa d’Auro; Umberto Dante, Presidente dell’Istituto Abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia Contemporanea; Marcello Benegiamo dell’Istituto Abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia Contemporanea, Riccardo D’Auro; Sabatino Di Carlo, Presidente della Comunità Montana Medio Sangro, Raffaello D’Auro; Antonino Di Luca; Maria Grazia D’Auro; Blando Palmieri;

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Libri Dauro Rondini RID

TORNANO LE RONDINI

Autore: Riccardo D’Auro; Editore: —–, Tipografia SIGRAF, Pescara, 2001; pp. 294

L’autore espone una grande quantità di notizie, informazioni, dati tecnici relativamente al periodo della ricostruzione di Borrello seguita alla dolorosa distruzione del paese nel 1943 ad opera dell’esercito tedesco nel corso del secondo conflitto mondiale. Il libro affronta il problema della rinascita sotto diversi aspetti: quello dell’immediato ripristino delle abitazioni in vista dell’inverno, della sistemazione delle strade, degli edifici pubblici e religiosi, della ricostituzione dei servizi pubblici e soprattutto quelli dedicate alle attività sociali come l’asilo e la scuola. Non ,mancano significativi accenni alla rinascita sociale della popolazione come la apertura del primo bar della zona, centro di incontri e di svago.

Contenuto del libro: Presentazione. Premessa. Cap. I: Giugno -dicembre 1944. Sei mesi nella terra di nessuno, lotta per la sopravvivenza. Cap. II: Il 1945. Provvedimenti per la ricostruzione, appalto dei primi lavori. Cap. III: Il 1946. Appalti di opere pubbliche, piani di ricostruzione, ripresa dei riti familiari. CAP. IV: Il 1947. Lavori ferroviari, progetto idroelettrico, il nuovo bar. CAP. V: Il 1948. Borrello e la motorizzazione: le autolinee. CAP. VI: Il 1949. Bilancio positivo della ricostruzione, prime emigrazioni in sud America. CAP. VII: Conclusione. La seconda fase della ricostruzione. Bibliografia. Indice dei nomi. Indice dei luoghi.

Libri Colacelli RIDVOCI DEL CUORE

Autore: Umberto Colacelli, Editore: —–, Tipografia San Giorgio, Agnone, 2001; pp. 46

Raccolta di poesie del maestro Umberto Colacelli,  per anni maestro elementare a Borrello,scritti durante la sua vita scolastica; dedicate alla famiglia, agli alunni, agli amici, alla natura, al paesaggio.

Contenuto del libro: Dedica. Prefazione. Giudizi espressi da un amico. Ad un nostro angelo. Buona notte mamma. A mio figlio. Borrello mio. Il pastorello e il sole. Il pescatore. La partita a lu cafè. Il sogno del contadino. Vecchio autunno. La preghiera dello scolaro. Bimbi e fiori. Il sospiro dell’emigrato. Un figlio al suo papà.

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Libri Di Luca Antonino RID

I FIGLI DELLA GUERRA (Vicende vissute)

Autore: Antonino Di Luca, Editore: —–, Fotocomposizione e stampa: Creative Graphic & Press di Grassini Marcello, Roma, 2000; pp. 287

Il libro, premiato per la narrativa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, racconta in chiave autobiografica la vita di Antonio Di Luca chiamato il mutilato e della sua famiglia a partire dal 1914, anno di inizio della prima guerra mondiale. Il protagonista Antonio Di Luca, reduce invalido del conflitto appena concluso, tra innumerevoli difficoltà cerca di tornare ad una esistenza quanto più possibile normale, riacquista l’autonomia fisica anche se con una evidente protesi, incontra persone amiche, intelligenti e comprensive, costituisce una famiglia e, insieme alla moglie Maddalena, cresce con attenzione i suoi quattro figli. L’esposizione, seguendo le vicende familiari, si collega in modo agevole e chiaro al quadro nazionale del periodo del primo dopoguerra, all’avvento del fascismo e ai conseguenti cambiamenti anche nella valle del Sangro, fino al secondo conflitto mondiale, alla distruzione di Borrello, al periodo della macchia e alla ricostruzione del paese, per terminare con la scomparsa di Antonio Di Luca chiamato con orgoglio il mutilato nel 1966.

Il libro si compone dei seguenti argomenti: Presentazione, di remo Gaspari. Profilo dell’autore. Prefazione. PARTE PRIMA: Introduzione, La partenza per il fronte, Vita di trincea, Dia sostituisce Cadorna, Il sacrificio, L,’armistizio e l’assestamento dell’Europa; Vita d’ospedale; La vita ricomincia; L’incontro, Ritorno in ospedale. PARTE SECONDA: Il primo dopoguerra in Italia -la situazione a Borrello-; Ritorno in ospedale e nuove vicende; Vita di regime; La soffiata; La sartoria di Maddalena; La scuola del parroco; Le guerre di Spagna e d’Africa; Tonino in convitto; Natale in paese. PARTE TERZA: Ritorno in convitto; Le vacanze estive; Le marachelle di Cesare; La seconda guerra mondiale (prodromi); L’Italia entra in guerra; Il piano “Leone marino”; La situazione dell’esercito italiano; Le meritate vacanze estive; La guerra in Africa orientale; La fine dell’impero italiano d’Etiopia. PARTE QUARTA: La guerra contro la Grecia -la conquista di Creta-; La guerra sul mare; La guerra di Russia -Operazione Barbarossa-; La battaglia di Mosca; La battaglia di Harkov; La partecipazione dell’Italia; La battaglia di Nikolajevka; La guerra tra Stati Uniti e Giappone -Pearl Harbour-; La politica di Roosevelt; I successi Giapponesi; La rivincita di Mac Arthur. PARTE QUINTA: Anni roventi; La guerra in Africa settentrionale -Primi successi italo tedeschi-; L’offensiva di Montgomery e il declino di Rommel; Rommel vince a Kasserine, poi abbandonata; Fine delle ostilità in Tunisia, in Russia si continua; La situazione in Italia; L’invasione della Sicilia; La caduta di Mussolini; L’Italia sotto i bombardamenti e tentativi di armistizio; L’armistizio, la fuga del re e del governo Badoglio; La liberazione di Mussolini. PARTE SESTA: Il dramma di Borrello; La libertà per i due falchi; Borrello terra bruciata; La macchia; Fine della macchia, verso la ricostruzione. PARTE SETTIMA: I primi patrioti; Ancora vittime; Ricordi maledetti; La pincera (fornace); La liberazione dell’Abruzzo; Tonino e Arnaldo tornano in convitto. PARTE OTTAVA: Uccisione di Mussolini; Hitler suicida, la Germania capitola; La ripresa, i primi governi democratici; Tonino all’università; Nuova vita di convitto per Tonino; I programmi di Tonino,Cesare si sposa; Tonino cambia convitto;  Tonino sfugge alla morte; Arnaldo trova lavoro e si sposa; Tonino si laurea, entra al lavoro e si sposa; Vita di ministero; La scomparsa di Antonio il mutilato. Bibliografia.

Libri Cleto RIDI RICORDI DI CLETO

Autore: Cleto Bordoni; Editore: —–, Tipografia Campanini & Carrara, Asola, 2000; pp. 39

Racconti dell’infanzia e della gioventù che Cleto trascorreva a Borrello durante i mesi estivi tra il 1922 e il 1944, toccando vari argomenti: dal paesaggio alla vita sociale, dai personaggi più singolari alla vita contadina, fino alla distruzione di Borrello nel 1943. I capitoli del libro: Presentazione, Viaggio a Borrello, Quel lontano suono di Campane, Questo era Borrello, La battaglia del grano, Beatitudine, Zio Riccardo, Zio Americo, Coletta, Zia Cristina, Darsi alla macchia, Tra le macerie si torna a sperare, Ritorno a Borrello.

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Libri Maranzano Eugenio rid

BORRELLO Tra i vicini comuni della Val di Sangro

Autore: Eugenio Maranzano; Editore: Mario Ianieri Editore, Casoli, 1998; pp. 384

Opera interessantissima, di ampio respiro che esamina ad una latitudine e ad una profondità significative molti aspetti della cultura, della vita sociale, del lavoro, delle opere, del mondo contadino, del paesaggio, del costruito e delle attività umane della storia di Borrello e del suo territorio. L’Autore copre un arco di tempo che spazia dal periodo italico fino alla nostra epoca citando, analizzando e commentando preziosissime quanto rare fonti di diversi archivi storici, esponendo un accurato e paziente lavoro di interpretazione frutto di lunghi periodi trascorsi ad esaminare le fonti più diverse sparse un po’ ovunque nell’Italia centrale e meridionale. Il linguaggio, sempre raffinato e attento nel descrivere le situazioni più delicate, risulta costantemente chiaro e centra ad ogni vicenda narrata l’obiettivo di dipingere la realtà del comune di Borrello sempre contornata dalla storia più ampia dei popoli e delle regioni circostanti. Si tratta del lavoro più interessante sulla storia locale di Borrello e certamente rimarrà tale per lungo tempo, un libro frutto di anni di lavoro, di passione e di pazienza, da leggere e da rileggere per trovarvi sempre nuovi spunti e diversi angoli per osservare la realtà storica che viene approfondita, analizzata, sfaccettata in ogni minimo aspetto delle vicende del territorio, dell’uomo e della sua lotta per aspirare ad una vita sempre migliore.

Contenuto dellibro: - Prefazione. PARTE PRIMA I – Borrello e le terre del Sannio pentro e caraceno Borrello: l’antica Civitas Burrelli – Alcuni ritrovamenti archeologici a Borrello nei paesi vicini. Nel Sannio del nord – Dalle tribù dei Pentri e dei Caraceni ai Romani, ai Longobardi, ai Normanni. II – Borrello e gli altri comuni della valle, oggi – Società, economia, speranze. III – I “Figli di Borrello” tra machiavellismi, guerre, religione. Discendenza, territori, fondazioni e donazioni dei Figli di Borrello. L’angoscia per la fine del mondo. I Borrello all’assalto dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno. Borrello II si trasferisce a Civitas Burrelli – I Borrello oltre il Sangro e oltre   l’Aventino – La conquista …delle terre di S. Vincenzo al Volturno. L’altalena politica dei Borrello, la loro forza, i loro confini – La terra Borrellense o Burrellesca. Decadenza dei Borrello a vassalli della Contea di Molise e del Regno di Sicilia. Il prestigio di alcuni discendenti dei Borrello. San Randuisio, monaco di Montecassino, figlio di Borrello II. Oderisio di Sangro Cardinale e abate di Montecassino. I Borrello alle crociate. Oderisio, soprannominato Borrello, fonda il monastero di San Pietro Avellana. La società, l’ambiente, la terra. IV – Dopo l’annessione della Terra Burrellensis al regno di Sicilia – Gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi. I nuovi feudatari dopo l’annessione al Regno di Sicilia. Jacopo e Antonio Caldora, grandi condottieri tra Angioini e Aragonesi. Alcune riforme aragonesi – La tassazione dei Fuochi. Quadro comparativo di undici numerazioni dei Fuochi  tra il 1447 e il 1737. I cognomi degli abitanti di Pizzoferrato, Gamberale, Montenerodomo, Civita Luparella e quadri nella metà del 1400. Altre riforme aragonesi – La dogana delle pecore. Verso il 1500 con i conti d’Alagno e Arcamone. V – Arrivano gli Spagnoli del Vicereame – Sofferenze e tanti baroni. I Colonna, i De Bernardo, De Thinis, i Melucci, i Caracciolo. VI – San francesco Caracciolo. VII – La “Mala Signoria Spagnola”. Tasse e Arredamenti – La compravendita e l’affitto dei comuni. Ancora i Baroni Melucci – La Baronessa Ciampelli. La mutazione economica e sociale del 1600. VIII – La dominazione austriaca. Le baronesse Ciampelli. I due meriti del Governo spagnolo: la lotta ai baroni sul piano politico e la lotta al brigantaggio. Le imposizioni fiscali dello stato, della chiesa, dei baroni. L’ospedale dei pellegrini e  la chiesa di S. Onofrio a Borrello. IX – I Borboni – Il regno di Napoli finalmente indipendente. Una baronessa senza eredi – La conseguente valutazione del feudo di Civita Burrelli nel 1754. X – Le liti tra Comuni e Baroni. I confini contesi tra Civitas Burrelli e Piesco Pignataro – Scontri alla frontiera nel 1600 e 1700. Sequestro di bestiame alla baronessa Melucci per tasse non pagate. Liti per confini del feudo di Cocco del Barone e per quelli della Principessa della Villa e il feudo di Pilo. XI – Civitas Burrelli nel 1700. La descrizione del paese, vie, porte, chiese, case, professioni, commercio, arti, braccianti, mulino, bestiame. Le fontane di campagna, la popolazione, i preti. L’amministrazione civile – L’elezione dei rappresentanti del popolo – La giustizia, le fiere, i mercati. L’apprezzo finale dei beni feudali a Civitas Burrelli nel 1754. XII – Il palazzo baronale nel 1700 e oggi. 

PARTE SECONDA. I – L’imposizione fiscale prima di Carlo III di Borbone. Le imposte dalla metà del 1400 al 1735. Quadro comparativo 1669-1737 sui Fuochi e imposte dirette. L’imposta diretta in alcuni comuni della media valle del Sangro nel 1727. II – Carlo III, il primo re indipendente delle Due Sicilie. Le sue riforme – Il catasto onciario – Le altre imposte – Gli Arredamenti. Le entrate baronali a Civitas Burrelli. III – Le altre riforme di Carlo III. I controlli amministrativi, bilancio di Gamberale nel 1741, Baroni in difficoltà, il Decurionato. IV – Ferdinando IV, il nuovo re nella seconda metà del 1700. Altre innovazioni e giri di vite sui baroni e sulla chiesa. Il riformismo del nuovo re. V – Altri baroni a Civitas Burrelli e Gamberale. Da De Guiso Solanes al Marchese Benedetti e ai Mascitelli. I Mascitelli e il palazzo baronale a Civitas Borrelli – Morte di una baronessa. VI – Le conseguenze della rivoluzione francese sul Regno di Napoli. L’effimera Repubblica Partenopea nella prima metà del 1799. La sconfitta dei repubblicani e la feroce reazione borbonica – Barbarie infinite. VII – La reazione delle masse nella nostra valle nel 1799. Due esempi: Casoli e Altino – Il massacro di cinque borrellani ad Altino. VIII – La monarchia assoluta di Ferdinando IV e i napoleonidi. Assolutismo e tasse. Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat 1805-1815: riforme, buon governo, ma ancora tasse. IX – Le conseguenze della miseria e dell’oppressione. Torna il brigantaggio anche nella nostra valle. La Carboneria – I Carbonai dei nostri paesi. X – Dopo i napoleonidi, gli ultimi quattro re Borboni. La fine di Gioacchino Murat. Tornano i Borboni: da Ferdinando I a Francesco I, da Ferdinando II a Francesco II, il 1820, il 1848, la nuova Italia. XI – L’abolizione della feudalità. La difficile ripartizione a Borrello delle terre demaniali e delle terre occupate. La formazione della piccola proprietà. L’ultimo barone se ne va. XII – I timbri del comune di Borrello. XIII – La confusa transizione dai Borboni ai Savoia durante il regno di Francesco II. I contadini contro i galantuomini con la coccarda tricolore. L’orrendo assassinio dell’avvocato Giuseppe Calvitti a Borrello nel settembre del 1860. XIV – Muore il Regno di Napoli. Arrivano Garibaldi e Vittorio Emanuele. Il nuovo brigantaggio anche nella nostra valle- Le cause del fenomeno – La sua fine. Borrello nel 1852 – Pressione fiscale nazionale e spesa pubblica – Il problema coloniale – L’emigrazione. XV – La novellistica dei poveri. Le cunde, la favule, la storje nel 1800 – L’evoluzione del dialetto. Tre racconti: L’amore nen dure, Lu re Caldore, Le cunde de la brutta saracine. XVI – I soprannomi a Borrello dalla fine del 1800. XVII – Esemplari di monete del Regno delle Due Sicilie e dell’Italia unita. XVIII – Fine dell’isolamento dei nostri paesi. Le strade rotabili e la ferrovia Sangritana. L’energia elettrica e l’acqua potabile. Ricordi della guerra 1940-1945 – La fortezza d’animo dei valligiani. XIX – La popolazione di Borrello nei secoli. XX – I capi delle amministrazioni comunali di Borrello dal 1600. XXI – I sacerdoti di Borrello dal 1704. XXII – Brevi schede sui nomi dei feudatari nei nostri paesi dall’anno mille. 

PARTE TERZA. I – La Chiesa Madre tra storia e cronaca. Struttura e rifacimenti della Chiesa Madre a S. Egidio Abate. La fanciulla di pietra:  il reperto più antico. I terremoti. L’incuria. La Chiesa Madre nel 1700. La Chiesa Madre prima della chiusura nel 1935. La distruzione della Chiesa Madre prima e dopo la guerra 1940-1945. La Chiesa Madre dopo la ricostruzione del 1990. Il patrono: Sant’Egidio Abate. II – Lo svuotamento delle tombe della Chiesa Madre. Il primo intervento della Soprintendenza archeologica. I reperti devozionali, i vani della necropoli, l’ossario comune e la fossa dei sacerdoti. L’indagine antropologica sugli inumati. I reperti della necropoli rinascimentale e dell’ossario di Borrello nella mostra antropologica a Roma nel 1992. III – Le altre chiese di Borrello. La chiesa di S. Antonio da Padova nel 1700 e il suo restauro alle soglie del III millennio. La chiesa di S. Lucia nel 1700. La chiesa di S. Onofrio nel 1700. L’abbazia di S. Martino di Pilo, una quinta chiesa nel territorio di Borrello. IV – L’antica Congregazione di Carità e le Cappelle laicali di Borrello. L’assistenza ai poveri. Le cappelle laicali della Chiesa Matrice. Le cappelle laicali  di S. Antonio e di S. Lucia. La Cappella-Oratorio della famiglia Di Nardo. Le chiese e i conventi inesistenti. V – Ricordando il frate cappuccino dal cuore di fuoco: Padre Filippo da Borrello. VI – Ricordando il dott. Guglielmo del pesco, Moderatore della Chiesa Valdese. - Bibliografia generale. - Tavole e carte geografiche. - Tavole e documenti. - Carte geografiche e planimetrie. - Tabelle ed elenchi.

Libri Dauro Distruzione RIDIX NOVEMBRE 1943 LA DISTRUZIONE DI BORRELLO

Autore: Riccardo D’Auro; Editore: —–, Tipografia SIGRAF, Pescara, 1997; pp. 142

I fatti narrati si svolgono nel periodo tra l’ottobre del 1943 e il giugno del 1944 coincidente con l’arrivo dei militari tedeschi che nella valle del Sangro erano schierati lungo la linea Gusta fino alla loro partenza definitiva. L’autore rielabora e arricchisce gli appunti del padre che tenne un diario giornaliero dal 12 ottobre al 25 novembre 1943, sostanzialmente il periodo della macchia, estendendolo fino all’estate dell’anno successivo e cioè alla definitiva liberazione dell’Abruzzo da parte degli alleati. Il testo contiene diverse carte relative alla situazione del fronte del Sangro tra la fine del 1943 e i primi mesi del 1944.

Contenuto del libro: Premessa. CAPITOLO 1°: 9 novembre. CAPITOLO 2°: La notte, l’antefatto. CAPITOLO 3°: 10 25 novembre. CAPITOLO 4°: 26 novembre – 31 dicembre. CAPITOLO 5°: 1° gennaio – 10 giugno 1944.

 

Libri DandiniBORRELLO, ABRUZZI REGION

Autore: Isabella Weis di Valbranca; Editore: La rivista della California, Vol. IV n. 3, San Francisco, 1997.

La contessa Angela Desideri Dandini di Borrello, una nobildonna dal fascino italiano e dal comportamento americano. Mille preziose attività tra l’Abruzzo e il Nevada.

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Libri Di Luca Pietro RIDLA GUERRA SU BORRELLO 1943-1944

Autore: Pietro Di Luca; Editore: —–, Lanciano, 1993; pp.73

L’autore, undicenne all’epoca delle vicende narrate, racconta i fatti che riguardarono la distruzione e la ricostruzione di Borrello durante la seconda guerra mondiale, con riferimenti alla situazione più generale del conflitto. La narrazione inizia il 26 luglio 1943 e termina alla fine degli anni ’50 quando la ricostruzione poteva dirsi ultimata. Il libro si rivela interessante per l’attenzione che dedica ai cittadini di Borrello, citandoli uno per uno, che combatterono per la libertà, che furono fatti prigionieri, che si distinsero in azioni di fiancheggiamento all’esercito alleato, che morirono nel crollo delle abitazioni o dilaniati dalle mine. Nel testo sono inserite sette foto in bianco e nero e quattro carte relative agli spostamenti del fronte della linea Gustav durante la battaglia del Sangro.

 

Libri Padre Filippo RIDPADRE FILIPPO DA BORRELLO E LA SUA SPIRITUALITA’

Autore: P. Antonio da Serramonacesca; Editore: Arte della Stampa, Pescara, 1968; pp. 118

L’autore con questo libro intende salvare alla storia la figura di Padre Filippo, nato a Borrello nel 1879 con il nome di Giuliano Rago, ricca di valori ascetici e culturali, capace di una forte predicazione apostolica. Il sacerdote cappuccino percorse nella sua vita le innumerevoli parrocchie e centri religiosi dell’Italia centrale e meridionale. La vastità e la varietà della sua predicazione erano spesso improntate alla morale e, anche se i suoi discorsi si basavano rigorosamente su fonti bibliche e teologiche, Padre Filippo esortava i fedeli alla virtù senza mai avventurarsi in disquisizioni teoriche. Laureato in teologia, era un esperto di teologia fondamentale, storia ecclesiastica e lingua ebraica, più volte eletto Provinciale dei Cappuccini nel territorio aquilano, lettore di diritto canonico a Napoli, titolare della cattedra di teologia e morale, possedeva tra l’altro una vasta cultura sul pensiero dei Padri della Chiesa. La sua lunga attività oratoria è raccolta nei Volumi di Predicazione, conservati presso la sede dei Cappuccini dell’Aquila e dal suo vasto epistolario, indirizzato a vescovi, sacerdoti, religiosi e semplici fedeli, traspare una spiritualità disinvolta, semplice e incisiva e alla fine la sua firma era “Servo Inutile Fra Filippo da Borrello”. La sua vita fu un grande apostolato di predicazione, fu radicale tanto nel condannare alcune agiatezze e certi comportamenti di parte del clero, non proprio ispirati all’umiltà e alla povertà, quanto nell’amare e nell’essere vicino ai più semplici; sempre chiaro e fermo nelle proprie convinzioni non si può certo affermare che la diplomazia fosse il suo forte, ma forse proprio per questo era chiamato “l’amico del popolo”.

Contenuto del libro: Dichiarazione. Prefazione. Carta d’identità. Quasi fioretti. Linee di spiritualità. Padre Filippo predicatore. Padre Filippo scrittore. Dall’epistolario. Echi di testimonianze. Precisazioni. Documenti consultati.

 

Libri Mario d AuroBORRELLO PROVINCIA DI CHIETI Anni storici della sua esistenza ad iniziare dal 1900 a tutto il 1975

Autore: Mario D’Auro; Editore: —–, ………., anno …..; pp. 

La pubblicazione viene citata nel libro di Riccardo D’Auro “La speranza nell’ignoto” a pag. 13

 

 

 

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Libri Borrello PerlaBORRELLO PERLA D’ABRUZZO

Autore: Ernesto Giannini; Editore: Edizioni l’Abruzzo, Pescara, anno 1958; pp. 29

Contenuto del libro: Questa è Borrello. Una gita a Borrello. Note turistiche.

Borrello: il mio paese

 Elementare0000 Elementare0001 Elementare0002 Elementare0003 Elementare0004 Elementare0005 Elementare0006 Elementare0007 Elementare0008 Elementare0009 Elementare0010 Elementare0011 Elementare0012 Elementare0013 Elementare0014 Elementare0017 Elementare0018 Elementare0019 Elementare0020 Elementare0021 Elementare0022 Elementare0023 Elementare0024 Elementare0025 RICERCA SU BORRELLO, realizzata dagli alunni della Scuola Media, Classe 1a Sezione A, Anno scolastico 1982 – 1983

Autori: Rossella Porcaro, Ivana Palmieri, Mimmo Calizzo, Ramon Angiolillo, Piero Di cesare, Nicola Amicone, Giuseppe Palmieri, Mario De laurentis, Donato Nelli, Zermolo D’Orfeo, Marco Di Cesare, Vincenzo Porfirio

ASPETTO FISICO Il paese sorge su una collina a 804 metri sul livello del mare (per l’altitudine bisogna tenere presente la posizione del Municipio). Borrello ha una superficie di 14.000 m2; una popolazione di circa 600 abitanti. Il territorio è prevalentemente montuoso e poco favorevole allo sviluppo agricolo.

 

LA LOCALIZZAZIONE DI BORRELLO La posizione di Borrello non è casuale, ma è la conseguenza di fatti geografici e storici che si sono variamente assommati. Il paese sorge sulla parte alta di una collina: la rice3rca della posizione elevata è dovuta a motivi di sicurezza, nei tempi remoti un problema di grande importanza era quello di proteggersi dall’attacco dei nemici e dei briganti, alle necessità di sfuggire alle frane e alle inondazioni dei fiumi e a una tradizione antica che risale ai popoli preromani come gli Etruschi.

ASPETTO ECONOMICO Il terreno di Borrello permette la coltivazione di: cereali, frutta, noci, barbabietole, vite, ortaggi, frumento, patate, legumi. A Borrello non ci sono grandi industrie ma solo una piccola azienda connessa con la produzione agricola. Sui pascoli montani, infatti, crescono pianticelle aromatiche dalla distillazione delle quali la ditta EVANGELISTA produce liquori notissimi.

VISITIAMO IL PAESE Borrello è provvisto di strade ampie, luminose e ben sistemate e quasi tutte ombreggiate (nella parte nuova). La vecchia rete stradale, invece, cede alle esigenze di una posizione arroccata in una zona montana per esigenze di difesa e per sfuggire alla malaria frequente nei fondovalle.

LARGO RISORGIMENTO Può rappresentare il centro di Borrello in seguito allo sviluppo avuto dall’abitato in questi ultimi anni verso via del Littorio.

 

A BURRIEL NUOSTR Disse mio padre quando emigrò: “figlio, un giorno tornerò″. Tanto tempo è passato, ma egli tornato non è: a Borrello lavoro non c’è. Colaizzo Mimma, Di Cesare Pierluigi

Un giorno il buon Dio pensò: “Vorrei un paese ridente ed oggi lo fo”. Tra i colori scelse il verde, l’azzurro, il bianco e il blu e con essi dipinse il mio paesello chiamato: borrello. Ivana Palmieri, Rossella Porcaro

Burriell, quante lune ha passat’! Burriell, tante cose s’ha cagnate! Nen cista chiù tanta miseria e solitudine. Ma che è diventate questa gioventù che appassisce sempre chiù? Ramon Angiolillo

Borrello sei bello! Borrello t’ammiro! Quanta luce, quanto colore, quanta gioia nel tuo cuore! Porcaro Rossella

Io lo so, Borrello, la vita non è bella, è come notte gelida senza alcuna stella. Ma da quando son tornato mi sono accorto che qualcosa d’immenso avevo lasciato. Palmieri Giuseppe

A BURRIELL Burriell, Burriell quand si biell, le jurn fatij e la notte t’arpus. A amntenè s’ quattr macere ci mit na mar’ de fatie. Burriell, Burriell de fatich n’ si fatte pe’ mantenè s’ quattr zappatur ch’ c’è rimast. Ma l’arie fina ch’ tiè accarez  le fijte ch’ nen t’an lasse maje. D’Orfeo Zermolo, Nelli Donato Candido, Amicone Nicola

GASTRONOMIA LOCALE Sagne a pezze, Sagne e fagioli, Baccalà e ceci, Frascariell, Ciammasch al sugo, Fuoje e pizza di granoturco, Sagne a rizzole, Scrippelle, pizzelle, Struozza cuolli, fiadone, Cuculuozz.

RELAZIONE: VISITA AL MUNICIPIO Il 3 maggio 1983 ci siamo recati al Municipio di Borrello. Arrivati, abbiamo atteso il vicesindaco D’Amico Carmine. Molti di noi lo immaginavano diverso da quello che realmente è: di altezza media, simpatico, accogliente e paziente nell’ascoltarci. Come se fossimo tanti personaggi importanti egli ci ha accompagnato nel municipio, dove abbiamo osservato: documenti, vecchie fotografie, quadri e arredamento. Fra le tante interessanti domande uno di noi ha chiesto: Da quanti membri è composto il Consiglio Comunale di Borrello? Gentilmente il vicesindaco ha risposto: da 12 Consiglieri. Quanti Assessori compongono la Giunta Comunale? Quattro Assessori: il delegato alle firme, l’Assessore anziano e due supplenti. Quanti sono i dipendenti comunali e come sono divisi per competenze e attività? I dipendenti comunali sono cinque: l’ufficiale amministrativo, l’applicato, la guardia comunale, un impiegato comunale e il segretario comunale. Chi provvede alla cura dei servizi pubblici e sociali del Comune? Un netturbino e un operaio generico. Come si svolge il servizio di vigilanza? Con una guardia comunale. Quale cure richiede la manutenzione dell’acquedotto? Ogni anno vengono puliti la sorgente e il serbatoio ed in seguito vengono disinfettati. Esistono comitati o consigli di quartiere? No. Dall’ufficio siamo passati nella sala della Giunta Comunale dove il sindaco si riunisce con i suoi più stretti  collaboratori. C’erano un grane tavolo rettangolare e un’aquila reale imbalsamata che ha attirato la nostra attenzione. Terminata l’intervista abbiamo ringraziato e salutato il vicesindaco. Infine siamo tornati a scuola felici di aver appreso tante cose nuove.

COMUNE DI BORRELLO: GONFALONE Attualmente il gonfalone di Borrello è così composto: drappo rosso e bianco con al centro lo stemma.

ORGANIZZAZIONE CIVICA Il capo del comune è il Sindaco. egli viene eletto ogni cinque anni. Il Sindaco del mio Comune si chiama Sergio Di Luca, è stato eletto nel 1980. 

SERVIZI DI INTERESSE PUBBLICO Municipio di Borrello, tel. 945122. Poste e telegrafo, via IX novembre, tel. 945128. ACI – Soccorso stradale, tel. 116. Carabinieri, via Palmieri 1, tel. 945125. Farmacia, Amabili dr. Giovanni, Via risorgimento, tel. 945365.

ELEZIONI Gli abitanti che hanno compiuto almeno 18 anni di età, gli ELETTORI, eleggono i 12 Consiglieri Comunali. I Consiglieri Comunali formano il CONSIGLIO COMUNALE. Il Consiglio Comunale si riunisce soltanto quando si devono discutere problemi molto importanti che interessano tutti i cittadini del Comune. A loro volta i Consiglieri Comunali eleggono il Sindaco e gli Assessori. Il Sindaco e gli Assessori formano la GIUNTA COMUNALE. Al mio paese ci sono quattro Assessori. Ciascuno dei quali è responsabile di un settore.

SERVIZI Tutti possiamo usufruire di servizi e comodità che non potremmo avere se vivessimo lontano l’uno dall’altro. Il sindaco, aiutato dagli assessori provvfede a: a) far funzionare gli uffici del Comune dove ogni giorno gli impiegati lavorano per sbrigare le pratiche riguardanti i cittadini. b) costruire e mantenere in efficienza l’acquedotto che porta l’acqua nelle case. c) costruire, pulire, riscaldare le scuole e, in caso di necessità, costruire nuovi edifici scolastici. d) assistere i poveri e costruire la casa di riposo per gli anziani rimasti senza famiglia. e) costruire le fogne e i canali di scolo per le acque di scarico. f) costruire, riparare, asfaltare le strade, installare semafori, mettere cartelli e segnali stradali. g) raccogliere i rifiuti domestici davanti alle case e pulire ogni giorno le strade e le piazze. h) sistemare le lampade necessarie a illuminare le strade, le piazze, i monumenti.

LE TRADIZIONI DI BORRELLO Le tradizioni costituiscono il patrimonio spirituale del popolo. Rispecchiano la sua fede, la sua fantasia, i suoi sentimenti, la sua saggezza. Per es. alcune ricorrenze festive vengono celebrate a Borrello con caratteristiche usanze: La vigilia di Natale viene posto sopra il focolare il ceppo che va tenuto acceso tutta la notte per illuminare e riscaldare la nascita del Bambino. I carboni del ceppo vengono poi sparsi nei campi.

I PROVERBI La neve marzuline dure da la ser’ a la matine. Chi n’ ascolt la mamm e lu patre mala fine fa. A  San Martine la neve tra le spin. A San Martine ………

 CANTILENA Ninna, nanna; Ninna, nanna; questo citolo a chi lo do, e lo do all’omo nero se lo tiene pe na’ sera,e lo do all’angioletto se lo tiene per un mesetto, e lo do alla befana se lo tiene na’ settimana e lo do al buon Gesù se lo tiene un anno in più.

Il presente lavoro è stato realizzato servendoci: dei depliant vari, offerti dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Chieti, della diretta osservazione dei luoghi più significativi del paese, dell’intervista ad un responsabile della gestione comunale: vicesindaco, di adesivi gentilmente offerti dalla ditta Evangelista, della collaborazione di alcuni genitori.

Gli alunni della I A di Borrello.

Il presente lavoro è stato ideato e realizzato dagli alunni della I media di Borrello, nell’anno scolastico 1982-83: Rossella Porcaro, Ivana Palmieri, Mimmo Calizzo, Ramon Angiolillo, Piero Di cesare, Nicola Amicone, Giuseppe Plamieri, Mario De laurentis, Donato Nelli, Zermolo D’Orfeo, Marco Di Cesare, Vincenzo Porfirio.